Crescere ancora ma non a dismisura. Solo nell’ultimo anno in casa Hogan Lovells hanno fatto il loro ingresso 50 professionisti, molti dei quali nomi di peso del mondo legal e provenienti da rinomate law firm di stampo internazionale quali Orrick, Dla Piper o White & Case. Solo in Italia lo studio conta adesso 140 avvocati, di cui 31 partner, con una squadra complessiva di 250 persone. Una campagna d’espansione che è già a metà del suo corso ma non ancora alla fine.
«L’obiettivo dello studio è indubbiamente quello di continuare a crescere in linea con la strategia internazionale di rafforzarsi in Italia, Francia e Spagna, visto il posizionamento di rilievo che abbiamo già invece in Paesi come Germania o Regno Unito», spiega a MF - Milano Finanza il managing partner dello studio in Italia, Patrizio Messina. L’obiettivo però, secondo Messina, non è solo accrescere il fatturato ma aprire le porte della law firm a professionisti di alto livello che possano rafforzare la presenza dello studio nei principali deal, con particolare riguardo alle practice di m&a, private equity, leveraged finance e capital markets. «Continuare a lavorare per ottenere mandati sofisticati e di altissimo livello puntando sulla crescita sia dei nostri talenti che tramite lateral che d’ora in poi saranno però più opportunistici», spiega Messina, poche figure ma d’esperienza.
Inizia così probabilmente la seconda fase della strategia di acquisizioni di Hogan Lovells dopo una prima che ha visto l’ingresso di gruppi numerosi. L’obiettivo? Raggiungere una taglia probabilmente non troppo lontana da quella attuale, ma che oscilla più verso i 200 avvocati. Una misura che se raggiunta porterà probabilmente a un ripensamento anche della sede e degli spazi rispetto a quelli attuali dello studio. Intanto, guardando al presente, la necessità principale è l’integrazione dei team e la crescita interna.
«Lo studio lavora da tempo sull’attenzione alle persone, alla formazione a tutti livelli anche tramite le academy. Lo scorso anno abbiamo ricevuto la certificazione della parità di genere e il premio come best employer ma ovviamente c’è tanto su cui continuare a lavorare», conclude Messina, il cui lavoro appare comunque in netta continuità con il precedente managing partner dello studio, Luca Picone, oggi former managing partner e parte attiva nell’integrazione e del coordinamento del gruppo, insieme anche a Vittorio Maresco, deputy country managing partner dello studio. In occasione dell’anniversario dei 25 anni della presenza della law firm in Italia, Hogan Lovells si è già fatta notare per il suo cambio pelle, una metamorfosi ancora in corso che dovrà dare i suoi frutti. (riproduzione riservata)