Il presidente Donald Trump ha sospeso l’operazione Project Freedom. Su Truth ha scritto: «Su richiesta del Pakistan e di altri Paesi, in considerazione del formidabile successo militare conseguito durante la campagna contro l'Iran e del fatto che sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani, abbiamo concordato reciprocamente che, pur rimanendo il blocco pienamente in vigore ed efficace, il Project Freedom (la missione per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) sarà sospeso per un breve periodo, al fine di verificare se l'accordo possa essere finalizzato e sottoscritto».
Il presidente americano, Donald Trump, ha detto al New York Post che è «troppo presto» per iniziare a pensare a trattative di pace faccia a faccia con l'Iran. Al quotidiano della galassia Murdoch che gli ha chiesto al telefono se necessita di rimandare un suo giornalista in Pakistan per un nuovo round di negoziati tra Usa e Iran, il leader Usa ha risposto «non penso». Trump ha aggiunto: «Penso che lo faremo (il round di negoziati, ndr). È lontano». Il NY Post spiega che il presidente Usa ha interrotto bruscamente la telefonata dicendo di avere un appuntamento «con i generali».
Intanto anche fonti pakistane hanno confermato che Stati Uniti e Iran stanno chiudendo un accordo su un memorandum di una pagina per mettere fine alla guerra nel Golfo, come anticipato da Axios. «Lo chiuderemo molto presto. Ci stiamo avvicinando», ha detto la fonte pakistana, vicina alla mediazione, citata dall’agenzia Reuters.
L’Iran da pare sua ha fatto sapere che «sta ancora esaminando la proposta statunitense» e comunicherà la propria posizione alla parte pakistana dopo aver completato la valutazione, Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei. «La proposta statunitense è ancora al vaglio dell'Iran e, una volta raggiunta una conclusione, l'Iran comunicherà il proprio punto di vista alla parte pakistana», ha dichiarato Baghaei all'agenzia Isna.
«Supponendo che l’Iran accetti di dare quanto concordato, il che è forse un’ipotesi azzardata, la già leggendaria Epic Fury giungerà al termine e l'efficace Blocco permetterà allo Stretto di Hormuz di essere aperto a tutti, Iran compreso. Se non accetteranno, inizieranno i bombardamenti, che purtroppo saranno di un livello e di un'intensità molto maggiori rispetto a prima. Grazie per l’attenzione alla materia!». Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump.
Per la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane il passaggio sicuro e stabile attraverso lo Stretto di Hormuz sarà garantito solamente dopo la neutralizzazione delle «minacce aggressive» e l’introduzione di nuovi protocolli marittimi. In un post pubblicato su X i Pardaran hanno annunciato che «con le minacce dell'aggressore neutralizzate e i nuovi protocolli in vigore, sarà garantito un passaggio sicuro e stabile attraverso lo Stretto di Hormuz».
La Casa Bianca ritiene vicino un accordo con l’Iran per fermare la guerra, basato su un memorandum di una pagina e 14 punti, secondo Axios.
L’intesa prevederebbe una moratoria sull’arricchimento nucleare iraniano, la revoca delle sanzioni da parte degli Stati Uniti e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Seguirebbe un negoziato di 30 giorni per un accordo più ampio.
Restano nodi sulla durata dello stop nucleare (tra 5 e 20 anni) e sulla gestione dell’uranio arricchito. In caso di fallimento dei colloqui, Washington potrebbe riprendere il blocco o le azioni militari.
Una nave portacontainer della Cma Cgm è stata «bersaglio di un attacco» nello Stretto di Hormuz, come confermato dalla compagnia di navigazione francese. Secondo Al-Jazeera e altri media si tratterebbe della nave San Antonio. La compagnia ha aggiunto che l’attacco ha provocato feriti tra i membri dell’equipaggio e danni alla nave. Il personale è stato evacuato e sta ricevendo assistenza medica: stando all’agenzia turca Anadolu, si tratterebbe di cittadini filippini.
«Alla luce della richiesta avanzata dal Pakistan e da altri Paesi, dell'enorme successo militare ottenuto durante la campagna contro l'Iran e, inoltre, dei notevoli progressi compiuti verso il raggiungimento di un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani, abbiamo concordato di comune accordo che, pur mantenendo in vigore il blocco, Project Freedom (il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) sarà sospeso per un breve periodo di tempo per verificare se l'accordo possa essere finalizzato e firmato». Lo scrive su Truth il presidente Usa, Donald Trump.
Durante la guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran sono stati effettuati oltre 600 attacchi di rappresaglia contro strutture americane in Iraq. Lo ha dichiarato un alto funzionario del Dipartimento di Stato citato dalla Cnn, parlando di numerosi attacchi missilistici e con droni contro l'ambasciata americana a Baghdad, il Centro di supporto diplomatico statunitense e il consolato americano a Erbil.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Pechino, dove incontrerà il suo omologo cinese Wang Yi nel contesto della crisi del Golfo. Questo viaggio precede la visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Cina, prevista per il 14 e 15 maggio, e si inserisce nel contesto della situazione in cui Pechino, considerata un alleato di Teheran, è uno dei principali importatori di petrolio dell'Iran. (riproduzione riservata)