Rally continuo per Bio-on, anche stamattina con scambi per oltre 55 mila pezzi che spingono il titolo a 66 euro, il 5% in più della chiusura di ieri e oltre il doppio del valore, 30 euro, registrato il 28 maggio scorso.
La scalata dell'unicorno italiano, ben oltre il miliardo di capitalizzazione il 15% circa dell'intero listino Aim, con 10 milioni di fatturato a fine 2017, sta tutta nelle aspettative generate dal mercato mondiale delle bioplastiche, naturali e biodegradabili, nel quale Bio-on ha dei brevetti già testati con successo.
Le bioplastiche Minerv PHAs (poli-idrossi-alcanoati) sviluppate da Bio-on, sono ottenute da fonti vegetali rinnovabili senza alcuna competizione con le filiere alimentari, garantiscono le medesime proprietà termo-meccaniche delle plastiche tradizionali col vantaggio di essere completamente ecosostenibili e al 100% biodegradabili in modo naturale.
Le attese si riversano anche sulla prossima produzione, prevista per l'autunno, nello stabilimento inaugurato il 20 giugno scorso a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, di Minerv Bio Cosmetics, micro perline in bioplastica destinate all'industria cosmetica per sostituire le attuali particelle di plastica derivate dal petrolio, inquinanti e non biodegradabili.
Queste microscopiche perline (microbeads), che vengono utilizzate come addensanti o stabilizzanti nei prodotti più comuni come rossetti, lucidalabbra, mascara, eyeliner, smalti, creme, shampoo, bagnoschiuma e nei dentifrici, inquinano l'ambiente perché una volta disciolte in acqua, dopo il normale risciacquo, entrano per sempre nel ciclo naturale.
Il plancton di mari e fiumi inghiotte queste particelle plastiche introducendole nella catena alimentare, tanto che negli USA per primi hanno deciso di vietare per legge (Microbead-Free Waters Act of 2015) l'utilizzo di polimeri ottenuti dal petrolio nei prodotti per la cura del corpo.
Una decisione seguita recentemente da altri Paesi come Canada, UK, Svezia e Francia, o annunciata come in Irlanda, Olanda, Italia. L'uso, nei prodotti cosmetici, della bioplastica Minerv Bio Cosmetics elimina questi inquinanti perché le micro particelle di bioplastica sono naturalmente biodegradabili in acqua e dunque non entrano nella catena alimentare. Non solo, il biopolimero sviluppato nei laboratori di Bio-on costituisce, in fase di decomposizione, un nutriente per alcuni microrganismi e vegetali presenti in natura. Quindi il beneficio per l'ambiente è doppio, assicurano i ricercatori di Bio-on.
Nell'area del nuovo stabilimento hanno sede anche i laboratori della divisione CNS (Cosmetic, Nanomedicine & Smart Materials) dove lavorano 20 ricercatori sulle nuove fonti di carbonio da scarti agricoli per produrre nuovi tipi di bioplastiche biodegradabili e aumentare la gamma di tecnologie offerte da Bio-on.
«Siamo estremamente orgogliosi perché questa fabbrica rappresenta un'eccellenza del Made in Italy e l'inizio di una nuova era per la chimica verde mondiale. Da oggi molte aziende, grazie alla nostra bioplastica, avranno la possibilità di salvaguardare l'ambiente e dare una svolta ecologica ai loro prodotti, rispettando le nuove normative sempre più severe sui limiti di utilizzo delle plastiche tradizionali,» aveva dichiarato Marco Astorri, presidente e ceo di Bio-on, oltre che co-fondatore.
Il nuovo polo produttivo sorge su un'area di 30.000 mq; ha una estensione di 3.700 mq coperti e 6.000 mq edificabili. La capacità produttiva attuale è di 1.000 tonnellate all'anno che è possibile raddoppiare velocemente. L'impianto, gestito da Bio-on Plants, la divisione responsabile della produzione, dei futuri ampliamenti e dei nuovi stabilimenti, è dotato delle più moderne tecnologie e dei più avanzati laboratori di ricerca.
Come tutti gli impianti industriali complessi il nuovo polo produttivo entra in funzione con una serie di test per andare definitivamente a regime entro l'autunno. Il cuore dello stabilimento è costituito da una innovativa sala controllo «dalla quale il personale gestirà l'intero ciclo produttivo ed è da qui che inizieremo i test di collaudo di tutto il processo industriale prima di iniziare la produzione in continuo 7/7 h24,» aveva spiegato Riccardo Casoni, direttore di Bio-on Plants .
Nell'area del nuovo polo produttivo hanno sede anche le Business Unit RAF (Recovery And Fermentation), che sviluppa e ottimizza i processi di fermentazione ed estrazione della bioplastica per ottenere la maggior resa possibile di prodotto; e CNS (Cosmetic, Nanomedicine & Smart Materials) dotata di attrezzature scientifiche all'avanguardia per sperimentare nuovi tipi di bioplastica e sviluppare nuove applicazioni.
Le aree di attività sono Cosmesi, Nanomedicina, Biomedicale, Nutraceutica, Bioremediation, Elettronica Organica e Materiali Evoluti. I ricercatori provengono da varie parti del mondo e appartengono a differenti discipline scientifiche come chimica, fisica, biologia, farmacia, ingegneria dei materiali, biotecnologie, elettronica e matematica con un'età media di 30 anni.
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