Gpi, tra i principali operatori italiani nei servizi It e di business process outsourcing per la sanità ed il sociale, ha sottoscritto un patto parasociale con la Markus Riedl e Alessandro Zanotelli, azionisti di minoranza della tedesca Riedl GmbH, che Gpi controlla al 51% attraverso la Spid, partecipata al 100%.
L'obiettivo di Fausto Manzana, fondatore e ceo di Gpi, e dei suoi soci nella Riedl è di stabilizzare l'assetto proprietario per implementare lo sviluppo del gruppo nell'area strategica della logistica del farmaco, che riguardai sistemi di automazione per ospedali e cliniche, pubblici e privati, e per farmacie territoriali.
Il titolo dellla società trentina oggi è poco mosso, con poco più di 10 mila pezzi scambiati, in leggero progresso (+0,6%) a 10,9 euro, valore che si confronta con 10,3 euro della prima quotazione il 16 dicembre scorso, quando è sbarcata sul listino Aim in seguito alla fusione con la spac Capital for Progress 1.
L'intesa tra i socie Gpi ha una durata di dieci anni e prevede alcune limitazioni agli atti di disposizioni delle relative partecipazioni nel capitale di Riedl da parte dei soci e di Markus Riedl, alcune regole di corporate governance di Riedl e degli aspetti dell'attivita' dei soci di minoranza.
Gpi ha chiuso il semestre con un utile netto consolidato a 2,3 mln, in aumento del 18% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, mentre i ricavi hanno fatto registrate una crescita del 30% a 81,8 milioni. L'ebitda al 30 giugno scorso era a 9,5 milioni (+15% a/a) e l'bit a 5,1 ml, in aumento dell'8% rispetto ai 4,8 mln del primo semestre 2016.
La posizione finanziaria netta ha segnato un raddopio dell'indebitamento, 22 milioni di euro, rispetto al 31 dicembre 2016, generato dall'investimento per le acquisizioni effettuate quest'anno.
Nei giorni scorsi Marco Cristofori, analista di Ubi banca, ha rilasciato uno studio approfondito sul titolo in cui evidenzia un target price a 14,1 euro, sulla base della buona crescita del business, evidenziata anche nei conti semestrali, che dovrebbe spingere il fatturato a chiudere a 175 milioni di euro in forte crescita rispetto ai 136 milioni del 2016.
Secondo l'analista il leggero calo della redditività rispetto al fatturato all'11,6%, rispetto al 13,2% del primo semestre 2016, è fisiologico nella fase di acquisizione di nuovi contratti, come è successo nei mesi scorsi.
Per altro lo studio proprietta l'ebitda margin al 14% a fine anno, per un valore di 25 milioni di euro, suun fatturato chedovrebbe di podo superare 179 milioni. Nel 2018 e nel 2019 il margine dovrebbe ulteriromente crescere fino al 15% del fatturato cioè un valore di31 milioni di lire su 202 milioni di fatturato.
A valorizzare il tirolo dovrebbero contribuire le acquisizioni perfezionate quest'anno, la Nuova Sigma, specializzata in It per il settore sanitario, pagata 13 milioni di euro e dovrebbe apportare almeno 8 milioni di nuovo business, la spagnola Hermasoft, di cui Gpi ha acquisito il 60% per 4,8 milioni di euro, anch'essa specializzata nei software in ambito medicale, in particolare trasfusioni, la Domino, acquisita al 70%, che dovrebbe rinforzare la posizione di Gpi nel mercato del Veneto, e la Net Medica, una piccola azienda acquista al 100% ma che potrebbe aprire le parte alla diversificazione nei servizi di medicina generale.