In attesa di passare alle contrattazioni sul mercato maggiore, MTA, che avrebbe dovuto avvenire entro questo mese, GPI, attiva nel mercato della sanità e del sociale, ha centrato un nuovo importante obiettivo.
Si è aggiudicata una gara della Regione Lazio per una commessa del valore di 71,5 milioni di euro per fornire una serie di servizi nei prossimi 3 anni, 2 anni già contrattualizzati e un anno opzionale di rinnovo.
Le prestazioni riguardano servizi specialistici tra cui la realizzazione di infrastrutture logistiche e tecnologiche, la fornitura di prodotti software per la piena e corretta esecuzione dell’appalto, il coordinamento tecnico e organizzativo dei servizi Call/Contact Center, la gestione dei servizi di back office e front office degli sportelli delle Aziende Sanitarie, con i relativi servizi di assistenza e manutenzione.
«L’aggiudicazione di questa gara rafforza la nostra presenza nel mercato dei servizi amministrativi per la Sanità. Al bacino di utenza che già oggi usufruisce dei nostri servizi, oltre 23 milioni di cittadini italiani, si aggiungono altri 6 milioni di utenti. Le competenze che il Gruppo ha maturato sul campo negli anni trovano un altro significativo riconoscimento,» ha sottolineato Fausto Manzana, fondatore e ceo del gruppo, che nel 2017 ha registrato un giro d'affari di quasi 180 milioni di euro.
Il prezzo del titolo è oggi in calo dell'1,7% a 9,2 euro, con scambi minimi, valore che si confronta con i 10,3 euro della prima quotazione alla fine di dicembre del 2016.
Ai primi di luglio Manzana aveva annunciato un'altra mossa significativa nel percorso di allargamento del business della società trentina, l'acquisizione di due società di information tecnology dalla Cassa del Trentino.
Attraverso la controllata Argentea, Gpi ha acquisito il 100% di Paros e il 49% di Uni IT. Paros ha sviluppato nel 2017 un valore della produzione di 1,9 milioni ed è specializzata nella progettazione, nello sviluppo e nel supporto di soluzioni informatiche di semplificazione amministrativa e dematerializzazione documentale.
«Le conoscenze tecnologiche di Paros unite al posizionamento di Uni IT ci consentiranno di entrare con peso specifico ragguardevole nel mercato pubblico dei sistemi di pagamento e incasso elettronici. Prende vita in Trentino un polo di competenza sui sistemi elettronici che, in sinergia con il Gruppo GPI, potrà distinguersi per innovatività ed espandersi sull’intero territorio nazionale,» aveva commentato Marco Torresani, ceo di Paros e di Argentea.
«Paros è una opportunità importante nelle strategie di rafforzamento della nostra Area Strategica d’Affari della Monetica. L’operazione si perfeziona tra l’altro in una fase di importanti cambiamenti tecnologici nel settore delle transazioni digitali per l’ente pubblico: starà al nostro gruppo interpretare al meglio tali trasformazioni a beneficio del cliente finale,» aveva concordato Manzana.
Argentea si è aggiudicata le due società per un totale di 1,2 milioni di euro, 0,5 per Paros e 0,7 per Uni IT partecipando a una gara pubblica, in cui la sua offerta è risultata l'unica.
Sul business del gruppo Gpi gli analisti hanno espresso giudizi positivi, dopo un 2017 particolarmente intenso in cui il gruppo ha effettuato ben otto acquisizioni investendo 40 milioni di euro. In maggio un report di Ubibanca, a cura di Marco Cristofori, aveva assegnato un target price al titolo poco sopra i 14 euro, quando il suo valore era a 9,9 euro.
Il giudizio si era basato sul recupero di redditività messo a segno nel corso del 2017 che aveva registrato un ebitda margin del 16,7% nel secondo semstre, in crescita di 5 punti sul primo, e nonostante il risultato netto fosse al di sotto delle previsioni del mercato.
L'anno si è chiuso con un fatturato di 178 milioni e un ebitda di 25 milioni, mentre quest'anno la crescita viene proiettata a 199 milioni di euro per il fatturato e a 28 milioni per l'ebitda, mentenendo il margine stabile tra il 14 e il 15%. La crescita dovrebbe poi proseguire spingendo il fatturato a 215 milioni entro il 2021 con un ebitda a 33 milioni.
Nei prossimi anni dovrebbe ridursi anche l'indebitamente che nel 2017 è più che raddoppiato a 52 milioni di euro, per i 40 milioni investiti nelle acquisizioni, e quest'anno potrebbe scendere a 44 milioni e 36 nel 2019.
Gli analisti hanno sottolineato che la crescita, frutto sia della politica di acquisizioni, sia della crescita organica del business, ha dimostrato la capacità del management di integrare bene i nuovi business e quindi è fondata su basi solide.
Inoltre dall'anno prossimo, stimano gli analisti, l'integrazione delle società acquisite, a cui si aggiungono Paros e Unit, dovrebbe dare effetti anche sui margini, oltre che sul fatturato, rafforzando l'ebitda dell'intero gruppo. L'attività di M&A potrebbe rallentare nei prossimi tre anni, dando più spazio al consolidamento delle posizioni.