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Governo al bivio sulle accise
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Giovedì scade il taglio di 14 cent sul gasolio e mancano le coperture per il rinnovo

Governo al bivio sulle accise

MF - Numero 165 pag. 4 del 25/08/2026

Pichetto non esclude né conferma nuovi interventi sul caro-carburante, mentre incombe il controesodo A Bruxelles si riaccende il dibattito sulla tassazione dei petroliferi: T&E stima già 7 mld di extraprofitti

La partita sul caro-carburante si sposta dal distributore al tavolo europeo. Da una parte il governo Meloni è alle prese con la scadenza, l'ennesima, del taglio delle accise e con la conseguente necessità di individuare nuove coperture per evitare che benzina e gasolio tornino a rincarare proprio nei giorni del contro-esodo estivo. Dall'altra torna a prendere corpo a Bruxelles il dibattito su una tassazione comune sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere.

Sul primo fronte il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e quello dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin hanno firmato il decreto interministeriale che proroga il taglio di 14 centesimi al litro sul gasolio fino a domani, sfruttando i 20,8 milioni dell'extragettito Iva sui carburanti di luglio. Ma da giovedì, in assenza di un nuovo provvedimento, il prezzo alla pompa tornerebbe a salire con un aggravio stimato di 8,5 euro in più per un pieno da 50 litri. Proprio mentre si prevede il controesodo estivo. Secondo l'osservatorio del Mimit, ieri il prezzo medio in modalità self service sulla rete autostradale era 2,088 euro al litro per la benzina e 2,204 euro per il gasolio. Per prolungare il taglio fino al primo weekend di settembre servirebbero di media entità, considerando che l'ultimo taglio era costato circa 190 milioni di euro.

«Non escludo e non confermo niente», ha detto ieri il ministro Pichetto Fratin a Rainews24. «Ma non si può aggiungere un miliardo al mese di tasse agli italiani, perché altrimenti si beneficia da una parte e li si va a tartassare da un'altra. La matematica è matematica», ha detto il ministro, spiegando che prima di decidere se e come intervenire bisognerà «valutare che cosa succede nel Golfo Persico».

Il tema delle coperture porta così direttamente al dossier europeo sugli extraprofitti. Perché mentre i governi dei 27 Stati trovano soluzioni per sostenere famiglie e imprese di fronte alla nuova fiammata dei prezzi energetici, è tornata sul tavolo - e nelle parole della segretaria del Pd Elly Schlein - l'ipotesi di chiedere un contributo straordinario alle società che beneficiano di condizioni eccezionali del mercato. La proposta, del resto, è già sul tavolo di Bruxelles da diversi mesi. Sei Paesi (Italia, Germania, Austria, Portogallo, Spagna e la neo-aggiunta Polonia) stanno spingendo per discutere al prossimo Ecofin di Dublino un «quadro europeo per la tassazione degli extraprofitti». L'idea è costruire un meccanismo comune, con una base giuridica solida e con regole più uniformi, come accadde nel 2022. Allora la Commissione Europea aveva proposto un contributo di solidarietà di almeno il 33% sugli extraprofitti dei settori oil, gas, carbone e raffinazione generando introiti per 2,8 miliardi. Secondo Transport & Environment, le otto principali compagnie oil & gas europee hanno generato 7,5 miliardi di euro di «extraprofitti» nei primi sei mesi dell'anno. Se il ritmo si mantenesse tale anche nel secondo semestre, l'extra incasso arriverebbero a circa 15 miliardi e, applicando il meccanismo del 33%, il gettito potenziale sfiorerebbe i 5 miliardi.

Resta però il nodo di fondo: stabilire quali profitti siano davvero «extra» e quindi riconducibili alla crisi. Lo ha detto anche il ministro Pichetto ieri parlando ai microfoni di Cnbc: «Bisogna anzitutto capire qual è il concetto di extraprofitto: se si intende un abuso, legato a una posizione dominante, oppure se si tratta di ordinari profitti legati a un incremento dell'attività economica». L'ultima semestrale di Eni mostra bene la complessità del tema. Nel secondo trimestre a fronte di un aumento del 54% del Brent su base annua l'ebit del gruppo è cresciuto del 100%. Ma la maggior parte arriva dalle attività di esplorazione e produzione, mentre la raffinazione ha contribuito all'ebit del periodo per circa 80 milioni. (riproduzione riservata)



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