I grandi fondi stranieri hanno ormai quasi 100 miliardi di Piazza Affari in portafoglio. Alla chiusura del 7 agosto, le partecipazioni riconducibili ai principali investitori istituzionali esteri censiti da Milano Finanza valgono complessivamente 97,7 miliardi di euro.
A dominare la graduatoria è BlackRock. Il gigante americano guidato da Larry Fink detiene partecipazioni per 32,76 miliardi, oltre un terzo dell'intero patrimonio censito. Il suo portafoglio abbraccia tutti i settori strategici di Piazza Affari: dalle banche, con Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Bper, Mps e Fineco Bank, all'energia con Eni, Snam e Italgas, passando per Ferrari, Stellantis, Telecom Italia, Prysmian e Moncler. Se fosse inserita nella classifica dei Paperoni privati, BlackRock sarebbe seconda, dietro soltanto ai 44,5 miliardi degli eredi Del Vecchio e davanti ai 15,2 miliardi della famiglia Rocca. E metterebbe nel mirino lo Stato italiano (111 miliardi).
Alle spalle del colosso americano c'è Norges Bank, il braccio operativo del gigantesco fondo sovrano norvegese, con partecipazioni per 15,45 miliardi distribuite su 81 società italiane. Terza Capital Research and Management con 9,34 miliardi investiti tra Carel Industries, Interpump, Lottomatica, Moncler, Prysmian, Reply e Unicredit.
Ma la mappa del capitale straniero non è fatta soltanto di asset manager. Cvc Capital Partners vale 5,21 miliardi grazie alla partecipazione in Recordati, mentre Credit Agricole arriva a 5,18 miliardi con la quota di maggioranza relativa in Banco Bpm. Oak Holdings-Vodafone ha 2,27 miliardi in Inwit. JP Morgan Asset Management supera i 2 miliardi con quote in Azimut, Bff Bank, Bper e altri titoli, mentre Lazard è appena dietro, sempre sopra quota 2 miliardi.
Teradyne possiede quasi 2 miliardi di Technoprobe, la società che ha fatto esplodere anche la ricchezza dei Crippa. Fmr vale 1,70 miliardi attraverso Lottomatica, Marr, Prysmian e Sesa; Morgan Stanley 1,69 miliardi con Moncler e Telecom Italia; Vanguard 1,56 miliardi con Prysmian. Goldman Sachs conta 1,52 miliardi in Banco Bpm, mentre Sinochem conserva 1,43 miliardi in Pirelli e Ardian quasi 1,4 miliardi in Inwit.
Prysmian è forse il caso più emblematico della presenza diffusa dei grandi gestori globali: compare nei portafogli di BlackRock, Capital Research, Lazard, Fmr, Vanguard, AllianceBernstein, T. Rowe Price, Amundi, State Street e Baillie Gifford.
Più in basso ci sono anche altri investitori industriali e sovrani o gruppi esteri: Advantest ha 991 milioni in Technoprobe, Suez 883 milioni in Acea, Temasek 432 milioni in Moncler e la cinese Shandong Sasac circa 400 milioni in Ferretti.
Il risultato è una fotografia eloquente: oltre a molte realtà più piccole, ci sono soprattutto alcuni grandi fondi esteri che hanno impegnato decine di miliardi sui listini italiano di Piazza Affari. In cima c'è BlackRock, che con quasi 33 miliardi di azioni italiane è il vero Paperone straniero di Palazzo Mezzanotte, ma i primi dieci nomi della graduatoria concentrano oltre 75 miliardi, lasciando agli altri fondi una quota molto più frammentata. (riproduzione riservata)