L'Italia vuole sfruttare tutta la flessibilità di bilancio concessa da Bruxelles e quindi richiedere l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale dell'1,5% del pil fino al 2028. Lo ha precisato il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, prima alla Camera e poi al Senato ieri proprio sulla procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. Si parla di circa 35 miliardi. In particolare, l'obiettivo del governo è destinare lo 0,6% del pil, il «massimo concesso» alla sicurezza energetica, concentrando le spese tra il 2027 e il 2028. Mentre «per la difesa non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%», concentrando la prevalenza «di questo scostamento nel 2028, perché nel 2027 riteniamo che sia difficile mettere a terra questo tipo di investimenti». Il che significa, come spiegato dal commento in pagina, che la manovra per il 2027 avrà parecchie munizioni aggiuntive in termini di risorse nei prossimi due anni: 35 miliardi in più.
Il ministro ha poi spiegato che la definizione delle spese ammissibili non dipenderà dagli Stati membri ma dalle regole fissate dalla Commissione europea. In particolare, per l'energia saranno ammesse solo «misure addizionali, decise a partire dal 28 febbraio 2026 e mirate a migliorare strutturalmente la sicurezza del sistema energetico degli Stati membri, favorendo la transizione verde e riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e dagli approvvigionamenti esteri». Escluse dunque «misure che mirino ad attenuare solo provvisoriamente gli effetti della crisi in atto (ad esempio, la riduzione delle accise) o altre forme di sussidio ai prodotti energetici di origine fossile, così come iniziative a supporto del settore privato che – pur riducendo indirettamente la spesa energetica – non determinino un miglioramento strutturale in termini di sicurezza e autonomia del sistema energetico».
Per quanto riguarda invece la sicurezza e la difesa, «il meccanismo di calcolo degli spazi effettivamente assorbiti non richiede - nemmeno in fase di presentazione del piano - una identificazione e quantificazione degli interventi alla base dell'incremento del livello di spesa, dal momento che l'addizionalità sarà valutata guardando all'evoluzione di un dato aggregato». Quel che è certo è che «saranno previste misure sia di conto capitale sia di parte corrente». Anche misure eventualmente finanziate attraverso i prestiti Safe possono beneficiare di questa flessibilità, ha aggiunto Giorgetti.
L'Italia dovrà presentare la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia entro una decina di giorni, poi la Commissione dirà la sua a settembre e solo con l'ok dell'Ecofin a ottobre arriverebbe il via libera definitivo. A quel punto, precisa Giorgetti, si potrà procedere con l'iter per lo scostamento di bilancio nazionale, senza scordare il nodo deficit, perché le spese addizionali concesse nei margini della clausola impattano comunque sul valore del deficit italiano. E se a settembre l'Italia non riuscirà a uscire dalla procedura di infrazione Ue per deficit eccessivo, rischia di rimanerci ancora proprio a causa di questo debito in più. (riproduzione riservata)