Continuità e innovazione. La prima descrive la volontà dello studio legale Gianni & Origoni di affrontare il passaggio generazionale. La seconda indica come vuole farlo: continuando a puntare sulle aree di mercato più innovative, proprio come sono riusciti a fare i fondatori, oltre che su figure nuove. A raccontarlo a Milano Finanza, oltre agli stessi managing partners dello studio, sono le ultime decisioni in termini di governance prese. Quello definito dall'assemblea dei soci del 24 luglio scorso di Gianni & Origoni è il comitato esecutivo più giovane mai avuto negli ultimi 15 anni in termini di età media. Ad Antonio Auricchio, Giuseppe De Simone, Francesco Gianni, Emanuele Grippo, Giuseppe Velluto si sono aggiunti quali nuovi componenti del comitato Gianluca Ghersini e Luca Jeantet. In occasione dell'assemblea sono stati inoltre nominati sei nuovi soci non-equity: Maristella Boellis, Soo Youn Kim, Alberto Recchia, Donato Romano, Luigi Romanzi e Francesca Staffieri.
«Nella stesura del documento programmatico che abbiamo presentato», spiega il co-managing partner Auricchio, «abbiamo cercato di tenere ben presente l'equità intergenerazionale e ci siamo posti il tema di come, dopo questi primi 35 anni di successo, si possa costruire la storia dello studio per almeno i prossimi trentacinque». Il nuovo comitato esecutivo risponde quindi a un bisogno chiave con cui hanno a che fare probabilmente tutti gli studi legali italiani: quello della continuità. In Gianni & Origoni si «affronta il passaggio generazionale in una logica di continuità». Giuseppe Velluto, co-managing partner dello studio insieme a Auricchio, spiega che Gop in realtà «ha da sempre avuto la capacità di attribuire ruoli e incarichi gestionali con un sistema diffuso di deleghe che coinvolge anche gli incarichi gestionali dello studio per formare la classe dirigente che avrà il compito di traghettarlo nel momento in cui non ne faranno più parte i fondatori».
All'interno del nuovo comitato esecutivo a simboleggiare continuità e innovazione, forse un po' più degli altri nomi, è il nuovo partner straniero Soo Youn Kim, co-responsabile del desk Corea. «Questa è l'ennesima dimostrazione del desiderio di aprire i confini della nostra assistenza e andare un po' oltre quello che anche altri studi legali fanno, di assistere clienti stranieri in Italia o italiani all'estero», spiega Velluto, «ma anche di esportare le capacità e le sensibilità industriali che abbiamo sviluppato in Italia in paesi che per certi versi hanno una crescita che fisiologicamente in Europa non esiste più». Velluto pensa all'Africa, al Medio Oriente e all'estremo Oriente, «continuando a individuare le aree in cui lo studio può capitalizzare il bagaglio di conoscenze e di esperienze maturato fornendo servizi di valore aggiunto in quei mercati in cui questo valore aggiunto ancora non c'è». Con queste mosse Gianni & Origoni porta i partner a quota 110, per un totale di oltre 600 persone tra professionisti e staff tra Europa, Stati Uniti, Asia e Medio Oriente e mette così il turbo allo sviluppo dello studio. (riproduzione riservata)