Il tribunale di Roma ha respinto il reclamo con cui Gala, le cui azioni hanno chiuso ieri all'Aim a 1,1 euro e questa mattina non ha riaperto, aveva cercato di bloccare l’escussione delle fidejussioni richiesta dalle società di distribuzione del gruppo Enel (e-distribuzione).
La decisione potrebbe essere l'epilogo della vicenda iniziata lo scorso febbraio con la richiesta di concordato preventivo con riserva avanzata dalla società romana, uno dei principali distributori italiani di energia elettrica.
Alla base del dissidio la questione relativa al pagamento degli oneri di sistema, che, secondo Gala, non sarebbero dovuti. Gli oneri di sistema sono quelli pagati dai clienti in bolletta per il finanziamento di diverse voci, dalle rinnovabili ai costi di rete.
Quando gli utenti sono morosi questi importi devono essere versati comunque allo Stato e per questo finiscono per ricadere sulle società energetiche. Gala dopo averli corrisposti per sette anni, si legge nell’ordinanza pubblicata mercoledì 12, a un certo punto ha cessato di pagarli e per questa ragione si è arrivati alla richiesta di rescissione del contratto ed escussione delle garanzie di e-distribuzione.
Alla base del ragionamento di Gala c’è il fatto che gli oneri di sistema sarebbero para-fiscali e quindi diversi da quelli previsti dal contratto con Enel Distribuzione, che sono invece oneri di natura fiscale.
La correttezza del suo comportamento, secondo Gala, sarebbe poi avvalorata dal fatto che il Consiglio di Stato nel 2016 ha accolto la richiesta della società contro la delibera dell’Autorità per l’Energia che si era proposta di normare la questione degli oneri di sistema già nel 2013, chiarendo che essi erano a carico anche dei trader. Per Gala quella sentenza andava intesa come un’interpretazione dei contratti nel senso di una non dovuta corrisposizione degli oneri.
Ma il Tribunale di Roma non ha accolto la tesi e non ha neanche riconosciuto la distinzione tra oneri fiscali, regolati dal contratto tra le parti, e oneri para-fiscali. Non solo; i giudici hanno sottolineato il fatto che per più di sette anni Gala aveva pagato questi importi senza sollevare alcuna questione. Alla fine i giudici hanno quindi ritenuto di non accogliere il reclamo di Gala.