Frasers group non mette in pausa le acquisizioni e aggiunge un'insegna al suo già corposo portfolio. La società britannica fondata da Mike Ashley, già controllante tra gli altri di Frasers, House of Fraser, Flannels, Sports direct, Everlast e Gieves & Hawkes e che a giugno ha lanciato un'opa sull'australiana Accent, conquista ora i grandi magazzini di lusso Harvey Nichols. La catena era sul mercato da relativamente poco tempo. Le prime indiscrezioni sulla volontà di vendere da parte della proprietà risalgono alla fine di giugno. I termini finanziari del deal non sono stati resi noti. L'operazione riguarda il portafoglio di sei grandi magazzini, tra cui il flagship store di Knightsbridge, a Londra, e i negozi di Manchester, Birmingham, Bristol, Leeds ed Edimburgo, oltre al business online, alle scorte esistenti e a più di 1.000 dipendenti. Fanno parte della transazione anche gli accordi di franchising internazionale di Harvey Nichols e i negozi in franchising all'estero, che continueranno a operare in base agli attuali accordi di licenza. Acquisiti anche alcuni asset nel negozio di Dublino, tra cui scorte e arredi. Il ristorante Oxo sulla South Bank di Londra è stato invece rilevato da un altro acquirente. Frasers group, anche azionista dei marchi luxury Burberry e Hugo Boss, ha raggiunto un accordo con Fti consulting, nominata amministratore giudiziario del department store che nell'ultimo esercizio chiuso il 29 marzo 2025 aveva evidenziato alcune difficoltà finanziarie. Il fatturato di Harvey Nichols era diminuito dell'11% passando da 78,1 a 69,4 milioni di sterline (pari a 81,2 milioni di euro al cambio di ieri), con una perdita operativa aumentata da 14,4 a 177,9 milioni (208,2 milioni di euro). Ora i vertici «lavoreranno in collaborazione per riorganizzare l'azienda e creare un futuro commercialmente più sostenibile». L'amministratore delegato di Frasers group, Michael Murray, ha parlato della necessità di effettuare un «cambiamento significativo» e di «scelte difficili», dal momento che la catena «ha dovuto affrontare continue difficoltà commerciali e operative negli ultimi anni» e che sarà necessaria una «significativa ristrutturazione e integrazione» dell'azienda nell'«ecosistema di Frasers group per creare un business sostenibile per il futuro, compresa una revisione e una razionalizzazione del portafoglio di punti vendita, della struttura organizzativa, del modello operativo e della base di costo». Secondo Murray, comunque, il gruppo è «pronto a prendere tali decisioni, anche se ciò comporta un ridimensionamento dell'azienda nel breve termine, per creare un Harvey Nichols più forte e sostenibile nel lungo periodo». Le due parti si sono comunque impegnate «a sostenere i propri partner e a mantenere i solidi rapporti con i brand durante tutta la fase di transizione». (riproduzione riservata)