Il PIL e l'inflazione sono due indicatori economici di fondamentale importanza che riflettono la salute economica di un paese. Ma che cosa indicano a livello pratico e come vengono calcolati? Scopriamo come mai hanno un ruolo cruciale nel contesto economico globale.
Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è il valore dei prodotti e dei servizi realizzati all'interno di un paese (o di una zona economica) nel corso di un certo arco temporale. Il Prodotto Interno Lordo è il principale indicatore di salute di un sistema economico in quanto esprime la capacità del sistema di produrre e vendere beni.
Il valore del PIL è quello che risulta dalla vendita di prodotti e servizi. Nel calcolo non conta la nazionalità del produttore ma bensì il posizionamento geografico in cui il prodotto/servizio viene realizzato: un’automobile prodotta in Italia da una società giapponese, quindi, entra nel calcolo del PIL dell'Italia.
Esistono tre metodologie per calcolare il valore del PIL:
Con il termine inflazione si fa riferimento all’aumento dei prezzi di beni e servizi registrato nel corso di un determinato periodo di tempo. Il livello di inflazione è strettamente collegato con il reddito dei consumatori. Se i prezzi aumentano e il reddito dei consumatori non cambia, i consumatori hanno (in termini relativi) minore potere d’acquisto. Al contrario, se il reddito dei consumatori aumenta e i prezzi di beni e servizi rimangono invariati, i consumatori hanno maggiore potere d’acquisto. Per questo motivo, quando si parla di inflazione, si usa il termine “costo della vita”.
Per misurare il livello di inflazione viene utilizzato il CPI (Consumer Price Index o indice dei prezzi al consumo) ossia l’andamento dei prezzi di un paniere di bene e di servizi misurato nel corso di un certo arco temporale. Il tasso di variazione registrato dall’intero paniere è quindi il tasso di inflazione. Il paniere di beni sui quali viene calcolata l’inflazione contiene alcuni prodotti i cui prezzi sono spesso volatili. Per questo motivo viene calcolata l’inflazione “core” ossia il Core CPI che misura la variazione del prezzo di un paniere di beni e servizi che non considera i beni che appartengono al settore alimentare e a quello energetico. I beni di questi dei due settori vengono esclusi dal calcolo del livello di inflazione perché il loro prezzo dipende dall’andamento dei prezzi delle materie prime sui mercati finanziari e può essere pertanto estremamente volatile.
Le banche centrali (in particolare la Fed americana), oltre al core CPI, monitora con molta attenzione anche l’andamento dell’indice PCE (Personal Consumption Expenditure) che misura la capacità di spesa dei consumatori americani.
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