skin track
Investire in fondi, Etf e polizze vita → VAI AL DOSSIER
Investire in Etf: guida completa alla negoziazione sull’ETFplus
MF Online Leggi dopo

Investire in Etf: guida completa alla negoziazione sull’ETFplus

16 ottobre 2023, 09:05 Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2023, 14:28

10 domande e risposte per capire come funziona il mercato ETFplus e cosa considerare nella vendita e nell’acquisto degli Exchange Traded Funds | Scarica il PDF

Come avviene la negoziazione degli Etf sul mercato ETFplus? Quali fattori e caratteristiche di questi fondi serve considerare per ottenere il miglior rendimento? Ecco 10 domande e risposte per investire al meglio in Etf.

Indice

  1. Cos’è il mercato ETFplus e quali prodotti comprende?
  2. Come funziona il book di negoziazione per gli Etf?
  3. Esiste un requisito minimo di capitale per investire in Etf?
  4. Un Etf può fallire e non rimborsare il capitale?
  5. Come vengono tassati i guadagni degli Etf?
  6. In che cosa investono gli Etf definiti settoriali?
  7. In cosa consistono gli Etf definiti tematici?
  8. Come investe un Etf multi-asset?
  9. Se un Etf scambia poco è preferibile evitarlo?
  10. Quali sono gli indicatori più usati per valutare gli Etf?

1. Cos’è il mercato ETFplus e quali prodotti comprende?

L’ETFplus è il mercato regolamentato telematico di Borsa Italiana dedicato alla negoziazione in tempo reale degli strumenti che replicano l'andamento di indici e di singole materie prime. Un prodotto indicizzato negoziato su ETFplus può però assumere tre vesti differenti: Etf (Exchange Traded Funds), Etc (Exchange Traded Commodities) o Etn (Exchange Traded Notes).

Etc ed Etn si distinguono dagli Etf per alcuni elementi chiave. Se un prodotto indicizzato replica l’andamento di una sola materia prima (per esempio l’oro, il petrolio o il gas naturale), non può assumere la qualifica di Etf, in quanto viene meno il beneficio della diversificazione: in questo caso viene quindi identificato come Etc. Anche gli Etc sono negoziati in Borsa e replicano passivamente la performance della materia prima o degli indici di materie prime a cui fanno riferimento. Sono però titoli (strumenti finanziari) senza scadenza emessi da una società veicolo, a fronte dell'investimento diretto nella materia prima o in contratti derivati su merci. Di conseguenza, l’acquisto di un Etc espone l’investitore al rischio emittente, che non è invece presente negli Etf, per i quali il patrimonio è separato rispetto alla società di gestione (è un fondo).

Ciò che accomuna Etf ed Etc è invece l'esistenza di un mercato primario (dedicato agli intermediari autorizzati) e di un mercato secondario (con un book denaro-lettera simile alle azioni) che permette l’accesso a questa tipologia di sottostanti anche ai piccoli investitori. Essendo le materie prime negoziate in dollari statunitensi, tipicamente l’acquisto di un Etf espone l’investitore anche alle oscillazioni del cambio euro/dollaro, anche se l’Etc è quotato in euro (su ETFplus).

Anche gli Exchange Traded Notes (Etn) sono strumenti finanziari emessi a fronte dell'investimento diretto dell'emittente nel sottostante o in contratti derivati sul medesimo, che non sarà per una commodity: sono utilizzati solitamente quando l’indice sottostante presenta elementi di complessità (come le criptovalute o strategie complesse che usano la leva finanziaria) ed espongono a loro volta al rischio emittente.ù


2. Come funziona il book di negoziazione per gli Etf?

La negoziazione di Etf, Etc ed Etn, come per tutti gli strumenti scambiati in continua, avviene attraverso il book di negoziazione, che raccoglie tutte le proposte di acquisto e di vendita per ciascuna attività quotata, esponendole ordinatamente in modo che in testa figurino sempre la migliore proposta di acquisto (miglior prezzo “lettera”, o “best ask”, ovvero il prezzo più alto a cui è possibile vendere in quel momento) e la migliore proposta di vendita (miglior prezzo “denaro”, o “best bid”, ovvero il prezzo più basso a cui è possibile acquistare in quel momento).

La differenza tra best bid e best ask, identifica il cosiddetto “bid-ask spread”: questo indicatore, assieme al volume di scambio mediamente registrato nell’ambito di ciascuna seduta di Borsa, determina in prima battuta il grado di liquidità di ciascun Etf, ovvero la capacità che un determinato quantitativo in acquisto o in vendita sia negoziabile nel più breve tempo possibile e con il minor sacrificio in termini di prezzo eseguito.

Un Etf può essere acquistato o venduto, esattamente come un'azione, sul mercato ETFplus (segmento OICR aperti indicizzati). Le negoziazioni si svolgono secondo le seguenti fasi:

  • asta di apertura, dalle 8:45 alle 9:04 più un intervallo della durata massima di 30 secondi;
  • negoziazione continua, dalle 9.04 alle 17.30;
  • asta di chiusura, dalle 17:30 alle 17:35 più un intervallo della durata massima di 30 secondi;
  • trading-at-last, dalle 17:35 alle 17:40.

I costi di negoziazione sono indicativamente gli stessi delle azioni. La Valuta di Negoziazione e di Liquidazione (in Euronext Securities Milan dopo due giorni lavorativi) è l'euro. Anche gli Etf, al pari dei fondi, hanno un Nav (Net Asset Value), che viene calcolato a fine giornata e che corrisponde al valore del portafoglio sottostante: il prezzo intraday battuto dagli Etf può però scostarsi anche in modo non marginale dal Nav, per via della domanda e dell’offerta. L’azione dei market maker fa comunque in modo che non si possa creare un eccessivo scostamento tra il prezzo dell’Etf durante la sessione borsistica (mercato secondario) e il Nav del prodotto.


3. Esiste un requisito minimo di capitale per investire in Etf?

Uno dei maggiori vantaggi degli Etf consiste proprio nell’assenza di un capitale minimo richiesto per acquistare lo strumento. In teoria, un investitore potrebbe limitarsi ad acquistare una singola quota di un Etf, che può valere anche pochi euro. Il capitale da investire è dato infatti dal prodotto tra il numero di quote che si vogliono acquistare e il relativo prezzo di mercato: per esempio, se un Etf quota 12,5 euro e un investitore volesse acquistarne solo per 100 euro, potrebbe inserire un ordine di acquisto per 8 quote.

Diversamente, i fondi di investimento e le singole obbligazioni prevedono tipicamente lotti minimi di entrata ben più impegnativi: per esempio 5 mila euro per un singolo fondo oppure 10 mila euro per una specifica emissione obbligazionaria. La possibilità di investire capitali anche contenuti rende lo strumento adatto per costruire portafogli ben diversificati già a partire da poche centinaia di euro di investimento complessivo.

Questa caratteristica ha permesso agli Etf di affermarsi come strumenti ideali nella costruzione dei cosiddetti “Pac”, i Piani di Accumulo del Capitale. Un versamento di poche decine di euro ogni mese può permettere infatti di raggiungere un capitale interessante dopo diversi anni, soprattutto se i costi correlati ai singoli versamenti sono molto bassi o addirittura nulli.


4. Un Etf può fallire e non rimborsare il capitale?

Gli Etf quotati su ETFplus hanno un patrimonio separato rispetto a quello delle società che ne hanno curato le attività di costituzione, gestione e amministrazione. Di conseguenza, gli Etf non sono esposti al rischio di insolvenza, nemmeno nel caso in cui le società sopra indicate dovessero fallire, in linea con quanto accade per i fondi comuni. Gli strumenti finanziari dei singoli clienti sono oggetto di segregazione e costituiscono un patrimonio (detenuto presso una Banca Depositaria) a tutti gli effetti distinto da quello dell'intermediario e da quello degli altri clienti: su tale patrimonio non è quindi ammessa alcuna eventuale azione dei creditori dell’intermediario.

Saltuariamente, può però accadere che un Etf venga delistato da uno specifico mercato, cioè cancellato e non più quotato: tipicamente questo accade quando l’Etf non ha raggiunto una massa sufficientemente elevata da rendere il prodotto remunerativo per l’Etf provider. In una situazione di questo tipo, l’Etf verrà chiuso e il corrispondente controvalore sarà liquidato sul conto corrente dei singoli investitori in base al numero di quote detenute e al Nav del giorno di delisting. Il capitale investito sarà quindi comunque integralmente rimborsato, rivalutato o svalutato in base a come si sarà evoluto l’investimento fino al giorno di liquidazione.


Come vengono tassati i guadagni degli Etf?

Gli aspetti fiscali legati agli Etf (armonizzati, quotati sul mercato ETFplus) sono peculiari e non sempre giocano a vantaggio di questo strumento finanziario. I proventi o guadagni generati dagli Etf vengono trattati come “redditi da capitale”, mentre le minusvalenze generate da operazioni in perdita, come “redditi diversi”. Ne consegue che è impossibile compensare i proventi degli Etf (sia in termini di dividendi generati sia di plusvalenze sul prezzo di vendita) con le minusvalenze derivanti da operazioni chiuse in perdita su altri Etf.

Inoltre, chi ha in portafoglio Etf a distribuzione dei proventi, che prevede cioè lo stacco dei dividendi, vedrà il relativo dividendo tassato (al 26% salvo i titoli di Stato italiani e dei Paesi White List che godono dell’aliquota fiscale al 12,5%) al momento dello stacco, mentre chi ha investito in Etf ad accumulazione non subirà alcuna tassazione per le cedole e i dividendi reinvestiti nel Nav, che verranno tassati solo al momento della vendita dello strumento finanziario.

Ne consegue che le perdite derivanti dagli Etf potranno essere compensate solo con le plusvalenze derivanti da azioni, obbligazioni, opzioni, future e altri strumenti finanziari, nell’arco dei quattro anni successivi a quello in cui la minusvalenza è stata generata. Si ha quindi una sorta di penalizzazione per i guadagni derivanti dagli Etf, rispetto a quello di altri strumenti finanziari, per esempio i Certificati di investimento. Da segnalare invece che gli Etc (Exchange Traded Commodities) e gli Etn (Exchange Traded Notes) non sono considerati organismi di investimento collettivo del risparmio e generano quindi solo “redditi diversi”, facilitando in questo caso la compensazione tra plusvalenze e minusvalenze.


6. In che cosa investono gli Etf definiti settoriali?

L’offerta di Etf settoriali è via via cresciuta negli anni anche sul mercato italiano. Si tratta di Etf che non replicano indici diversificati, rappresentativi dell’intero mercato azionario, ma che, al contrario, sono focalizzati su specifici settori azionari. La logica che guida una scelta settoriale (per esempio, posizionarsi sui titoli energetici piuttosto che bancari o assicurativi) risiede nella convinzione che i settori siano in grado di esprimere rendimenti disallineati dal mercato in base al ciclo economico che si sta attraversando. Tipicamente, su statistiche di lungo termine, si è infatti osservato che in un contesto di ripresa economica i settori più performanti tendono a essere i finanziari, la tecnologia, gli industriali e i beni di consumo ciclici: al contrario, durante una fase di mercato negativa le utilities, i farmaceutici e i consumi di base sono solitamente i comparti che offrono la miglior protezione.

Chi adotta una strategia settoriale lo fa quindi per motivi tattici, cioè per riuscire a cogliere specifiche dinamiche di mercato di breve-medio termine, sperando di incassare extra-rendimenti rispetto all’indice globale. Il vantaggio degli Etf settoriali risiede nella possibilità di diversificare rispetto al rischio specifico dei singoli titoli azionari: per esempio, se un investitore ha un’aspettativa rialzista sulle azioni petrolifere, anziché acquistare il titolo Eni potrebbe puntare su un Etf legato a un indice energetico europeo, che ingloba qualche decina di società, tra cui la stessa Eni.

Gli indici di settore evidenziano una concentrazione molto elevata e, di conseguenza, un’alta dispersione nei rendimenti durante gli anni, anche rispetto agli altri settori. È quindi necessaria un’elevata competenza in ambito finanziario per capire se e quando ha senso inserire in portafoglio un Etf settoriale.


7. In cosa consistono gli Etf definiti tematici?

Negli ultimi anni è cresciuta enormemente l’offerta di Etf cosiddetti “tematici”, legati cioè a specifici megatrend, che a loro volta rappresentano un insieme di forze potenti in grado di cambiare l’economia, i business e le società globali. I megatrend hanno di fatto la capacità di influenzare le nostre vite e quindi anche i risultati delle nostre decisioni di investimento. Alcuni megatrend sono presenti da diversi anni, altri sono invece a uno stadio iniziale in termini di impatto mondiale. L’investimento tematico è trasversale a quello settoriale, in quanto temi diversi possono interessare la medesima società, alle aree geografiche e alla capitalizzazione di mercato, in quanto punta su tutte le società che beneficiano dei megatrend. A titolo di esempio, tra i megatrend più consolidati figurano la rivoluzione tecnologica, lo sviluppo demografico, il cambiamento climatico, la scarsità delle risorse.

Un investimento tematico particolarmente affermato è per esempio legato al tema dell’acqua: gli Etf dedicati replicheranno quindi un indice che racchiude solo azioni di società attive nel business dell’oro blu. Temi più recenti sono invece rappresentati dalla blockchain, dalla mobilità elettrica o dall’idrogeno. Le scelte tematiche, essendo molto più concentrate rispetto ai classici indici di mercato, sono però più volatili e suscettibili a importanti disallineamenti di rendimento rispetto agli indici benchmark, a seconda dei periodi.

È quindi necessaria una buona competenza in ambito finanziario per capire se e quando vale la pena inserire in portafoglio uno o più Etf tematici piuttosto che prodotti in grado di abbracciare l’intero mercato. Solitamente, gli Etf tematici vengono utilizzati per costituire una componente satellite (secondaria) di portafoglio, mentre il grosso del capitale viene destinato a sottostanti molto più diversificati.


8. Come investe un Etf multi-asset?

Nella quasi totalità dei casi, gli Etf investono in specifiche asset class, come l’azionario, l’obbligazionario o le materie prime, ma negli ultimi anni l’evoluzione dell’industria ha permesso la creazione dei cosiddetti Etf multi-asset, che investono su un mix di diverse tipologie di attività finanziarie, in primis azioni e obbligazioni. L’affiancamento di azioni e bond in un unico portafoglio è una prassi consolidata per quanto riguarda i fondi e le Sicav (fondi bilanciati), mentre per il mondo degli Etf si tratta per il momento di una attività di nicchia, adottata da pochi emittenti.

In realtà, i vantaggi associati agli Etf multi-asset sono consistenti, a partire dalla grande diversificazione favorita dall’unione di panieri ampi di bond e di azioni, che permette di raggruppare in un unico Etf anche migliaia di sottostanti, con una garanzia di elevata stabilità dei prezzi. Spesso, azioni e obbligazioni tendono inoltre a muoversi in direzioni opposte: quando una delle due asset class si muove al ribasso, l’altra può quindi apprezzarsi, delineando una dinamica complessiva che contribuisce a stabilizzare il portafoglio.

Inoltre, spesso non è facile per un investitore capire la quota percentuale di azioni e di obbligazioni adatta per soddisfare le proprie esigenze di investimento. Un Etf multi-asset permette di sgravare il risparmiatore dal difficile compito di definire l’asset allocation strategica, ovvero di medio-lungo termine, ma anche di dover scegliere su quali aree geografiche puntare o quale rischio di credito e di tasso assumere per le obbligazioni. In sostanza, è una soluzione “chiavi-in-mano”, dove il gestore dell’Etf combina le diverse asset class in modo da rispettare determinate percentuali prefissate (per esempio 40% di azionario globale e 60% di obbligazionario). Ogni provider di Etf multi-asset fornisce una gamma di strumenti indicizzati, dove l’esposizione azionaria può assumere un’incidenza più o meno aggressiva.


9. Se un Etf scambia poco è preferibile evitarlo?

La liquidità degli Etf non può essere valutata in base ai volumi di scambio: a differenza di quanto accade per azioni e bond, infatti, la liquidità di un Etf dipende dalla liquidità dell’indice sottostante. Sul book degli Etf sono costantemente presenti dei market maker (specialista e liquidity provider) che si impegnano a esporre delle proposte di negoziazione in modo continuativo: tali proposte non vengono poi necessariamente eseguite e quindi non portano alla formazione di un prezzo di mercato, ma garantiscono comunque sempre la presenza di una controparte da cui poter acquistare o vendere.

Un buon indicatore per valutare il costo-opportunità legato all’entrata e all’uscita sui singoli Etf è rappresentato invece dallo spread denaro-lettera, cioè dalla distanza tra la migliore proposta in acquisto e quella in vendita. Chiunque volesse acquistare o vendere controvalori anche importanti di uno specifico Etf, avrebbe però sempre a disposizione uno spread relativamente contenuto (a seconda dei casi ovvero dei sottostanti all’Etf) e un book in grado di assorbire le richieste del mercato, anche nel caso tale Etf presentasse volumi di scambio ridicoli o nulli nei giorni e settimane precedenti.


10. Quali sono gli indicatori più usati per valutare gli Etf?

Sulle schede prodotto e le pagine web che descrivono le caratteristiche degli Etf vengono messi in evidenza alcuni indicatori, che sono però diversi a seconda che il prodotto abbia un sottostante azionario piuttosto che obbligazionario.

In caso di sottostante azionario, gli indicatori più utili sono:

  • Dividend yield: identifica il rendimento percentuale su base annua derivante dallo stacco dei dividendi da parte di tutti i titoli che compongono l’indice sottostante, solitamente riferito all’ultimo anno solare.
  • Rapporto P/E: esprime il rapporto prezzo/utili medio dei titoli che compongono l’indice da replicare, e offre un’indicazione sul fatto che l’indice sia caro oppure a sconto.

Se il sottostante è di natura obbligazionaria, gli indicatori più utili sono:

  • Rendimento effettivo a scadenza: esprime il rendimento lordo annuo di tutte le obbligazioni che compongono l’indice sottostante. Gli Etf obbligazionari solitamente non hanno scadenza: prima che le obbligazioni in portafoglio scadano, vengono vendute e sostituite da altre con una vita residua compatibile con le caratteristiche dell’indice replicato.
  • Duration modificata: indica la duration modificata (che misura il rischio di tasso di interesse) delle obbligazioni che compongono l’indice da replicare. Consente di avere un’idea sufficientemente precisa sul grado di esposizione dell’Etf al cosiddetto rischio tassi, nel caso questi ultimi subissero un incremento nel tempo andando a penalizzare i prezzi delle obbligazioni già in portafoglio. Quanto più alta sarà la duration, tanto maggiore sarà il rischio di oscillazione del prezzo del bond in caso di variazione dei tassi di mercato.
  • Vita media residua: evidenzia quanto tempo manca alla scadenza, ovvero al rimborso delle obbligazioni che compongono l’indice da replicare. Questa misurazione è solitamente espressa in anni e permette di comprendere in modo intuitiva su quale orizzonte temporale dovrà essere valutato l’investimento.

(riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza