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Hedge fund: guida completa in 5 punti, tra caratteristiche e rischi
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Hedge fund: guida completa in 5 punti, tra caratteristiche e rischi

16 ottobre 2023, 10:00 Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2023, 14:41

Dalla difficile definizione di hedge fund alle caratteristiche di questo particolare strumento finanziario. Tipologie e vantaggi | Scarica il PDF

Indice

  1. Che cosa è un hedge fund?
  2. Chi ha inventato gli hedge fund?
  3. Quali tipologie di hedge fund esistono?
  4. Come operano i fondi long/short equity market neutral?
  5. Nella scala del rischio, quali sono i gradini successivi alla famiglia Market neutral?

1. Che cosa è un hedge fund?

Non esiste una definizione precisa di hedge fund, neanche in termini giuridici. Possiamo provare a inquadrare un hedge fund come un fondo comune che presenta un più elevato livello di rischio, e che presenta performance tendenzialmente sganciate dal trend di mercato, destinato a un ristretto numero di clienti istituzionali o di privati con elevate disponibilità, caratterizzato da una elevata flessibilità degli investimenti, compresa la possibilità di vendere allo scoperto e di adoperare strumenti derivati, dunque di sfruttare la leva finanziaria (attraverso derivati o finanziamenti si investono multipli del capitale versato).

L’hedge fund di solito è promosso da un gestore remunerato essenzialmente mediante commissioni di performance. Un hedge fund non è strumento liquido a causa della peculiarità degli investimenti che effettua (in alcuni casi occorrerebbe smontare posizioni complesse per liquidare uno dei soci/sottoscrittori) e nella maggior parte dei casi accoglie un numero limitato di clienti, poiché per molte tipologie di fondi hedge una dimensione troppo elevata risulterebbe un fattore negativo. Il calcolo del Nav, il Net asset value, il valore della quota del fondo, non è quasi mai effettuato su base giornaliera come per i fondi comuni di investimento, il più delle volte avviene su base mensile.

2. Chi ha inventato gli hedge fund?

Non esiste una data di nascita ufficiale. Secondo alcuni, caratteristiche da hedge fund sono riscontrabili già in alcuni fondi degli anni 20, ma i più ritengono che il primo vero e proprio hedge fund sia stato creato nel 1949 da Alfred Winslow Jones, che per primo abbinò la vendita allo scoperto di titoli e il concetto di leva finanziaria, ovvero la capacità di investire qualcosa di più del capitale del fondo. Il signor Jones era un uomo riservato e nonostante gli eccellenti risultati, messi a segno nel corso degli anni, non sarà prima del 1966 che il suo nome e la tecnica da lui adoperata diventeranno noti all'opinione pubblica, grazie ad un articolo della rivista Fortune dal titolo «The Jones Nobody Keeps Up With», «Il Jones con cui nessuno sta al passo». Per inciso, lo stesso Jones aveva lavorato nella redazione di Fortune nei primi anni 40. A seguito della pubblicazione dell'articolo, il numero di hedge fund crebbe notevolmente e tra i primi gestori troviamo anche nomi ormai famosi, come George Soros, il gestore di origini ungheresi che è divenuto sinonimo di hedge fund e di speculatore.

3. Quali tipologie di hedge fund esistono?

Non esistono categorie ufficiali di hedge fund, piuttosto tipologie, e a volte riesce difficile anche inquadrare perfettamente un prodotto. Una necessaria premessa: si adopereranno i termini anglosassoni, non per un eccesso di esterofilia, ma per uniformità con catalogazioni internazionali e la stessa denominazione dei prodotti già operativi. Si può forse cominciare a raggruppare gli hedge fund in tre stili, sulla base della diversa esposizione ai rischi di mercato. Il primo stile o raggruppamento è quello dei fondi Relative value o market neutral strategies, caratterizzati, come indica la seconda denominazione (strategie di esposizione neutrale al mercato), da una bassa esposizione al rischio di mercato. A questo gruppo appartengono i fondi di arbitraggio e i fondi Equity market neutral. Tra i primi si segnalano i fondi Convertible Arbitrage, la cui strategia consiste nell'acquisto di obbligazioni convertibili e nella contestuale vendita di un certo numero di azioni della stessa società: la vendita allo scoperto delle azioni ha lo scopo di coprirsi dall'esposizione al mercato, l'hedging appunto. Fondi di arbitraggio possono essere creati per operare anche su titoli a reddito fisso e obbligazioni (Fixed income arbitrage, Credit convergence, mortgage backed securities), su opzioni (Option arbitrage).

4. Come operano i fondi long/short equity market neutral?

I fondi Long/Short equity market neutral hanno portafogli composti da posizioni lunghe (in acquisto o Long, nella terminologia anglosassone) bilanciate da posizioni corte o short (vendite allo scoperto) così da rendere il portafoglio perfettamente neutrale rispetto al mercato. Apparteneva a questa tipologia di fondi, quello che si ritiene il primo esempio di hedge fund promosso da Alfred Winslow Jones. Tecnicamente il bilanciamento tra posizioni lunghe e posizioni corte può determinare un valore di beta (il parametro che misura il grado di esposizione al rischio di mercato) pari a l o inferiore. In altri termini, il portafoglio del fondo si muoverà in sintonia con il mercato in generale. Naturalmente, per ottenere un profitto addizionale rispetto al mercato, è necessario che le posizioni lunghe siano incentrate su titoli sottovalutati e destinati ad apprezzarsi e quelle corte abbiano a oggetto titoli sopravvalutati, verosimilmente suscettibili di cali. Questa tipologia di fondi presuppone una notevole capacità del gestore nel valutare il valore reale di un'azienda o quanto meno il potenziale di apprezzamento (da un lato) e il grado di sopravvalutazione dall'altro, dei titoli quotati sul mercato.

5. Nella scala del rischio, quali sono i gradini successivi alla famiglia Market neutral?

Secondo gruppo di fondi hedge, quello che ricade nello stile Event driven, ossia degli investimenti collegati a particolari eventi che possano determinare una forte crescita del valore delle azioni coinvolte nell'operazione. Rispetto al gruppo Market Neutral, qui abbiamo una esposizione, sia pure non elevata, ai rischi di mercato. Due filoni principali, Merger Arbitrage che vede i gestori hedge operare nei titoli di due società oggetto di processi di fusione o incorporazione (normalmente assumono posizioni lunghe sulle azioni della società acquirente e corte su quelle della società acquisita), e Distressed Securities con i gestori focalizzati in titoli di società in condizioni di bancarotta, liquidazione, ristrutturazione.

Ultimo gruppo di hedge fund è quello che può essere definito Opportunistic ed è quello maggiormente esposto ai rischi di mercato. Una tipologia è quella definita Global o Macro Funds che include a sua volta una miriade di approcci e di stili. In pratica i gestori di questi fondi adoperano un po' tutte le tecniche: posizioni lunghe e corte su tutti gli strumenti finanziari, commodities e futures compresi; i fondi Macro «puntano» sull'andamento delle economie di singoli paesi o di intere aree geografiche. Rappresentano la tipologia di fondi hedge più nota ai risparmiatori, ma anche più volatile: le vicende del Quantum fund di George Soros sono note, in particolare gli attacchi alla sterlina inglese o ad altre divise ma anche le perdite che ha collezionato in alcune frangenti di mercato.

Altre tipologie sono quelle dei fondi Short sellers, basati sulle sole vendite allo scoperto e, più variegata, quella dei fondi Long/Short equity, simili ai fondi visti in precedenza ma con un'esposizione più marcata al mercato. I fondi Long/Short possono essere di tipo globale (Global o lnternational) o specializzati per settori (Sector funds) o, ancora, Emerging markets, Euro equity e così via.

(riproduzione riservata)



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