Il Foreign Exchange Market, meglio noto come Forex, è il mercato su cui si scambiano le valute. Ma come funziona? Cosa significa effettivamente negoziare valute? E a quali valute si fa riferimento?
Il mercato delle valute (Forex, FOReign EXchange market) è il mercato più liquido al mondo, con transazioni che raggiungono un controvalore di circa 7.000 miliardi di dollari al giorno. Il vantaggio di questa altissima liquidità è che i broker hanno sempre un prezzo in acquisto/vendita da proporre ai propri clienti, garantendo in questo modo l’immediata esecuzione di tutte le operazioni. La differenza principale rispetto agli altri mercati finanziari è che si tratta di un mercato “Over the Counter” (OTC) ossia un mercato privo di una propria sede fisica e in cui le transazioni avvengono attraverso intermediari internazionali.
Il Forex è un mercato globale, aperto 24 ore su 24 per cinque giorni su sette. Questo è dovuto ai vari fusi orari mondiali che permettono di aver una volatilità e una liquidità sempre elevata. Gli orari con maggior volatilità sono quelli dove si sovrappongono due sessioni operative (orario italiano): dalle 02.00 alle 08.00, quando c’è la sovrapposizione Sidney/Tokyo e, poi noi europei, dalle 14.00 alle 17.00, quando c’è la sovrapposizione tra l’Europa, Londra e New York.
Sul mercato dei cambi operano sostanzialmente sei attori principali:
Sul Forex si lavora sui cambi ossia si fa sempre riferimento al rapporto tra due valute (si compra/vende una valuta nei confronti di un'altra valuta).
I cambi più diffusi sono:
Le 4 valute di riferimento (dette Valute Major) sono il Dollaro americano (USD), l’Euro (EUR), lo Yen (JPY) e la Sterlina (GPB). Oltre a queste ci sono altre valute particolarmente interessanti come il Franco Svizzero (CHF), il Dollaro Neozelandese (NZD), il Dollaro canadese (CAD) e il dollaro Australiano (AUD). Il Forex è un mercato “dollaro-centrico” visto che il dollaro Usa è coinvolto nell’88% delle transazioni giornaliere, a seguire l’Euro con il 32%, poi lo Yen con il 17% e la Sterlina con il 12,8%. Sul cambio Euro/Dollaro ruotano circa il 25% dei volumi quotidiani, a seguire il cambio Dollaro/Yen con circa il 14%.
I fattori economici che influenzano l’andamento delle valute sono sostanzialmente due:
In relazione ai loro tassi di interesse le valute possono essere suddivise in;
L’operatività sul mercato dei cambi si fonda sull’incrocio (cross) tra due valute.
Assumere una posizione long sul cambio Eur/Usd, ad esempio, significa aspettarsi un incremento del valore dell’euro rispetto al dollaro e quindi una salita delle quotazioni (mentre una posizione short implica un’aspettativa opposta).
Il rapporto di una valuta rispetto all’altra si chiama “tasso di cambio” e può essere espresso in due modi:
Per convenzione si pone al primo posto (numeratore) la valuta base (detta anche “certa”), mentre al secondo posto (denominatore) la valuta controvalore (detta anche “incerta”). La valuta incerta è quella che varia il suo valore al variare del prezzo. Se l’EUR/USD quota 1,1180 significa che sono necessari 1,1180 dollari per acquistare 1 euro.
Tra i vantaggi legati all’operatività sul Forex ci sono, oltre all’elevata liquidità, i bassi costi di negoziazione e la possibilità di utilizzare la leva finanziaria.
Sul Forex non sono previste infatti delle commissioni: l’unico costo è rappresentato dal bid/ask spread proposto dai broker ossia la differenza tra il primo prezzo Bid (Denaro) e il primo prezzo Ask (Lettera). Il primo è il prezzo al quale il broker è disposto a comprare il cambio (e quindi è il prezzo al quale l’investitore può vendere il cambio), il secondo il prezzo al quale il broker è disposto vendere il cambio (e quindi il prezzo al quale l’investitore può acquistare il cambio). Lo spread si esprime in pip: per le coppie di valute più liquide si paga anche meno di 1 pip di spread mentre per gli altri cambi lo spread si allarga a 3-4 pips.
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