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Btp Valore, Italia, Futura e Btp€i: caratteristiche e differenze
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Btp Valore, Italia, Futura e Btp€i: caratteristiche e differenze

di Massimo Brambilla
16 ottobre 2023, 09:35 Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2023, 17:02

Le 5 domande e risposte sulle diverse tipologie di Btp. Tutte le caratteristiche, con le diverse opportunità d’investimento a seconda del contesto economico finanziario | Scarica il PDF

I Btp, che appartengono alla categoria dei titoli di stato, sono una classe composta da più elementi che presentano ognuno una diversa opportunità di investimento. Ecco cosa cambia tra Btp Futura, Valore, Italia, Btp€i e quali considerare in base alle condizioni economiche del mercato per un maggiore rendimento.

Indice

  1. Cosa sono i Btp Futura?
  2. Cosa sono i Btp Valore?
  3. Cosa sono i Btp Italia?
  4. Cosa sono i Btp€i?
  5. Quali sono le differenze tra Btp Italia e Btp€i?

1. Cosa sono i Btp Futura?

La prima emissione è avvenuta il 14 luglio 2020, per far fronte agli scostamenti di bilancio sanciti nel decreto Cura-Italia e nel decreto Rilancio dettati dall’emergenza Covid. Si tratta di titoli di stato a lunga scadenza (10 anni o più) di tipo step-up, collocati esclusivamente presso i risparmiatori retail tramite quotazione diretta sul Mot, dove sono sempre negoziati in continua. Sono caratterizzati da:

  • Cedole semestrali crescenti nel tempo tipiche degli step-up bond; solitamente aumentano, in modo predeterminato dal Tesoro poco prima dell’emissione, ogni 3-4 anni.
  • Un premio fedeltà legato alla crescita percentuale media annua del Pil italiano durante la vita del titolo, incassabile da chi acquista il Btp Futura in fase di collocamento e lo detiene fino alla scadenza. In alcune emissioni il premio fedeltà è stato suddiviso in due tranche, la prima delle quali è incassabile a metà strada della vita dell’obbligazione e la seconda, più sostanziosa, alla scadenza. Sempre che il risparmiatore non lo abbia venduto nel frattempo sul mercato, operazione sempre agevole essendo quotato fin dall’emissione sul Mot, il mercato obbligazionario (telematico) al dettaglio facilmente accessibile da tutti.

Poiché è incerta la componente di rendimento legata alla crescita annuale del Pil, questa va considerata solo per la componente minima garantita (quindi certa, se presente) nel calcolo dei proventi da attualizzare, assieme alle cedole e al rimborso alla pari (100), per la determinazione del rendimento effettivo a scadenza (o “YTM”, cioè il tasso di attualizzazione che eguaglia la somma di tutti i proventi attualizzati al prezzo di emissione, solitamente anch’esso alla pari). L’investimento sarà conveniente se questo rendimento sarà uguale o superiore al rendimento effettivo di un classico Btp a tasso fisso di analoga scadenza quotato sul mercato.

In ogni caso, avendo un piano cedole totalmente predeterminato, i Btp Futura sono adatti agli stessi scenari di mercato favorevoli ai classici Btp a tasso fisso.


2. Cosa sono i Btp Valore?

È l’ultima novità nel panorama dei titoli di stato italiani: lanciati per la prima volta dal Tesoro il 5 giugno 2023, e riservati anch’essi ai soli risparmiatori retail in fase di emissione diretta sul mercato Mot (dove sono sempre negoziati in continua), sono obbligazioni statali di tipo step-up a media scadenza (4 anni è la vita della prima emissione, 5 la seconda) caratterizzata da:

  • Cedole periodiche crescenti nel tempo, in modo predefinito, tipiche degli step-up bond. Per esempio: nella prima emissione il tasso cedolare annuo, che cresce dal 3,25% dei primi due anni al 4% degli ultimi due, è da dividere per due per quantificare la singola cedola semestrale, mentre nella seconda emissione di ottobre 2023 è da dividere per quattro per determinare la cedola trimestrale.
  • Un premio fedeltà, definito poco prima del collocamento in termini di percentuale prefissata del valore nominale (0,5% nella prima emissione, per esempio), incassabile da chi acquista il Btp Valore in fase di collocamento e lo detiene fino alla scadenza, senza quindi venderlo anticipatamente sul mercato.

Poiché sono certe a priori tutte le componenti del rendimento, compreso il premio fedeltà, risulta altrettanto certo il calcolo dei proventi cedolari da attualizzare, assieme al rimborso alla pari (100) e al premio fedeltà, per la determinazione del rendimento effettivo a scadenza (o “YTM”, cioè il tasso di attualizzazione che eguaglia la somma di tutti i proventi attualizzati al prezzo di emissione, solitamente anch’esso alla pari). L’investimento sarà quindi conveniente se questo rendimento sarà uguale o superiore al rendimento effettivo di un classico Btp a tasso fisso di analoga scadenza quotato sul mercato.

In ogni caso, avendo un piano cedole totalmente predeterminato, i Btp Valore sono adatti agli stessi scenari di mercato favorevoli ai classici Btp a tasso fisso.


3. Cosa sono i Btp Italia?

Lanciati nel marzo 2012 per raccogliere le risorse finanziarie necessarie al rilancio del Paese, e collocati direttamente sul Mot, sono stati studiati per far leva sull’orgoglio nazionale dei risparmiatori italiani offrendo loro uno strumento che procurasse un guadagno certo rispetto all’andamento dell’inflazione domestica. Si tratta, infatti, di titoli di stato a medio-lunga scadenza con:

  • Cedole semestrali caratterizzate da un tasso d’interesse minimo garantito, fissato al momento dell’emissione e rivalutato ogni sei mesi in base all’inflazione italiana di periodo, se positiva, misurata dall’Istat attraverso l’indice Foi ex tabacco; oltre al tasso minimo rivalutato, ogni cedola paga anche la rivalutazione del capitale investito, ovvero il valore nominale del bond (100) moltiplicato per la variazione percentuale di periodo dell’indice Foi ex tabacco (se positiva).
  • Un premio fedeltà, definito poco prima del collocamento in termini di percentuale prefissata del valore nominale, incassabile al momento del rimborso da chi acquista il Btp Italia in fase di collocamento e lo detiene fino alla scadenza.

Essendo incerta l’importante componente di rendimento legata alla rivalutazione (delle cedole e soprattutto del capitale) in base all’inflazione di periodo, in prima battuta va considerata solo la cedola minima garantita nel calcolo dei proventi da attualizzare, assieme al rimborso alla pari (100) e al premio fedeltà, per la determinazione del rendimento effettivo a scadenza (cioè il tasso di attualizzazione che eguaglia la somma di tutti i proventi attualizzati al prezzo di emissione). L’investimento sarà conveniente se questo rendimento, sommato al tasso medio d’inflazione annua stimato in modo prudenziale per il periodo di vita del Btp Italia, sarà uguale o superiore al rendimento effettivo di un classico Btp a tasso fisso di analoga scadenza quotato sul mercato.

I Btp Italia sono adatti alle fasi in cui l’inflazione italiana è in crescita o è prevista in crescita, cioè nello scenario che risulta invece sfavorevole per i Btp a tasso fisso (compresi i Btp Futura e Btp Valore).


4. Cosa sono i Btp€i?

Nati oltre 20 anni fa, sono i primi titoli di stato italiani indicizzati all’inflazione (dell’Eurozona). Vengono collocati con cadenza mensile, compatibilmente con il programma di emissioni del Tesoro, tramite asta marginale sulle scadenze di 5, 10, 15 e 30 anni, con le seguenti caratteristiche:

  • Cedole semestrali caratterizzate da un tasso d’interesse minimo garantito applicato a un valore nominale del titolo (100) rivalutato ogni sei mesi in base all’inflazione dell’Eurozona misurata mensilmente da Eurostat tramite l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (Iapc o Hicp), con esclusione del tabacco; in caso di deflazione, la cedola non potrà comunque essere inferiore al tasso minimo garantito applicato al valore nominale.
  • Rivalutazione del capitale corrisposta alla scadenza, in base alla variazione dell’indice Iacp registrata durante la vita del titolo (“coefficiente di indicizzazione”, i cui valori giornalieri per ogni Btp€i sono pubblicati mensilmente dal Mef), o corrisposta eventualmente al momento della vendita in caso di dismissione anticipata dell’investimento sul mercato (Mot): la quotazione corrente del Btp€i va infatti moltiplicata per il relativo coefficiente di indicizzazione alla data di vendita per ottenere il valore rivalutato in base all’inflazione registrata dall’emissione del titolo.

Essendo incerta l’importante componente di rendimento legata alla rivalutazione (delle cedole e soprattutto del capitale) dettata dall’inflazione di periodo, in prima battuta va considerata solo la cedola minima garantita e il rimborso alla pari (cioè non rivalutato, pari quindi a 100) nel calcolo dei proventi da attualizzare per la determinazione del rendimento effettivo a scadenza. L’investimento sarà conveniente se questo rendimento, sommato al tasso medio d’inflazione annua stimato in modo prudenziale per il periodo di vita del Btp€i, sarà uguale o superiore al rendimento effettivo di un classico Btp a tasso fisso di analoga scadenza quotato sul mercato.

I Btp€i sono adatti alle fasi in cui l’inflazione dell’Eurozona è in crescita o è prevista in crescita, cioè nello scenario che invece risulta tendenzialmente sfavorevole per i Btp a tasso fisso (compresi i Btp Futura e Btp Valore).


5. Quali sono le differenze tra Btp Italia e Btp€i?

Costituiscono la tipologia di titoli di stato italiani indicizzati all’inflazione (“inflation linked”), rivalutando nel tempo sia il tasso d’interesse cedolare semestrale che il capitale investito, identificato dal valore nominale del titolo che in entrambi i casi coincide con il valore di rimborso alla pari (100). Tutti e due, quindi, garantiscono il potere d’acquisto del capitale nel tempo, con l’aggiunta di un (piccolo) guadagno semestrale anch’esso protetto dall’inflazione. Ma con le seguenti differenze:

  • il Btp Italia è indicizzato all’inflazione italiana, misurata ogni mese dall’Istat attraverso L'indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati con l’esclusione del tabacco (indice Foi ex tabacco), mentre il Btp€i è indicizzato all’inflazione dell’Eurozona misurata mensilmente da Eurostat tramite l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (Iapc o Hicp), sempre con esclusione del tabacco.
  • Il Btp Italia paga ogni sei mesi, assieme alla cedola, anche la rivalutazione del capitale intercorsa dallo stacco precedente. Il Btp€i, invece, riconosce la rivalutazione del capitale solo alla scadenza, o eventualmente al momento della vendita del titolo sul mercato in caso di dismissione anticipata dell’investimento: la quotazione corrente del Btp€i va infatti moltiplicata per il relativo coefficiente di indicizzazione per ottenere il valore rivalutato in base all’inflazione registrata dall’emissione del titolo.
  • Il Btp Italia corrisponde alla scadenza il premio fedeltà, se acquistato in collocamento, assieme al rimborso alla pari (100).

Queste differenze, a parità d’inflazione attesa in Italia e nell’Eurozona, portano i Btp Italia a essere un po’ più redditizi (grazie al premio fedeltà) e un po’ meno rischiosi (grazie alla duration minore derivante dal pagamento della rivalutazione del capitale a ogni stacco cedola) rispetto ai Btp€i di analoga scadenza e tasso cedolare minimo da rivalutare.

(riproduzione riservata)



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