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Basi dell’analisi tecnica, leggi e fasi cicliche dei mercati

16 ottobre 2023, 11:30 Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2023, 14:12

Cos’è l’analisi tecnica e quali sono le basi su cui si fonda. Teoria dei mercati e leggi che li condizionano | Scarica il PDF

Indice

  1. Cosa si intende con il termine “analisi tecnica”?
  2. Cosa sono i supporti e le resistenze?
  3. Quali sono le leggi che guidano i mercati finanziari?
  4. In quali fasi cicliche si può trovare un mercato?
  5. Perché è importante costruire un trading plan?

1. Cosa si intende con il termine “analisi tecnica”?

Il trading di breve termine sui mercati finanziari si basa sull’utilizzo di alcune tecniche operative che appartengono a quella metodologia di analisi che prende il nome di “analisi tecnica”. Quest’ultima studia il comportamento del mercato attraverso:

  • un’analisi grafica, che esamina l’andamento dei prezzi per ricercare le configurazioni e i pattern che si ripetono con una certa frequenza;
  • un’analisi quantitativa, che studia il movimento dei prezzi tramite l’utilizzo di indicatori/oscillatori matematici;
  • l’analisi volumetrica, che analizza l’entità e il posizionamento dei volumi sia per valutare la consistenza dei movimenti sia per individuare i livelli di prezzo sui quali si sono registrati volumi particolarmente consistenti.

Presupposti dell'analisi tecnica

I presupposti di base dell’analisi tecnica (che derivano dalla celebre teoria di Charles Dow) sono tre:

  1. il mercato sconta tutto. Nei prezzi di mercato sono già incorporati tutti i fattori di tipo fondamentale, tecnico e psicologico che ne hanno determinato l'andamento. Ciò implica che ogni informazione disponibile è già riflessa nel prezzo. Il corollario di questa regola è che il trader/investitore non si deve chiedere se il prezzo di mercato sia alto o basso. Ciò che deve fare è studiare come si è arrivati a quel prezzo (ossia come si è formato nel recente passato) e cercare di capire quale potrebbe essere il più probabile comportamento nel prossimo futuro;
  2. i prezzi si muovono per tendenze (trend). Può essere rialzista (bullish), ribassista (bearish) o laterale (neutral): se i prezzi disegnano massimi e minimi crescenti, la tendenza è rialzista (in questo caso il mercato si trova in un up-trend). Se i prezzi disegnato massimi e minimi decrescenti, la tendenza primaria è ribassista (in questo caso il mercato si trova in un down-trend). Se i prezzi disegnano massimi e minimi sostanzialmente coincidenti, la tendenza primaria è laterale (in questo caso il mercato si trova in un trend neutral).Ogni volta che si apre un grafico, quindi, è fondamentale individuare le tendenze presenti sui diversi orizzonti temporali. Un mercato, ad esempio, si potrebbe trovare all’interno di tendenza ribassista di breve termine ma essere inserito in un trend rialzista di medio-lungo termine (o viceversa);
  3. la storia si ripete. Il movimento dei prezzi riflette, attraverso andamenti ricorrenti e ripetitivi, la psicologia ed il comportamento degli uomini che, di fronte a situazioni simili, tendono a comportarsi nello stesso modo. Per comprendere il futuro, quindi, è necessario studiare il passato, in quanto il futuro potrebbe esserne una ripetizione o presentare forti analogie. Il corollario a questo principio è che quello che succederà nel prossimo futuro dipende essenzialmente da quello che è successo nel recente passato. I mercati, infatti, compiono dei movimenti ciclici le cui caratteristiche sono assai simili perché simili sono le situazioni tecniche e psicologiche che li generano. L’analisi grafica, in particolare, consente di individuare alcune configurazioni ricorrenti (pattern) che, in alcuni casi, confermano il trend principale seguito dal mercato; in altri casi, invece, non confermano il trend primario e segnalano che si potrebbe verificare un’inversione di tendenza.

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2. Cosa sono i supporti e le resistenze?

I minimi e i massimi registrati dai prezzi sono spesso associati a quelli che gli analisti tecnici chiamano supporti e resistenze. In modo sintetico:

  • i supporti sono livelli di prezzo che arrestano una discesa e innescano un recupero;
  • le resistenze sono livelli di prezzo che arrestano una salita e innescano una correzione.

Quando si individua un livello di supporto è importante monitorare il comportamento dei volumi:

  • se i volumi si riducono significa che la pressione ribassista si è momentaneamente ridotta ma i venditori hanno ancora in controllo del mercato. Sul mercato, in questo caso, si è formato un livello di minimo che non costituisce un solido livello di supporto.
  • se i volumi aumentano significa che sul mercato c’è stato un incremento della pressione rialzista. Sul mercato, in questo caso, si è formato un minimo significativo che costituisce un valido livello di supporto.

Allo stesso modo quando si individua un livello di resistenza:

  • se i volumi si riducono significa che la pressione rialzista si è momentaneamente ridotta ma i compratori hanno ancora il controllo del mercato. Sul mercato, in questo caso, si è formato un massimo che non costituisce tuttavia una resistenza significativa;
  • se i volumi aumentano significa che sul mercato c’è stato un incremento della pressione ribassista. Sul mercato, in questo caso, si è formato un massimo significativo che costituisce una valida resistenza.

In generale: i minimi e i massimi significativi sono spesso associati a volumi elevati, si verificano all’interno di figure di inversione e in presenza di divergenze positive/negative con i vari oscillatori tecnici.


3. Quali sono le leggi che guidano i mercati finanziari?

Le tre leggi fondamentali che condizionano l’andamento dei prezzi sono:

  • la legge della domanda e dell’offerta;
  • la legge della causa e dell’effetto;
  • la legge dello sforzo e del risultato.

La legge della domanda e dell'offerta confronta la forza dei compratori con la forza dei venditori. In generale:

  • il prezzo sale quando c’è un aumento della domanda o, a parità di quest’ultima, quando diminuisce l’offerta;
  • il prezzo scende quando c’è un aumento dell’offerta, o a parità di quest’ultima, quando diminuisce la domanda.

La legge della causa e dell’effetto sancisce che affinché si verifichi una variazione del prezzo deve esserci una causa. Ciò che va sottolineato è che l’effetto prodotto sui prezzi sarà direttamente proporzionale a quella causa. Per ottenere un movimento significativo è necessario quindi che ci sia una causa importante. Da un punto di vista tecnico, ad esempio, un movimento impulsivo nasce spesso da una prolungata fase di consolidamento all’interno della quale il mercato registra una contrazione della volatilità. Questa situazione è paragonabile ad una molla che si sta comprimendo (causa): quando i prezzi escono da questa congestione laterale si verifica una rapida accelerazione (effetto).

La legge dello sforzo e del risultato afferma che la variazione del prezzo (ossia il risultato) è la conseguenza di uno sforzo (espresso dalla consistenza dei volumi). In particolare:

  • quando c’è corrispondenza tra lo sforzo e il risultato la direzione seguita dai prezzi viene confermata;
  • quando non c’è armonia tra lo sforzo e il risultato i prezzi potrebbero cambiare direzione.

4. In quali fasi cicliche si può trovare un mercato?

Lo studio dei mercati finanziari ha permesso di individuare alcuni movimenti ciclici che tendono a ripetersi con una certa frequenza. Le 4 fasi cicliche di riferimento sono:

  1. la fase accumulativa, è il movimento che si verifica alla fine di una discesa e che precede l’inizio di un impulso rialzista. All’interno di questa fase gli investitori istituzionali accumulano posizioni al rialzo in quando valutano che i prezzi di mercato siano convenienti;
  2. il trend rialzista, con i prezzi allungano con decisione al rialzo disegnando, da un punto di vista grafico, una sequenza di minimi e di massimi crescenti. Questo movimento direzionale molto spesso con una rapida accelerazione, con i prezzi che, sostenuti da un deciso incremento dei volumi, superano con decisione un importante livello di resistenza;
  3. la fase distributiva, è il movimento che si verifica alla fine di una salita e che precede l’inizio di un impulso ribassista. All’interno di questa fase gli investitori istituzionali liquidano le posizioni long (al rialzo) in quando valutano che i prezzi di mercato siano eccessivi;
  4. il trend ribassista, caratterizzato da una discesa consistente del mercato con i prezzi che disegnano, da un punto di vista grafico, una sequenza di minimi e di massimi decrescenti. Questo movimento inizia molto spesso con una rapida accelerazione, con i prezzi che, spinti da un forte incremento dei volumi, scendono con decisione sotto un importante livello di supporto.

Basi dell’analisi tecnica, leggi e fasi cicliche dei mercati


5. Perché è importante costruire un trading plan?

L’investitore medio viene molto spesso influenzato, quasi sempre in modo negativo, da una forte componente emozionale che lo porta spesso a prendere decisioni errate. Per evitare di incorrere in questi errori è fondamentale utilizzare un insieme di regole prestabilite (trading plan) che impongono una disciplina ferrea nelle varie scelte operative.
In particolare è necessario stabilire:

  1. quali sono i mercati e gli strumenti sui quali si intende operare. Ogni mercato ha infatti delle sue caratteristiche (il Forex, ad esempio, è aperto 24 ore su 24, l’azionario italiano dalle 09.00 alle 17.25) e ha un suo comportamento specifico (sul mercato italiano, ad esempio la liquidità è molto alta nelle prime due ore di contrattazione ma si riduce in modo significativo tra le 11.30 e le 14.00)
  2. il time frame sul quale si intende operare;
  3. il set-up di apertura, ossia quali sono le condizioni (tecniche o fondamentali) che devono essere rispettate per aprire una posizione;
  4. lo stop-loss iniziale. Lo stop-loss iniziale costituisce la perdita massima che l’investitore è disposto ad accettare quando apre una nuova posizione. La sua determinazione dipende, in particolare, dal livello di rischio che l’investitore è disposto ad assumersi: alcuni operatori, aggressivi, sono disposti a accettare un rischio di oltre il 10%; altri, più attenti, non accettano di aprire nuove posizioni con uno stop-iniziale superiore al 5%;
  5. i criteri per la gestione della posizione. Oltre allo stop-loss iniziale è opportuno definire le regole per la chiusura della posizione che può avvenire: a) al raggiungimento del target prestabilito da un punto di vista grafico. b) al raggiungimento del target prestabilito in base al rischio iniziale. c) gestire la posizione con adeguate tecniche di trailing stop.

Leggi anche: Trading system: cos’è, come costruirlo e quali vantaggi comporta

(riproduzione riservata)



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