Azione e warrant non ha risentito minimamente del buoni risultati di Fope sulla chiusura dell'esercizio 2017, diffusi questa mattina, e sono rimasti inchiodati per tutta la giornata ai valori di chiusura di lunedì sera, a 7 euro per l'azione e a 1,15 euro per il warrant, con scambi molto ridotti.
«Nel 2017 abbiamo registrato una crescita significativa di tutti gli indicatori e una forte solidità patrimoniale. La crescita delle vendite ha riguardato i principali mercati esteri sui quali stiamo concentrando gli investimenti a dimostrazione che le azioni intraprese vanno nella giusta direzione,» ha fatto sapere Diego Nardin, ceo dell'azienda di gioielleria.
I ricavi della gestione sono saliti del 21% a 28, ma soprattutto è cresciuto del 72% l'ebitda, a 3,9 milioni, spiegendo il margine vicicino al 14%, mentre l'utile netto è piche raddoppiato a 2,3 milioni. La posizione finanziaria netta registrava debitio per 1,17 milioni, la metà del dato dell'anno precedente.
Questi risultati consentiranno di distribuire un dividendo di 0,125ad azione (27% pay-out ratio) che corrisponde a un rendimento del titolo dell’1,80%
Nardin ha comunicato anche che il positivo andamento dei primi mesi dell’esercizio in corso consente di guardare a un 2018 di ulteriore creazione di valore per gli azionisti.
Il trend di crescita potrà far leva anche sulla neo costituita Fope Jewellery Limited, cheopererà nel mercato inglese e garantirà la presenza diretta del brand e maggiore efficienza degli interventi in quel mercato che insiem agli Stati Uniti e alla Germania rappresenta il core dell'export dell'azienda veneta.
Fope Jewellery Limited, di diritto inglese, opererà come agente di Fope spa per i mercati inglese e irlandese, con l'obiettivo di rafforzare la presenza diretta del brand nel mercato, migliorare l’efficacia delle azioni e partnership con i concessionari del mercato, risparmiare sui costi operativi rispetto alla precedente gestione del mercato, operata attraverso una società esterna.
Fope Jewellery sarà tra l'altro partecipata al 25% dai tre soci gestori del mercato inglese e irlandese, interessati quindi a stabilire relazioni durevoli ed efficienti con il mercato.