Calma quasi piatta sulla Finlogic, società specializzata in soluzioni per la codifica e l'identificazione automatica dei prodotti, dopo lo scatto di giovedì (+4,8%) a quota 5,2 euro. La performance può essere in relazione all'accordo che l'azienda di informaton technology ha sottoscritto con la multinazionale tedesca Citizen Systems Europe, un contratto di partnership per la rivendita su tutto il territorio nazionale di stampanti barcode, stampanti portatili, stampanti POS e consumabili con marchio Citizen. La durata del contratto e' a tempo indeterminato e prevede anche la contribuzione di Citizen nell'attivita' di marketing di Finlogic.
«Con questo accordo aggiungiamo un brand di eccellenza al paniere dei prodotti commercializzati e distribuiti da Finlogic che permettera' di raggiungere un numero sempre maggiore di clienti oltre che aumentare la market share sui clienti in portafoglio. Rafforziamo cosi' il nostro posizionamento con l'obiettivo di diventare leader, in Italia, nel settore della Identificazione Automatica,» ha commentato Dino Natale, ceo di Finlogic.
«Stimiamo che la crescita delle vendite di prodotti tecnologici legati al brand Citizen sara' di circa 1 milione di euro nel 2018, in un comparto che nei primi sei mesi dell'anno in corso ha generato un fatturato per il nostro gruppo di 3,5 milioni,» ha spiegato Natale.
Il 16 dicembre scorso Natale aveva comunicato di aver acquisito il 100% di due società, la Tecmark, specializzata in soluzioni di identificazione automatica anche tramite RFid, terminali, stampanti e sistemi di codifica, e la Multitec, specializzata nella distribuzione di sistemidi stampa per il comparto industriale ed office e distributore del brand Toshiba-Tec, a un prezzo di 1,9 milioni di euro, pagabile in tre rate entro la fine dell'anno prossimo.
Secondo Natale l'operazione, il cui closing è previsto alla fine di gennaio, avrà un impatto positivo sul fatturato di circa 4 milioni di euro e consentirà alle due società entrare nel gruppo di estendere il proprio modello di business su tutto il territorio nazionale grazie all’integrazione con la rete commerciale di Finlogic e di beneficiare delle economie di scala derivanti, aumentando il vantaggio competitivo dell'intero gruppo.
In uno studio sulla società rilasciato oggi dagli analisti di Integrae sim, il fatturato a fine 2017 viene proiettato a 21,8 milioni (+10%), quindi in lggero rallentamento rispetto alla performance semestrale (+21%), con un ebitda a 3,3 milioni di euro (+10%) e un utile netto a 1,9 milioni. Un salto diemensionale, secondo gli stessi analisti, dovrebbe avvenire l'anno prossimo, con un fatturato a 33,6 milioni che nel 2019 dovrebbe ancora salire a oltre 42 milioni.
L'ebitda dovrebbe poi raddoppiare nel 2018 a 6 milioni per toccare 9,3 milioni nel 2019, spingendo la marginalità a superare il 20%. Finlogic ha debuttato sul listino Aim nel giugno scorso facendo segnare un primo prezzo a 4,1 euro.
Il gruppo ha chiuso con risultati positivi il primo semestre di quest'anno. Il fatturato ha registrato una crescita del 21% a 10,8 milioni di euro, con l'ebitda che è salito del 13% a 1,8 milioni, spingendo la marginalità sul fatturato al 18%. L'utile netto è salito del 15% a 0,9 milioni, mentre la posizione finanziaria ha fatto registrare liquidità per 3,4 milioni di uro, contro debiti per 0,5 milioni un anno prima.
«Nel semestre il Gruppo ha confermato il suo processo di crescita registrando risultati eccellenti, migliori rispetto al mercato di riferimento e in linea con gli obiettivi di budget, trainati dalle ottime performance dei prodotti tecnologici soprattutto della linea digitale entrati nel core business del gruppo
a seguito dell’acquisizione del ramo d’azienda della società Primetec nel 2016, che registrano ricavi superiori alle aspettative, dimostrando una perfetta integrazione nell’organizzazione commerciale di Finlogic,» aveva dichiarato Natale.
Natale ha anticipato una prossima collaborazione commerciale con Datalogic, azienda quoptata al mercato Star di Borsa Italiana, leader mondiale nei codici a barre. Datalogic e Finlogic sono entrambe partecipate da Hydra, la holding della famiglia Volta, il cui numero uno, Romano, è il fondatore di Datalogic, che attualmente controlla al 68%. In Finlogic, Hydra ha aumentato la partecipazione al 10% nel luglio scortso, poco dopo l'ipo.