Fieldfisher si rilancia nel mercato italiano, questa volta con una società tra avvocati, parte integrante dello studio europeo Fieldfisher Llp. Dopo otto anni di collaborazione con il partner locale Saspi (Studio Associato Servizi Professionali Integrati, ora Wst), che è rimasto nella verein svizzera Fieldfisher Global fino al marzo 2023, la law firm ha deciso di diversificare la strategia e di aprire una realtà autonoma.
Per farlo, invece di negoziare la partnership con un’altra spalla, ha stretto un accordo con un team che si è distaccato dalla stessa Saspi per fondare la seda autonoma di Fieldfisher in Italia confermando anche l’interesse per questo mercato. «Il progetto è stato fin da subito quello di portare avanti la strategia della law firm europea anche in Italia, puntando su delle practices molto forti e focalizzate come m&a, energy, contenzioso, proprietà intellettuale», spiega Alessandro Mulinacci, nuovo country managing partner dello studio. Insieme a lui anche il partner responsabile dell’Ip, Diego Rigatti con il suo team, Ettore Bonaccorsi esperto in litigation, Michele Ghiringhelli e Giuseppe Limido. A completamento della realtà anche un’anima tax, «perché», spiega ancora Mulinacci, «riteniamo che l’integrazione legal e fiscalità sia fondamentale». Lo studio così strutturato trova al momento sede in un coworking al centro di Milano e, oltre ai cinque soci, è composto da 15 avvocati e commercialisti per un totale di 26 professionisti.
«Abbiamo deciso di fermarci al momento in uno spazio strutturato ma più flessibile perché l’intenzione è quella di crescere e di essere in grado di farlo nell’arco di qualche mese o entro l’anno al massimo», sottolinea il managing partner parlando a Mf-Milano Finanza.
«L’obiettivo è ampliarsi fino ad avere una grandezza simile a quella degli altri paesi, tra gli 80 e i 120 professionisti». In termini di practices e settori, l’ambizione della nuova squadra non punta a una full services. «Vogliamo piuttosto diventare dei punti di riferimento in questi singoli settori, sfruttando il nostro network internazionale anche per far crescere i giovani», aggiunge Mulinacci. «Per ampliarci abbiamo intenzione di rafforzare le aree e le industries strategiche, come l’energy e life science. Dove non arriveremo da soli collaboreremo con altre realtà, in primis con quella dalla quale arriviamo». Preparandosi a nuove assunzioni e lateral hire, la law firm di stampo europeo ha intenzione di mettere a terra un modello di lavoro nuovo e più innovativo che contempli la tecnologia e l’intelligenza artificiale ma che non potrà prescindere anche da un focus sulle risorse umane, vista per altro la difficoltà di attrarre nuovi talenti.
«Il modo di accostarsi al lavoro delle nuove generazioni è diverso e va considerato sia nel modo di lavorare sia nel luogo in cui lo si fa. Per quello, anche nell’ambito della nuova sede vogliamo trovare una realtà più coerente con le esigenze del momento. È vero che si fatica a trovare professionisti ma è anche vero che i professionisti cercano delle risposte che siano non solo lavorative ma di progetto ed è questo quello che noi vorremmo dare. Il mercato», conclude il managing partner, «cambierà radicalmente e noi lo stiamo già guardando in quell’ottica». (riproduzione riservata)