Ancora in altalena il titolo del gruppo Giorgio Fedon che dopo la pesante correzione (-10%) e tre sedute consecutive fortemente rialziste la settimana scorsa, con una performance superiore al 36%, si attesta oggi a 14 euro (+3,7%), con scambi di poche migliaia di azioni. Il titolo aveva debuttato sul listino con un valore di prima quotazione, 7,7 euro, nel dicembre del 2014. Il brand di articoli ottici e pelletteria è controllato all'80% dall'omonima famiglia.
Il rally improvviso, accompagnato da scambi molto limitati, era stato messo in relazione in relazione a un cambiamento degli assetti societari all'interno della famiglia, che esprime il presidente, Callisto Fedon. Dopo un anno, il 2017, di conti positivi ma non particolarmente brillanti, il gruppo è impegnato in un processo di riorganizzazione e rilancio nell'ambito del quale, a dicembre, il Cda ha deliberato il conferimento del ramo d'azienda della divisione pelletteria nella Fedon 1919 Srl, società costituita da poco e totalmente controllata da Giorgio Fedon & Figli spa
Il gruppo è leader nel settore della produzione e della commercializzazione di porta-occhiali ed accessori per il settore ottico e nei settori della pelletteria e degli articoli per l'ufficio e per il regalo con una vasta offerta di prodotti (agende-organizer, portaoggetti, portabiglietti, portadocumenti e portachiavi).
Produce principalmente per i fabbricanti di occhiali (Luxottica, Essilor, Safilo, Bausch & Lomb, De Rigo) e per le più celebri griffes (Armani, Ferrè, Calvin Klein, Christian Dior, Yves Sant Laurant, Valentino, Gucci, Bulgari) a cui vende oltre il 70% della produzione, effettuata in tre stabilimenti (Italia, Romania e Cina) con sei filiali commerciali(Usa, Hong Kong, Spagna e Romania, Germania e Francia). In Cina il gruppo realizza quasi il 90% della produzione ma con materiali di base, la pelle, lavorata in Italia.
Nel primo semestre dell'anno scorso, la Giorgio Fedon, che è guidata operativamente dal ceo, Maurizio Schiavo, ha realizzato un fatturato di 33,6 milioni, in calo rispetto a 35,8 milioni del 2016, con un ebitda di 1,4 milioni (2 milioni nel 2016) e un utile netto di 5 mila euro, contro i 600 mila di un anno prima. L'indebitamento era pari a 8,2 milioni in crescita dai 6,1 milioni del dicembre precedente.
Il trend di riduzione del fatturato è continuato anche nel terzo trimestre dell'anno scorso che ha chiuso con 50 milioni di ricavi (-5,5%) sui nove mesi dell'esercizio.
«Il piano di sviluppo prevede due direttrici strategiche , da un lato, un progressivo allargamento della rete distributiva diretta del settore pelletteria e, dall’altro, la ricerca di nuove opportunità di crescita del core business in settori diversi dall’ottica, nell’ambito dei quali si evidenzia una richiesta di packaging di lusso,» aveva spiegato Schiavo presentando i conti semestrali.
«Tra marzo e giugno si è consolidata la presenza Fedon a livello internazionale su mercati strategici, grazie alla nostra conoscenza dei paesi in sviluppo e degli spazi commerciali, dove il flusso dei nuovi punti vendita monomarca nell’aeroporto di Hong Kong, negli Outlet di Torino e di Valdichiana e nel centro di Padova, mentre nella seconda parte dell’anno apriranno i negozi negli aeroporti di Madrid e Lione, cui potrebbero aggiungersi ulteriori aperture aeroportuali per le quali sono in corso trattative private o gare pubbliche,» aveva annunciato il ceo.
In ottobre gli analisti di Finnat hanno valutato che il titolo potrebbe salire fino a 18 euro e che quindi è un pieno buy. La loro stima si basa su una ripresa del fatturato a partire da quest'anno che dai 70 milioni di fine 2017 potrebbe salire a 73 milioni di euro con un ebitda a 4,7 milioni, dai 4,5 milioni del 2017. La ripresa dovrebbe poi consolidarsi negli anni successivi portando i ricavi a 91 milioni, con un ebitda di oltre 8 milioni, nel 2021.
Il driver della ripresa dovrebbe essere, secondo gli analisti di Finnat, la riorganizzazione della distribuzione con l'apertrura di punti vendita diretti e indiretti e l'allargamento dell'offerta a nuovi prodotti tra cui i trolley da viaggio e le borse nella pelletteria, rappresenta però solo l'11% del fatturato, mentre il core businesse degli articoli legati agli occhiali pesa per il 77%.
Secondo gli analisti di Finnat, il settore pelletteri dovrebbe entroil 2021 più che raddoppiare il datturato da 9 a 22 milioni, con un balzo soprattuttoi quest'anno e l'anno prossimo, mentre il fatturato ottico è in contrazione.