Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.
Rispondo finalmente alle vostre tantissime richieste di dedicare un approfondimento all'investimento fattoriale. Ne avete mai sentito parlare? Noi giornalisti lo indichiamo spesso (e forse in modo un po' improprio) come investimento per stili. E tendiamo ad associare questi stili ai grandi investitori del passato: Warren Buffett per il value, Charles Dow e Richard Driehaus per il momentum, e così via.
In realtà l'investimento fattoriale è qualcosa di un po' diverso, e identifica una serie di strategie di portafoglio basate su caratteristiche intrinseche dei titoli (azionari e non solo) che, secondo quanto dimostrato da vari studi e ricerche accademiche pubblicati nel corso degli anni, sono stati finora in grado di generare una sovraperformance rispetto al mercato in un certo periodo di tempo. Ovviamente, performance che dipendono dal periodo e dal mercato considerato, e non scolpite nella pietra.
Ma andiamo a capirci qualcosa in più.
Immaginate i fattori come caratteristiche inscritte nel codice genetico delle società: come ci sono le persone bionde con gli occhi azzurri e castane con gli occhi neri, così ci sono titoli azionari che hanno determinate proprietà (legate ai fondamentali di bilancio, alla crescita in borsa, alle dimensioni) che le accomunano, e che contribuiscono a spiegarne il rendimento nel corso del tempo.
In base a queste caratteristiche, la ricerca accademica ha rilevato cinque principali fattori che sono in grado di spiegare le performance dei titoli:
A prima vista, alcuni di questi fattori sembrano delle banalità sconcertanti. Come il QUALITY: non è forse scontato che un'azienda con fondamentali solidi andrà meglio in borsa rispetto a una piena di debiti e in perdita? In realtà, non è così scontato, per due ordini di ragioni:
Per questo c'è stato bisogno di una serie di studi, che hanno dimostrato come effettivamente l'alta qualità di un titolo è un fattore di extra-performance. Il mercato, in buona sostanza, continua nel lungo periodo a preferire le società con i bilanci solidi.
Un altro paradosso apparente è quello del fattore LOW VOLATILITY, che anzi è risultato quasi rivoluzionario quando è stato scoperto. In base alla teoria classica degli investimenti, più la volatilità di un'azione è alta (e quindi il rischio a essa associato) più dovrebbe essere alto il rendimento atteso. Ma gli studi sui fattori hanno rovesciato l'assunto: dati storici alla mano, meno l'investimento è volatile più il rendimento atteso è alto.
Un'altra peculiarità dei fattori che, se combinati tra loro, possono aiutare a costruire un portafoglio che sulla carta è in grado di resistere a ogni condizione di mercato. Le caratteristiche che accomunano i vari titoli, infatti, in genere si comportano meglio in una fase di mercato e peggio in un'altra.
Ma se si costruisce un portafoglio che combini insieme queste caratteristiche, si può provare ad aumentarne la resistenza complessiva. Ovviamente, pagando un po' in termini di performance se il "clima" di mercato non cambia.
In linea di massima:
Avete visto? Più o meno con i fattori andiamo a coprire tutto il ciclo economico: ripresa (small cap), espansione (value), trend di crescita prolungati (momentum), incertezza e pericolo di frenata (low volatility) e recessione (quality).
Va da sé che, in presenza di mercati che crescono molto e a lungo, investire solo momentum avrebbe premiato di più che mettere una parte di quality in portafoglio. Invece, in presenza di una frenata lunga e duratura, un investimento in azioni di qualità avrebbe permesso di tenere botta molto meglio rispetto a uno in sole small cap.
I fattori sono un'arma molto apprezzata - anche da consulenti ed esperti di mercato - per dare un po' di direzione al portafoglio. Da una parte, per provare a cavalcare la crescita dei mercati. Dall'altra, per costruirsi uno scudo contro le avversità.
Questa direzione al portafoglio la si dà, o meglio la si dovrebbe dare, se alla base c'è un nocciolo duro di investimento che segue il mercato. Il classico Etf sulle azioni globali (Msci World o Msci Acwi), che è la stella polare di 4 Soldi da Investire.
Un approccio possibile, che troverete in molti siti di consulenti indipendenti, è quello di:
Come si investe concretamente in fattori? Neanche ve lo sto più a dire: con gli Etf dedicati. Se fate un giro su JustEtf troverete, nella sezione di ricerca, una voce che si chiama "Strategia azionaria". Al suo interno sono classificati tutti gli Etf fattoriali divisi per fattore e anche una trentina di Etf multi-fattoriali, costruiti appositamente dalle società di gestione per fare un mix di due o più fattori, indicati nel prospetto dei fondi.
Se invece volete provare a fare da voi, spero di avervi dato un po' di mezzi in più per orientarvi.
Io per preparare questo appuntamento ho provato a fare una simulazione (su dati passati: il futuro non possiamo conoscerlo) con Curvo di un modello a cinque fattori, tutti con lo stesso peso, e poi di uno a tre fattori (quality, value e momentum), per non inserire in questo fac-simile troppi strumenti finanziari e quindi ottimizzare un po' commissioni e tasse.
Come Etf ho scelto i più grandi (per masse in gestione) di ognuna categoria, tutti con sottostanti azioni globali. L'investimento parte da gennaio 2005 (20 anni), e considera un importo iniziale di 10.000 euro. Chiaramente, parte delle performance dipende anche da come questi Etf sono costruiti (metodologia, indice replicato, pesi dei titoli).
MODELLO A 5 FATTORI
MODELLO A 3 FATTORI
MSCI WORLD CLASSICO
Dati alla mano, negli ultimi 20 anni i fattori hanno registrato rendimenti più alti e minore volatilità rispetto al più classico degli Etf generalisti. Allora perché non investire solo in fattori? Perché l'investimento fattoriale è pur sempre una scommessa attiva. Più ci discostiamo dal mercato, più il portafoglio si allontana dal suo movimento. E visto che il futuro è imprevedibile, abbandonare completamente la rotta (anche se finora ci avrebbe premiato) potrebbe portarci, un giorno, a sbattere contro un iceberg e affondare.
E voi, conoscevate i fattori? Ci avete mai investito e, se sì, quali avete scelto? Se volete altri approfondimenti di questo tipo su precise strategie di investimento o se avete altri dubbi, spunti e curiosità sui fattori scrivetemi a mcapponi@class.it. Noi ci sentiamo la prossima settimana!