Meno ricavi ma anche meno perdite per Etro. La società italiana di abbigliamento e pelletteria di lusso ha chiuso il bilancio consolidato del 2025 con vendite nette in calo anno su anno a 242,2 milioni di euro dai 250,7 milioni del precedente esercizio, con arretramenti nei canali retail (-7%) e wholesale (-13,6%) compensati da un aumento dell'e-commerce (+36,5%), limitato però a un volume di 15 milioni. A livello di marginalità il primo margine è salito da 170,6 milioni a 172,7 milioni e l'ebitda adjusted da 800 mila euro a 8,3 milioni. Sul conto economico hanno pesato però ammortamenti per 9 milioni e oneri non ricorrenti per 7,8 milioni, di cui 3,8 milioni di euro legati alla riduzione del personale nell'ambito della ristrutturazione. La perdita finale è quindi di 16,2 milioni rispetto a quella di 23,1 milioni del 2024 mentre la perdita del bilancio ordinario, anch'essa in lieve miglioramento, è di 18,2 milioni che, non intaccando il capitale, è stata quindi rinviata a nuovo. A fronte di un patrimonio netto di 59,7 milioni, la posizione finanziaria netta è negativa per 27,8 milioni. All'assemblea degli azionisti guidata dall'amministratore delegato Fabrizio Cardinali e che ha nominato Riccardo Cammi del fondo L Catterton in sostituzione di John Galantic, andato guidare l'As Roma, era presente il solo socio di maggioranza con il 51,69% Sl 11, emanazione del fondo L Catterton, mentre erano assenti tutti gli altri soci di minoranza Rams global, Swinger international nella persona di Mattias Facchini, patron di Genny, la Sweet big apple di Sri group nella persona di Giulio Gallazzi e una quota in mano a una fiduciaria. (riproduzione riservata)