Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.
Tra i tanti messaggi che mi inviate mi avete chiesto varie volte di parlare di investimenti sostenibili. Quelli che un tempo si chiamavano Esg (acronimo delle parole ambiente, società e buona governance), e che adesso sono contrassegnati da nuovi acronimi o perifrasi come Sri oppure Screened.
Di solito mi chiedete tre cose in particolare:
Quando si parla di investimenti e sostenibilità, ci troviamo di fronte a un caso di scuola di come la finanza personale, cioè i nostri investimenti di tutti i giorni, siano intrecciati a doppio filo con la volontà politica, con gli eventi geopolitici, con il modo in cui le regole vengono scritte e anche con il modo in cui gli investimenti ci vengono effettivamente venduti. Il marketing che c'è dietro il nostro portafoglio.
A suo modo questa storia, che va più o meno dal 2018 e oggi, è anche avvincente e piena di punti oscuri. Per ragioni di spazio non riesco a raccontarvela tutta, ma se volete vi propongo un ampio articolo che ho scritto per Milano Finanza nel quale passo ai raggi X tutto quello che non ha funzionato (e continua a non funzionare) con gli investimenti Esg.
Ma qui proviamo a fare un altro passaggio, e a chiederci: è possibile investire conciliando convinzioni morali e rendimento? Oppure quando si parla di portafoglio l'etica è solamente un'etichetta di marketing?
C'è stato un periodo, tra il 2018 e il 2020, in cui chi andava in banca o dal suo consulente molto probabilmente ne usciva con un fondo/Etf Esg in portafoglio. D'altronde, tutto sembrava giocare a favore di questi prodotti di investimento sostenibili:
Cos'è che non va in tutta questa catena di circostanze? Che sono tutte strettamente intrecciate tra loro: se cade una, cade tutto il resto.
E cosa è successo nel 2022? L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha fatto tornare sia la guerra in Europa sia l'inflazione nel mondo. Come? Facendo alzare i prezzi dell'energia fossile, la vittima illustre di anni e anni di investimenti Esg. Attenzione: vittima nei flussi di capitale finanziario, non nei profitti operativi che sono rimasti sempre solidi.
Così è partito l'effetto domino. E tutto il resto è caduto.
Oggi di quel modo di intendere la finanza sostenibile non rimane quasi nulla. A cominciare dalle promesse che accompagnavano questi fondi: «Fare il bene del mondo e della società farà bene anche alla performance del tuo portafoglio».
Il che è stato anche vero, prima che il castello di carte crollasse: c'è stato un momento ad esempio, intorno al 2022, in cui un Etf sull'Msci World con criteri di sostenibilità batteva il suo omologo generalista di quasi 20 punti (fonte: JustEtf). Ora, nel 2025, i rapporti di forza sono perfettamente invertiti.
Nell'articolo di Milano Finanza trovate una spiegazione dettagliata su come ciò sia stato effettivamente possibile: ma visto che in questa sede parliamo di portafoglio e di investimenti, andiamo a vedere quale è stato il pericolosissimo errore di approccio (fatto più o meno in buona fede) che ha portato alla situazione di oggi.
Per anni si è confusa una scommessa attiva contro il mercato con l’intero mercato stesso!
Mi spiego meglio: finché il vento tirava nella direzione della sostenibilità, la politica era favorevole, le grandi società di gestione compravano titoli green e scaricavano quelli dell'energia fossile e della difesa, il mercato sembrava effettivamente indirizzato a sostituire la finanza tradizionale con quella sostenibile.
Ma di fatto questo non stava succedendo: le società del petrolio, o della difesa, esistevano ancora, e facevano ancora parte degli indici di mercato. Quindi un investimento davvero passivo continuava a includerle. Qualsiasi esclusione era, e lo è ancora oggi, un posizionamento direzionale contro il mercato stesso. Una scommessa, insomma: che per un po' di tempo ha funzionato, ma poi si è inceppata.
E tanti investitori individuali come noi si sono ritrovati ad avere il grosso del portafoglio sbilanciato verso una singola scommessa, senza che ci fosse un nucleo duro a sorreggerla (quello che a 4 Soldi da Investire identifichiamo con il classico piano di accumulo sull'Msci World).
A questa dinamica se ne aggiunge un'altra, che ha contribuito a creare la confusione in cui siamo ancora oggi.
Abbiamo idea di cosa c'è davvero nei nostri portafogli socialmente responsabili? Al di là delle etichette (le autorità di vigilanza stanno provando a fare chiarezza anche in questo guazzabuglio), c'è un problema di fondo: come si fa a stabilire davvero cosa è sostenibile e cosa no?
Per anni le società di gestione hanno cercato metodi di misurazione oggettivi, che costruissero ranking in base ai punteggi conseguti dalle società nelle tre lettere dell'acronimo Esg. E di Environmental (ambiente), S di società (Social), G di buona Governance. Risultato: aziende con un punteggio molto basso in uno dei tre fattori (ad esempio: un produttore di vestiti che sfrutta il lavoro minorile nel Sudest asiatico) poteva "ripulirsi" lo score Esg promuovendo un po' di donne o under 35 nel consiglio di amministrazione, o riducendo le emissioni di Co2 negli uffici della sede centrale. Il fenomeno è noto come greenwashing.
Ora il problema è ancora più complesso, perché si sono unite anche dinamiche di natura morale. L'esempio è quello dei titoli della difesa: dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, per molte società di gestione Esg "difesa" è diventato sinonimo di "sicurezza". E quindi un investimento sostenibile. Anche in questo caso il risultato è paradossale: dal 2022 a oggi, calcola ancora JustEtf, i fondi ed Etf Esg che sono in qualche modo esposti alla filiera delle armi nucleari hanno superato quota 2.000!
Resta da rispondere a una domanda: se queste sono le premesse, un modo per investire in modo davvero etico e coerente con le proprie idee è possibile? Anche perché i problemi che la finanza sostenibile si propone(va) di risolvere sono ancora più urgenti di prima: la salvaguardia del pianeta e dei suoi habitat, l'uguaglianza di genere, la fine dello sfruttamento del lavoro.
In realtà, se si vuole fare un investimento di questo tipo le soluzioni sono due:
Io di recente sono stato a un convegno della società di gestione Pictet Am, che propone l'approccio dei portafogli puri: nei fondi tematici vengono incluse solo società che abbiano in media il 60% dei ricavi riconducibili al tema di riferimento, che può essere l'energia pulita, l'acqua, il legname.
Sarà l'approccio vincente anche per la performance? Non possiamo saperlo. D'altronde, con le scommesse di mercato funziona così. Ma almeno possiamo essere il più possibile coerenti con i nostri principi morali.
E voi, avete fondi Esg o simili in portafoglio? Siete soddisfatti o delusi? Fatemelo sapere alla mail mcapponi@class.it. Io vi aspetto la prossima settimana. Ciao!