Quarantamila pezzi scambiati, ampiaente al di sotto della media, hanno spinto questa mattina in apertura a 3,1 euro il titolo di Equita Group, l'investment bank milanese, la sola quotata al listino Aim, che si sta preparando ad abbandonare per passare la mercato principale.
Nella serata di ieri il cda, guidato da Francesco Perilli, fondatore e presidente della banca d'investimento, ha comunicato i risultati dell'esercizio 2017, che segnano un progresso a doppia cifra dei ricavi, 53,9 milioni, in crescita dell’11,1% rispetto al 2016, ma soprattutto dell'utile netto (+25%) che sale a 11 milioni di euro, spingendo il roe (return on equity) a al 27%.
Il consiglio ha anche proposto la distribuzione di un dividendo di 0,22 euro per azione, con un pay out ratio del 90% circa, che corrisponde ad un dividend yield del 7,2%, tra i più alti del mercato azionario italiano.
Sulla base di questi dati Mediobanca Securities ha confermato un obiettivo di prezzo a 3,35 euro, segnalando che la generosa dividend policy insieme ad un attraente profilo di crescita rendono Equita un investimento interessante, il cui maggior profilo di rischio dipende dalla volatilita' dei ricavi futuri.
Il titolo era sbarcato sul listino Aim, che lascerà entro l'anno, per passare al mercato principale, Mta, il 23 novembre scorso, registrando un òprezzo di prima quotazione a 2,9 euro.
Infatti sulla base dei risultati 2017, quello che è stato finora il core business del gruppo, il brokeraggio di azioni, nel 2017 ha registrato una contrazione, in termini di ricavi del 15% a 20,8 milioni di euro, comunque inferiore, ha sottolineato il management, alle attese negativamente influenzate dall’introduzione della MiFID 2 e in parte dai bassi livelli di volatilità del mercato italiano.
Sono invece cresciute tutte le altre voci dei business della banca gestita da Perilli insieme ad Andrea Vismara, capo della parte investment banking. Il proprietary trading, al netto delle commissioni passive e degli interessi, ha registrato ricavi in crescita di quasi il 60% a 9,7 milioni di euro,
mentre sul business investment banking la crescita (27%) è stata più contenuta, ma comunque rilevante, spingendo i ricavi a 20 milioni, grazie soprattutto all’incremento del numero e del controvalore delle operazioni di finanza straordinaria realizzate d nel 2017, per effetto del recente ampliamento della gamma dei servizi offerti e del team di professionisti dedicati, nonché per il positivo andamento dei mercati finanziari.
In particolare, le aree di Equity and Debt Capital Markets hanno registrato in aggregato un significativo incremento del numero di operazioni
coordinate dalla Società e dei ricavi rispetto al 2016, in forte sinergia con le attività di Sales & Trading.
«In assoluto il 2017 rappresenta un anno record per i risultati dell’Investment Banking, nonostante gli sforzi del team di Equita Group profusi nelle IPO della SPAC EPS Equita PEP SPAC e di Equita Group stessa, che non hanno generato ricavi nell’esercizio,» hanno sottolineato i manager di Equita.
Anche i ricavi della linea di business Alternative Asset Management, di dimensioni ridotte rispetto agli altri comparti, hanno tuttavia registrato un aumento recordo, 57%, a 3,2 milioni di euro, cifra che comprende i ricavi delle gestioni patrimoniali in delega, 654 milioni al 31 dicembre scorso, quasi il doppio di un anno prima.