Sterminate praterie solcate da cavalli in corsa verso il tramonto, bivacchi di avventurieri sotto le stelle, assalti ai fortini e alle diligenze. Duelli fra pistoleri, saloon, insediamenti Apache e una terra sconfinata da esplorare. Ogni paese edifica la sua narrazione, elegge i suoi miti e i suoi eroi. Anche in questo, gli Stati Uniti hanno fatto le cose in grande. Così, fra saghe di conquista e corse all’oro, sul confine di un “ciglio mobile” costantemente differito dall’inarrestabile marea della civilizzazione, il viaggio nella costa Ovest ha costruito la sua epopea, il fascino magnetico che da sempre avvince il cuore e la mente di ogni viaggiatore. “Bigger than life”, dicono Oltreoceano, per definire qualcosa di grandioso, di eccedente, alimentato da una fascinazione collettiva che trasmuta l’ordinario in oro e leggenda: benvenuti all’Ovest, nella terra dei pionieri, dove tutto è epica e frontiera, mito e controcultura, divi e nativi. Un luogo anche dell’anima, fondativo nei suoi intramontabili archetipi, scolpiti nell’immaginario occidentale dal cinema e dalla letteratura.

Indiani e cowboy, ma anche ghost town che spuntano come miraggi nel deserto mentre ideali di libertà corrono lungo rettilinei d’asfalto fino a perdersi nell’orizzonte… Le immagini affiorano vivide, all’orecchio sovvengono melodie di Morricone o le note di Route 66 dei Rolling Stones. Se sembra di viverlo il West, quello di Billy the Kid e Jasse James, o il più recente di Kerouac e Steinbeck, è perché in fondo ci appartiene. Echi e visioni di un retaggio culturale che, presto o tardi, reclama il suo tributo. Un tour nella costa occidentale, sulle tracce del mito, è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, rigorosamente on the road, perché l’Ovest è nella strada. Per chi si rifiuta di fare solo il passeggero, per macinare chilometri al volante, col vento che penetra dal finestrino e il paesaggio baciato dal sole, tour Route 1924 è la proposta firmata Turisanda nei territori di frontiera: sette itinerari Fly&Drive, da sette a dieci notti, fra California, Nevada, Utah, Arizona, Colorado, che ai grandi classici del Southwest americano abbinano atout come le guide dedicate nelle località di arrivo o gli ingressi nei Parchi Nazionali inclusi saltando le file e, ça va sans dire, la garanzia di esperienze esclusive selezionate da esperti Travel Designer già comprese nelle proposte. Attività riservate ai clienti Turisanda, fino a un massimo di 20 persone, per garantire intimità e connessione con i luoghi. Dal glamour di Los Angeles alla romantica San Francisco, passando per la sfavillante Las Vegas, ma soprattutto l’aspra, selvaggia, struggente natura, i canyon e le gole profonde, i torridi deserti e le maestose montagne rosso fuoco che sfidano il cielo a 4mila metri d’altezza. Il sogno a stelle e strisce con qualcosa in più, perle esperienziali e visite private capaci di riscrivere il cult hollywoodiano con registro personale, il film collettivo nella propria e unica sceneggiatura di viaggio. Al volante, il protagonista sei tu, in piena libertà.

Glam come Hollywood, lussuosa e sfrenata come Beverly Hills, esclusiva come Bel Air, trendy come Melrose Place, rilassatamente chic come le spiagge di Santa Monica, Venice o Malibù: Los Angeles, culla della settima arte e dello star system, non è una ma tante, poliedrico campionario di set cinematografici sotto il cielo di un unico, grande film urbano. Un red carpet vasto quanto una metropoli, che vede sfilare campioni di incassi come gli Universal Studios o il Griffith Observatory, musei come il Lacma e santuari dello shopping come Rodeo Drive. Dall’alfa all’omega della California, dalla città degli angeli a quella dei fiori, San Francisco aggiunge un tocco progressista in salsa hi-tech al mito della West Coast. Eclettica, creativa, originale come nessuna, the City by the Bay è una sinfonia urbana di storia e innovazione, la più antica China Town del Nord America, la metropoli della ripida e tortuosa Lombard Street, delle Painted Ladies, le celebri case vittoriane in tinte pastello di Alamo Square, la città dove persino la nebbia che si leva dalla baia e inghiotte il Golden Gate in un soffice manto di zucchero filato ha un nome, “Karl the Fog”. Concedersi una cena a base di pesce al Fisherman’s Wharf, una corsa in tram o un’escursione in bicicletta a Sausalito, passando per Crissy Field e il Presidio, sono esperienze memorabili, ma ce n’è una che, solo a nominarla, trasuda leggenda: la visita al penitenziario più celebre al mondo, Alcatraz, inclusa negli on the road di Turisanda che fanno tappa a San Francisco. In un viaggio che fa dello stupore il suo registro dominante, non può mancare la regina degli eccessi, delle luci e del gioco d’azzardo, dove piramidi faraoniche svettano accanto a piccole Venezie, vulcani in eruzione scrutano strade dell’antica Roma, in quel paradosso urbano che è Las Vegas, la più sfacciata, sorprendente e artificiale delle creazioni umane, in mezzo alla più suggestiva e paziente opera della natura, il deserto dell’Ovest, modellato in milioni di anni e porta d’accesso ai grandi parchi americani.

La follia della Sin City e della Strip è ancora una montagna russa emozionale che inanella acrobazie sulla rampa della memoria quando un’altra struggente scenografia interviene a spodestarla. Gli indiani Hopi lo chiamavano Ongtupqa, i Navajo Tsékooh Hatsohi: vero ingresso nel monumentale ovest, il Grand Canyon si estende lungo il deserto dell’Arizona come un’enorme, profonda cicatrice scavata nella terra dal fiume Colorado che scorre 1.500 metri più in basso. Ogni scorcio che si apre lungo la cresta dell’altopiano è il ritratto senza tempo di una natura primordiale, un capolavoro di mistica grandeur, fra rocce striate che virano dall’arancione al rosso fuoco, per spegnersi gradualmente nelle ore notturne, inghiottite dall’oscurità e dall’unico ricamo luminoso della volta celeste. Ammirare le stelle grazie a un’escursione serale dedicata o dall’arcata trasparente di uno spettacolare ‘dome’ del glamping Clear Sky Resort, con pernottamento incluso per i clienti Turisanda, è un’esperienza intima, immersiva, che riconnette cielo e terra nell’occhio stupefatto di chi osserva. Di meraviglia in meraviglia, il deserto catapulta in un mondo parallelo, fatto di scenari onirici alla Dalì, come la stretta gola di arenaria del Secret Antilope Canyon (slot canyon), alle porte di Page, con forme interne vertiginose levigate dall’acqua e scale cromatiche che dall’ocra sfumano al viola, o l’ansa fluviale dell’Horseshoe Bend, il ferro di cavallo più iconico del West. Gioielli modellati da madre Natura, che i “roadies” di Turisanda potranno visitare in forma privata accompagnati da una guida Navajo.

Dici Monument Valley e pensi a John Ford, ai maestosi monoliti di pietra rossa che si ergono dalla terra secca del deserto Navajo, tra Utah e Arizona, come sagome spettrali collocate in un punto imprecisato del tempo, dall’alba dell’uomo in 2001: Odissea nello spazio agli anni ’90 di Thelma & Louise, passando per la ribellione Apache di Ombre rosse. È il luogo di una profonda connessione con la cultura nativa americana, quello che ha consacrato nell’immaginario collettivo l’aspetto più selvaggio della frontiera. Custodi solitari di un immenso plateau, butte e mesas lasciano il posto ai caratteristici pinnacoli hoodoos, o “camini delle fate”, man mano che ci si addentra nell’anfiteatro del Bryce Canyon, un capolavoro d’arte geologica sull’altopiano dello Utah. I colori vibranti che dipingono le sculture rocciose, dal rosso intenso all’arancione ardente, si animano al tramonto, dando vita a una visione surreale. Un tempo erano le carovane di Praire Schooner e Conestoga, i tipici carri dei pionieri con la vela arcuata che dalla costa orientale partivano alla volta dell’Ovest. Oggi sono le più moderne quattro ruote a conquistare la frontiera. Il Far West resta comunque un ideale, una terra di scoperta che introduce una nuova scala di misura e che Turisanda consente di vivere al massimo delle possibilità. Senza rinunciare alla libertà del viaggio on the road.