I Piani individuali di risparmio (Pir) sono «un'occasione da non perdere per il Paese». Lo ha dichiarato a un quotidiano il presidente di Banca Mediolanum, Ennio Doris, spiegando che i rischi di una possibile bolla sono «un timore di chi guarda al passato e non si e' accorto del cambiamento in atto. Le richieste di quotazione in Borsa saranno una valanga».
"Quando a gennaio e' arrivata la legge ho colto subito l'opportunita' imperdibile per un Paese bancocentrico, che non ha un mercato finanziario sviluppato e quindi soffre delle crisi di liquidita,» ha spiegato Doris, «soprattutto se le imprese camminano con la palla al piede rispetto alle concorrenti estere, strette tra pressione fiscale, rigidita' del mercato del lavoro e burocrazia varia».
«Con l'agevolazione fiscale il Governo ha messo la palla nel campo dei privati. Chi investe nei Pir e aiuta l'economia viene premiato. Funziona cosi'. Dunque, qualsiasi imprenditore dovrebbe mettere un chip. Se no, inutile lamentarsi dopo. E' nell'interesse generale che tutto il mercato del risparmio scenda in campo».
"Il mercato sta cambiando. A piazza Affari sono quotate oltre 300 società, ma è in arrivo una valanga. In pochi anni saranno 1.000-1.500 le nuove societa' quotate. Solo da noi si sono affacciate oltre una decina di società per debuttare sul mercato,» ha detto ancora Doris.«Parliamo del 10% delle societa' oggi quotate all'AIM. Finalmente la Borsa rappresentera' l'economia italiana. Un'economia che esporta nel mondo. E sara' quindi garantita anche la diversificazione».
Il rischio di bolla, ha concluso, «non esiste. Tanta liquidita' sara' distribuita sulle migliaia di societa' che debutteranno sul mercato».
Alle parole del patron di Mediolanum fanno eco le nuove stime di Mediobanca, secondo cui la raccolta netta totale dei Piani individuali di risparmio nel 2017 sarà quota 9,1 miliardi di euro, ben 5 miliardi in più rispetto alle prime valutazioni.
In un'orizzonte du 5 anni, la raccolta dovrebbe raggiungere 41 miliardi di euro a livello cumulato, con un impatto sul flottante dei titoli che non sono inclusi nell’indice Ftse Mib vicino al 20%.
Nel primo semestre 2017 i flussi verso i Pir sono stati pari a 5,3 miliardi, con Intesa Sanpaolo e Mediolanum che hanno rappresentato circa il 50% del mercato. «Nel corso dell’anno la lista dei prodotti disponibili si è ampliata, dando agli investitori un’ampia scelta di profili di rischio/rendimento», ha annotato Mediobanca.
La combinazione di flussi Pir e dati macro positivi in Europa, secondo gli analisti della banca, «è stata la ricetta perfetta per alimentare un’espansione dei multipli rilevante, che ha portato le small e mid cap italiane a 17,3 volte il p/e 2018 (rapporto prezzo/utile per azione), vicino ai massimi storici a 17,6 volte».