Eni ha registrato un andamento molto positivo negli ultimi dodici mesi, con il titolo in rialzo di quasi il 60%, sovraperformando la maggior parte dei competitor. Secondo Berenberg questo trend è determinato da diversi fattori, tra cui il forte successo nell'esplorazione.
Inoltre, «Eni sta accelerando la propria strategia satellitare, con il deconsolidamento di Plenitude che dovrebbe essere completato nel terzo trimestre, mentre la joint venture Searah è ora incorporata nei conti. Ciò farà sì che i proventi dagli investimenti rappresentino una componente significativa dell'utile netto di gruppo», afferma il broker, stimando che entro il 2027 le società satellite rappresenteranno il 40% del risultato netto. Utile per azione adjusted che Berenberg ha aumentato del 6,5% per il 2026 a 2,78 euro e dell'11,3% per il 2027 a 2,31 grazie ai risultati più elevati attesi nei segmenti Esplorazione & Produzione e downstream. Di conseguenza il target price sul titolo (+2,6% a 24,55 euro ieri in borsa) sale da 22 a 25,5 euro. Ma alla luce della performance forte dell'azione, la raccomandazione resta hold. E questo anche se Berenberg vede una generazione di free cash flow operativo interessante a 15,242 miliardi nel 2026 (da 10,595 miliardi del 2025) e a 14,221 miliardi nel 2027.
«Il modello satellitare ha consentito alla società di indicare minori investimenti, il che significa che, secondo le nostre stime, il tasso di reinvestimento di Eni passerà da uno dei più elevati del settore a uno dei più bassi a partire dal 2027», indica Berenberg. Il colosso oil ha previsto una crescita della produzione del 5% nel 2026 e un tasso annuo di crescita composto del 3-4% fino al 2030. «La capacità di generare un free cash flow in miglioramento attraverso una forte crescita del settore upstream, mantenendo una minor intensità di capitale, rappresenta lo scenario per una continua sovraperformance del titolo», continua Berenberg.
«Capex più bassi e potenziali ulteriori proventi da disinvestimenti potrebbero lasciare spazio a buyback rilevanti nel 2027, determinando un rendimento complessivo per gli azionisti molto competitivo», precisa la banca d'affari, stimando un rendimento del free cash flow del 12% nel 2026 (dal 3,1% del 2025), del 12,1% nel 2027 e del 12,6% nel 2028. E di pari passo uno yield del 4,6%, del 4,8% e del 5% per il dividendo, atteso a 1,1 euro per azione nel 2026, a 1,15 euro nel 2027 e a 1,19 euro nel 2028, in linea con il consenso. (riproduzione riservata)