"L'efficienza energetica è uno dei campi in cui l'internet delle cose (Iot - Internet of Things) può certamente dimostrare di piú" ha dichiarato Giovanni Miragliotta, direttore dell'Osservatorio Italiano per l'IoT del Politecnico di Milano, nell'ambito dell'evento dal nome "Internet of Things ed Energy: strategie di sviluppo 2017-2020" organizzato da Elettra, societá quotata sull'Aim Italia attiva in tutta la filiera dell'energia, dalla produzione all'efficienza energetica, passando per il recupero termico.
"Bisogna considerare che il 33% del consumo energetico viene dall'industria e l'Internet delle cose - come modo attraverso cui oggetti si riconoscono e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri - può essere utile per individuare un consumo energetico anomalo, una problematica, una devianza di un processo e soprattutto per migliorare l'energy cost allocation" ha proseguito, a proposito delle potenzialitá dell'Iot nel mondo dell'energia, il professore che con il suo osservatorio si occupa anche di Industria 4.0 e intelligenza artificiale.
"Si ritiene - continua l'esperto - che in Italia l'IoT possa attirare investimenti per 26,5 mld di euro entro il 2023 e per oltre 80 mld entro il 2050, significa che stiamo parlando dei processi industriali del futuro e non a caso è un mercato in crescita nel nostro paese del 40% anno su anno".
A proposito di quante aziende abbiano intrapreso questo processo il professore ha poi sottolineato che "solo il 50% delle imprese si sono attivate in ambito industriale, la stragrande maggioranza delle quali solo negli ultimi mesi grazie ai super e iperammortamenti del Piano Industria 4.0 - alla stesura del quale ha contribuito anche il Politecnico di Milano - ma se ci chiediamo perchè solo il 50% delle aziende sta lavorando in questo senso è per un deficit innanzitutto culturale, prima che industriale. L'Internet delle cose va intesa come rivoluzione sociale e culturale.