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Elon Musk ha cercato di bloccare il grande accordo sull'AI di Sam Altman in Medio Oriente
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Elon Musk ha cercato di bloccare il grande accordo sull'AI di Sam Altman in Medio Oriente

di Dana Mattioli, Josh Dawsey e Eliot Brown (Wall Street Journal)
29 maggio 2025, 13:08 Ultimo aggiornamento: 13:09

Musk ha avvertito che Trump non avrebbe approvato il progetto del data center di OpenAI se la sua azienda xAI non fosse stata inclusa e si è infuriato per il coinvolgimento dell’ex socio e rivale nell’accordo

OpenAI ha guidato un gruppo di giganti tecnologici americani che la scorsa settimana ha ottenuto un accordo per costruire uno dei più grandi data center di intelligenza artificiale al mondo ad Abu Dhabi. Dietro le quinte, Elon Musk ha lavorato duramente per cercare di far deragliare l'accordo se non fosse stata inclusa anche la sua startup di intelligenza artificiale, secondo fonti a conoscenza dei fatti.

Durante una telefonata con funzionari di G42, una società di AI controllata dal fratello del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Musk ha lanciato un avvertimento: il loro piano non avrebbe avuto alcuna possibilità di ottenere l’approvazione del presidente Trump, a meno che la sua azienda xAI non fosse inclusa nell’accordo.

Il malcontento di Musk

Musk aveva appreso, poco prima del tour di metà maggio di Trump in tre paesi del Golfo, che l’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, avrebbe partecipato al viaggio e che era in corso un accordo negli Emirati. Secondo funzionari della Casa Bianca, ciò lo avrebbe fatto infuriare. Musk quindi ha deciso di unirsi al viaggio e ha fatto un’apparizione insieme al presidente in Arabia Saudita.

Dopo le lamentele di Musk, Trump e funzionari statunitensi hanno riesaminato i termini dell’accordo e deciso di procedere comunque. Secondo i funzionari della Casa Bianca, Musk non voleva un accordo che sembrasse favorire Altman. Gli assistenti presidenziali hanno discusso su come calmare Musk, ha detto uno dei funzionari, perché sia Trump che David Sacks, consigliere presidenziale per l’AI e le criptovalute, volevano annunciare l’accordo prima della fine del viaggio presidenziale in Medio Oriente

La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato: «Questo è stato un altro grande accordo per il popolo americano, grazie al presidente Trump e al suo team eccezionale.» Un alto funzionario della Casa Bianca ha affermato che Musk ha sollevato preoccupazioni sull’equità dell’accordo e «ha trasmesso le sue preoccupazioni riguardo a un trattamento equo per tutte le aziende di intelligenza artificiale».

Nell’ultimo anno, Musk è emerso come uno degli imprenditori più influenti della politica repubblicana: ha speso circa 300 milioni di dollari per la rielezione di Trump e ne è diventato un consulente fidato. Di recente ha lasciato il suo ruolo nella task force del Dipartimento per l’Efficienza del Governo per concentrarsi di più sulle cinque aziende che dirige, tra cui Tesla.

Il rapporto con Altman: da soci ad acerrimi rivali

Altman e Musk hanno co-fondato OpenAI nel 2015, ma Musk ha lasciato l’azienda nel 2018 dopo una lotta di potere. Da allora ha preso pubblicamente le distanze dal suo ex socio, lo ha citato in giudizio per presunta violazione della missione no-profit di OpenAI, lo ha definito «inaffidabile», lo ha soprannominato «Swindly Sam» (Sam il truffatore) e «Scam Altman» (Altman la truffa).

In risposta al lancio del popolare prodotto ChatGPT di OpenAI, Musk ha creato la sua startup rivale, xAI. Tuttavia, xAI non ha ottenuto né la trazione né il successo commerciale del chatbot di OpenAI.

La strategia AI degli Emirati Arabi Uniti 

Nei mesi precedenti alla visita di maggio di Trump nel Golfo, lo sceicco Tahnoon bin Zayed al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati e fratello del presidente, insieme ad altri funzionari, ha avviato una campagna di lobbying per una priorità nazionale: volevano chip per AI (e in grandi quantità) ed erano disposti a spendere molto per ottenerli.

Il piccolo stato petrolifero vede nell’intelligenza artificiale un modo cruciale per diversificare la propria economia. Così, dopo che l’amministrazione Biden aveva imposto restrizioni agli Emirati e a molti altri paesi sull’acquisto dei più recenti chip di Nvidia e altri produttori, gli Emirati si sono rivolti all’amministrazione Trump. Hanno promesso ingenti investimenti negli Stati Uniti, fatto lobbying presso ceo influenti e sostenuto un’attività della famiglia Trump—per ottenere un cambiamento nelle regole di esportazione dei chip.

Un pilastro chiave della strategia era portare aziende statunitensi di AI ad Abu Dhabi. I funzionari hanno preparato un sito che potrebbe ospitare, in futuro, un cluster da cinque gigawatt di data center per AI, un progetto molto più grande di qualsiasi sito singolo negli Stati Uniti, che ospiterebbe server di varie aziende americane.

L’accordo con la Casa Bianca

Dopo una visita alla Casa Bianca da parte di Tahnoon a marzo, l’amministrazione Trump ha dato il via libera a un accordo con gli Emirati che avrebbe permesso al paese di acquistare molti più chip, includendo un nuovo data center per un’azienda statunitense di AI, secondo fonti vicine alle trattative.

Sebbene Tahnoon avesse investito in diverse startup americane di IA, compresa quella di Musk, la sua G42 si è concentrata su OpenAI per il primo data center, collaborando con il produttore di ChatGPT e altre aziende (Oracle, Nvidia, Cisco e SoftBank) per definire un accordo.

Per convincere i funzionari e le aziende statunitensi, G42 si è impegnata a pagare i costi di costruzione degli edifici e successivamente a finanziare un progetto di dimensioni simili negli Stati Uniti, secondo fonti vicine all’intesa. L’accordo è stato annunciato infine il 22 maggio, con una settimana di ritardo rispetto alle previsioni iniziali, anche se alcuni dettagli devono ancora essere finalizzati. È stato chiamato Stargate U.A.E., come un accordo simile che Trump ha concluso negli Stati Uniti poco dopo il suo ritorno alla Casa Bianca.

Non è la prima volta che Altman scatena l’ira del fondatore di Tesla

Lo scoppio di ira di Musk ha ricordato la sua reazione a gennaio all’accordo Stargate USA tra Trump, OpenAI, Oracle e SoftBank. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Musk era nel complesso della Casa Bianca e fu colto di sorpresa quando Altman e Trump pubblicizzarono l’investimento da 500 miliardi di dollari.

Musk si lamentò con gli assistenti del progetto, affermando che i sostenitori di Stargate non avevano i fondi necessari. Arrivò perfino a criticare pubblicamente l’accordo di gennaio sulla sua piattaforma social, X.

I legami tra Musk ed Emirati Arabi Uniti

Gli Emirati hanno rafforzato i legami con Musk, soprattutto da quando si è avvicinato a Trump. Il fondo MGX di Tahnoon è stato un grande investitore nel finanziamento da 6 miliardi di dollari annunciato a dicembre da xAI, e a febbraio Dubai ha siglato un accordo con la Boring Company di Musk per costruire una rete di tunnel di 18 chilometri, annunciato in una conferenza alla quale Musk ha partecipato in video insieme al ministro per l’AI degli Emirati.

Anche xAI di Musk è considerata una probabile candidata per i futuri siti del gigantesco cluster di data center. Secondo le fonti vicine al deal, nell’ambito dell’accordo quadro tra Usa ed Emirati, xAI è inclusa in una lista ristretta di aziende statunitensi che potranno acquistare la maggior parte dei 500 mila chip concessi annualmente.


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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