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Compravendite Il forte calo dei prezzi ha finalmente dato una scossa agli acquisti nelle località marine. Ecco le più gettonate

E adesso tutti al mare

di Teresa Campo
Milano Finanza - Numero 146 pag. 61 del 26/07/2014

Effetto prezzi bassi sulle case al mare che, a sorpresa, nei primi mesi dell'anno vedono un bel rimbalzo delle compravendite: +13,7% rispetto a un anno prima, secondo gli ultimi dati dell'Agenzia delle Entrate. Certo, è sicuramente presto per cantar vittoria e parlare di inversione del trend. Ma perlomeno vale la pena di aspettare un attimo per il de profundis definitivo del comparto. È vero infatti che quello delle seconde case è il settore che è stato più messo alle corde dalla crisi, dalle tasse e da un cambio di abitudini degli italiani che oggi privilegiano sempre più bed & breakfast, vacanze più brevi, località esotiche: che farne quindi del quartierino al mare, costoso e dove si va solo pochi giorni all'anno?

Per queste ragioni il mercato immobiliare «che guarda a mare» risultava da tempo in declino: dai fasti che fino a metà anni 2000 l'hanno visto crescere tra il 5,5% e il 9,3% come prezzi e tra il 2,6% e 3,5% all'anno in termini di compravendite fino all'exploit di 60 mila abitazioni transate nel solo 2006, si è scesi in breve fino a 16 mila compravendite, quasi il 75% in meno. Nel frattempo i prezzi arretravano tra il 10 e il 30% a seconda dei casi. Le cassandre insomma non avevano tutti i torti.

Ora invece la riscossa. «Come per i mercati residenziali urbani anche per quello delle località turistiche le tendenze di domanda, offerta, prezzi e compravendite non sfuggono alla prima regola del mercato», spiega un'analisi del Centro Studi di Casa.it: «a un periodo di forte discesa degli scambi, provocato dalla scomparsa della domanda che di conseguenza eleva il surplus di offerta, segue, con alcuni mesi di ritardo, in questo caso anni, una prolungata caduta dei prezzi. Fino al floor, livello minimo da cui finalmente le compravendite cominciano a ripartire. E prima o poi anche i prezzi».

Attenzione però: il rimbalzo, almeno nelle fasi iniziali, è tutt'altro che generalizzato.

Analizzando i dati dell' Agenzia delle Entrate per gli oltre 600 comuni italiani classificati come «località costiere», si scopre infatti che la crescita per ora interessa solo il 15% del totale. Si tratta comunque di quasi un centinaio di località, le più note, contro le dieci di un anno fa, situate soprattutto a sud.

 

Tra le regioni del nord Italia solo la Liguria ha dato segnali di ripresa. Fermi Veneto e Friuli, mentre in Emilia Romagna solo Cesenatico ha visto crescere gli scambi rispetto all'anno precedente (+6,5%). In Liguria il risveglio del mercato si registra soprattutto sulla riviera di Ponente, in particolare nei comuni costieri della provincia di Savona. La discesa dei prezzi registrata in questi anni ha evidentemente stimolato gli acquirenti: oltre il 20% rispetto a sette anni fa, con punte del 30% per le case non immediatamente prospicienti al mare. Un calo che non ha risparmiato nemmeno le case più recenti e in ordine, che hanno ceduto comunque tra il 7,5 e il 12%. Il maggior numero di compravendite si sono registrate nelle località più frequentate come Loano, Pietra Ligure e Varazze. Più fiacco invece il mercato a Ponente dove i prezzi sono arretrati solo del 15% dai massimi. A Chiavari e Sestri Levante gli scambi non sono aumentati, ma almeno hanno smesso di ridursi. Alle 5 Terre invece in crescita solo Riomaggiore (+30%) a fronte di un calo dei prezzi del 25% dai massimi.

Nel centro Italia ancora debole la Toscana. A sorpresa segnali di risveglio arrivano da Forte dei Marmi, località i cui prezzi erano arrivati alle stelle, quasi una bolla speculativa, e che ora vede scambi in crescita del 17% a fronte di una discesa dei prezzi del 20%, non ancora terminata. Ancora stagnanti le altre località toscane, con la sola eccezione dell'Argentario dove l'aumento degli scambi è stato quasi del 20%. Anche qui rispetto al top prezzi giù di oltre il 23%.

Anche Marche e Abruzzo non possono dirsi fuori dalle secche della crisi: nelle Marche bene solo Gabicce, Grottammare e San Benedetto del Tronto, mentre in Abruzzo in ripresa appaiono Francavilla al Mare e Roseto. Anche in queste due regioni la discesa dei valori è stata superiore al 20%, e non è ancora finita.

 

Sulla costa laziale le località in provincia di Latina hanno registrato i maggiori scambi (compresa l'isola di Ponza che con sole 19 compravendite ha fatto registrare un balzo del 10,4%). Per queste località la discesa media dei prezzi è stata del 15% con punte del 19%. Il comune più vivace è stato quello di Tarquinia con una crescita del 18%. «Campania, Calabria e Puglia sono invece le regioni che hanno dato la scossa al mercato delle seconde case nel Sud», continua l'analisi di Casa.it. Sono in totale 31 le località con un trend positivo delle compravendite a fronte limature dei prezzi tra il 16,5% e il 22%, tra cui Capri, Anacapri, Amalfi, Casamicciola Terme (a Ischia) e Procida. A Capri, una delle località più care d'Italia, con 39 compravendite gli scambi sono aumentati del 20%, mentre i prezzi nell'ultimo anno sono scesi del 7% rispetto a luglio 2013.

In Calabria Tropea e Pizzo sono le due località più rinomate fra quelle comprese nell'elenco dei comuni in ripresa, entrambe reduci da limature dei prezzi di oltre il 20%. Mercato a due facce invece in Puglia: Bari, Foggia e Lecce hanno visto il mercato svoltare in positivo, mentre Barletta, Brindisi e Taranto sono rimaste in negativo. Svettano per numero di scambi Porto Cesareo, Vieste, Monopoli, Trani e Polignano Mare.

Infine tra le due isole maggiori è la Sardegna a soffrire di più rispetto alla Sicilia. Sono solo 3, infatti, le località marine sarde che hanno registrato un aumento degli scambi. Porto Torres e Palau hanno scambiato dalle 100 alle 150 abitazioni in totale (prime e seconde case comprese) con delle crescite comprese fra il 9,6% e l'11,4%. In Sicilia la provincia di Messina ha prevalso con Taormina, Milazzo, Lipari e Gioiosa Marea. A Taormina il mercato ha dato segnali di ripresa dopo che i prezzi si sono ridimensionati del 21%. (riproduzione riservata)

 

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