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Dove investire un milione di euro

di Anna Maria Castello
15 giugno 2023, 11:30

Davvero, anche per i grandi patrimoni, non c’è alternativa al Btp? Ecco le idee di wealth manager e family office per mettere la liquidità al riparo da inflazione e timori di recessione | Il Secular Outlook di Pimco su economia e mercati | I gestori europei ora preferiscono utility, tech e farmaceutici

Dove investire un milione di euro

Per i detentori di grandi patrimoni intenzionati a mettere a frutto la liquidità è l’ora delle sfide. Il rialzo dei tassi d’interesse, l’inflazione ancora sopra i livelli di guardia e i ricorrenti venti di recessione hanno avuto il duplice effetto di mettere alla prova le tradizionali strategie dei professionisti del risparmio impegnati al fianco degli investitori e di riportare a nuova vita i Btp che, forti di rendimenti attorno al 4% per il decennale, appaiono quasi una scelta obbligata. Secondo i dati raccolti da Aipb, anche i portafogli sopra i 500mila euro sono infatti attirati dal fascino dei buoni del Tesoro. Tanto che l’Associazione italiana del private banking calcola che quest’anno la raccolta di titoli di Stato dei grandi investitori non istituzionali crescerà del 12%, più del doppio di quanto previsto per i fondi comuni (+5%).

Ma davvero non c’è vita oltre il Btp? Per capire come stanno le cose può essere interessante osservare come si stanno muovendo a livello internazionale i gestori di grandi patrimoni. Il report «Eyes on the Horizon» di Goldman Sachs ha messo sotto la lente la strategia dei family office nei prossimi 12 mesi. L’asset allocation per la prima parte del 2023 prevede una quota del 28% nell’azionario quotato, un 26% nel private equity, un 12% in liquidità o in strumenti monetari. Solo il 10% è destinato al reddito fisso, con un 9% nel real estate privato e nelle infrastrutture, un altro 6% in hedge fund, e quote minime nel private credit (3%) e nelle commodity (1%). E una parte significativa di intervistati prevede di ridurre la componente di cash in portafoglio (35%) per dare ancora più spazio alla ricerca di opportunità.

Quali potrebbero dunque essere, nella pratica, le strategie di investimento da dedicare a un tesoretto da un milione di euro? Patrimoni lo ha chiesto a cinque nomi del panorama italiano del wealth management.

Le scelte di Banca Generali

Risponde Luigi Capezzone, responsabile strategie di investimento e prodotti risparmio gestito

D. Che cosa consigliate, in questa fase particolare, a un cliente con una disponibilità liquida di 1 milione di euro?

Dove investire un milione di euroLuigi Capezzone
Luigi Capezzone

R. Il mercato negli ultimi trimestri è stato caratterizzato da un forte rialzo dei tassi di interesse e da un’inflazione che si sta dimostrando persistente, fattori che hanno generato una volatilità che, sebbene più contenuta in questa fase rispetto ai trimestri precedenti, rende complesso l’ingresso sui mercati. Sicuramente le opportunità nel contesto obbligazionario non mancano, con livelli di ritorno interessanti in valore assoluto, ma che vanno sempre misurati in termini di tassi reali dato il contesto inflattivo.

Un’esposizione tanto sulle componenti più tradizionali obbligazionarie e azionarie, quanto su strategie alternative, con esposizione tanto sui mercati privati quanto su commodities e strategie liquid alternative è opportuna in questa fase di mercato.

Noi stiamo proponendo molto questa strada principalmente: strategie che offrono l’obiettivo di conservazione del capitale su un orizzonte temporale predefinito, prendendo al tempo stesso esposizione sul mercato azionario con l’opportunità di beneficiare del potenziale upside nel medio-lungo periodo, e strategie azionarie flessibili che permettono di essere esposti al segmento azionario minimizzando la volatilità dei portafogli.

D. Come cambiano i vostri suggerimenti se il cliente ha già un’altra parte di patrimonio investita, per esempio in immobili o in altre attività finanziarie?

R. Bisogna sempre guardare al portafoglio nella sua interezza: l’attività di advisory erogata in favore dei clienti considera la totalità del loro patrimonio e la consulenza in materia di asset allocation tattica e strategica tiene conto non solo dell’attuale contesto di mercato ma anche, e soprattutto, degli obiettivi di medio lungo dei nostri clienti. Per questo l’attività consulenziale è estremamente tailor made e varia molto di cliente in cliente.

D. Che cosa deve aver ben chiaro l’investitore in termine di tempi, di rischio e di rendimenti?

R. L’approccio ai mercati deve sempre essere di medio-lungo periodo e il nostro compito è di consigliare soluzioni che presentino il miglior profilo di risk-adjusted return atteso. Un tale approccio è necessario soprattutto in un contesto come quello che abbiamo attraversato e che stiamo attraversando, in cui la volatilità dei mercati potrebbe far entrare in gioco l’aspetto emotivo dei clienti nell’analisi delle performance dei loro portafogli.

D. Che spazio possono avere investimenti alternativi come private markets, beni da collezione e così via?

R. Sicuramente, in un contesto in cui vi è correlazione fra le performance dell’azionario e dell’obbligazionario, si è notato come i classici portafogli 60/40 abbiano dei limiti e quanto sia fondamentale avere esposizione su asset class che permettano di diversificare e decorrelare i portafogli riducendo la volatilità e permettendo di beneficiare di maggior livelli di ritorno sul lungo periodo. Per questo, in questa fase, stiamo offrendo ai nostri clienti tanto soluzioni nel mercato dei liquid alternative grazie a una recente partnership con Lumyna, piattaforma di liquid alternative del Gruppo Generali, con particolare attenzione al segmento alpha commodities, quanto, e soprattutto, soluzioni in private markets sviluppate con la nuova BG Private Markets Sicav attraverso cui abbiamo di recente lanciato tre nuovi fondi per i nostri clienti: un fondo di private debt in partnership con Carlyle, un fondo di real estate in partnership con Generali Real Estate ed un fondo di private equity in partnership con Lion River, l’entità del Gruppo Generali che da circa venti anni gestisce gli investimenti in private equity delle Compagnie del gruppo.

La strategia di Intesa Sanpaolo Private Banking

Risponde Cristiana Fiorini, responsabile Direzione Wealth Management

D. Cosa deve avere ben chiaro una persona prima di investire una cifra di questo tipo (in termini di tempo, di rischio che potrà affrontare e di obiettivi di rendimento).

Dove investire un milione di euroLuigi CapezzoneCristiana Fiorini
Cristiana Fiorini

R. Le scelte di investimento devono sempre partire da considerazioni basate sull’orizzonte temporale e sulla personale propensione al rischio, indipendentemente dall’ammontare messo a disposizione per gli investimenti.

Nello specifico, una prima questione che i nostri private banker analizzano insieme ai clienti riguarda la necessità di avere un ritorno costante nel tempo per far fronte alle spese di breve periodo nonché quello di ottenere una capitalizzazione dei rendimenti per il futuro.

In secondo luogo, bisogna porre particolare attenzione alla propria percezione del rischio. Essa ha caratteristiche molto soggettive ed è per questo che riteniamo fondamentale il supporto di consulenti finanziari esperti in grado di accompagnare l’investitore nella gestione delle disponibilità liquide in modo da ottenere la miglior sintesi tra rischio e rendimento. Ciò è avvalorato dal fatto che spesso, senza una figura di supporto, viene meno il legame indissolubile tra rischio e rendimento comportando scelte che non corrispondono alle aspettative.

D. Cosa consigliate in questa fase a un cliente che si trovasse ad avere una disponibilità liquida di un milione di euro?

R. A prescindere dalle fasi di mercato, le linee guida di un investimento devono focalizzarsi sulla diversa propensione al rischio dei clienti e sul loro orizzonte temporale.

L’attuale contesto di mercato risulta molto particolare e riteniamo che l’investimento nell’obbligazionario presenti, in un orizzonte di breve, una opportunità di ingresso. Nel medio lungo, invece, sfruttando la volatilità che ci attendiamo a breve, e ottimizzando il timing di ingresso, sarà l’allocazione azionaria che presenterà le migliori opportunità, anche nell’ottica di un miglior rapporto rischio-rendimento. Ci aspettiamo inoltre un ciclo economico in rallentamento nella seconda parte dell’anno, soprattutto negli Stati Uniti ma che inevitabilmente coinvolgerà anche l’Europa.

Considerato poi che l’inflazione tende a diminuire piuttosto lentamente, riteniamo che benché le Banche Centrali siano più o meno vicine ai picchi di rialzi dei tassi, almeno fino al prossimo anno il livello degli stessi tenderà a rimanere elevato. Alla luce del livello raggiunto dai rendimenti, riteniamo interessante soprattutto il tratto medio delle curve obbligazionarie governative e l’esposizione al credito societario di migliore qualità.

Dove investire un milione di euroLuigi CapezzoneCristiana FioriniDove investire un milione di euro

D. Come cambiano i vostri suggerimenti a seconda che il cliente abbia già un patrimonio importante, costituito ad esempio da immobili o da altre attività finanziarie?

R. L’obietto del modello consulenziale di Intesa Sanpaolo Private Banking è quello di accompagnare a 360 gradi il cliente nello sviluppo del patrimonio, offrendo soluzioni per le sue esigenze di natura finanziaria, non finanziaria, assicurative e previdenziale. I nostri clienti sono rappresentati principalmente da imprenditori e holding di famiglia che fanno capo ai principali gruppi industriali, il punto di partenza per una pianificazione coerente è senz’altro l’analisi del patrimonio esistente, la conoscenza degli obiettivi di medio lungo termine ed eventuali esigenze specifiche di liquidità (investimenti di natura industriale, immobili, beni di lusso). Sulla base di queste informazioni il nostro approccio consiste nel modulare e personalizzare le proposte di investimento per andare incontro il più possibile alle esigenze specifiche del cliente.

D. Che spazio possono avere investimenti alternativi come private markets, beni da collezione ecc...?

R. In un contesto di mercato incerto come quello attuale, caratterizzato da tassi di interesse crescenti e alti livelli di inflazione, gli investimenti alternativi rappresentano uno strumento efficiente ed efficace per diversificare e decorrelare i portafogli dei clienti, principalmente focalizzati su asset class tradizionali come i mercati pubblici.

Intesa Sanpaolo Private Banking ha colto il potenziale e il valore dei mercati privati e da diversi anni lavora in partnership con primari operatori del settore per offrire alla propria clientela di fascia alta delle opportunità di investimento in strumenti alternativi di diversa natura. L’obiettivo principale è quello di rendere fruibili ai propri clienti una tipologia di investimento, tradizionalmente riservata a clientela istituzionale, che nel medio lungo termine possa contribuire positivamente all’allocazione di portafoglio dando vantaggi in termini di performance elevate, diversificazione rispetto alle classi di attivo tradizionali e protezione verso l’inflazione.

La visione di Cassa Lombarda

Risponde Marco Binda, Customized Solutions

D. Cosa consigliate, in questa fase particolare, a un cliente con una disponibilità liquida di 1 milione di euro?

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Marco Binda

R. Ogni proposta di investimento deve tenere conto delle caratteristiche del cliente e del suo profilo di rischio. Di certo oggi abbiamo un notevole vantaggio rispetto al recente passato: il ritorno di tassi di interesse positivi fornisce un’importante opzione di impiego della liquidità anche per quei clienti più conservativi, che mirano alla protezione e alla rivalutazione graduale del proprio capitale, senza voler assumere rischi elevati.

Il ritorno dell’obbligazionario e dei flussi cedolari all’interno dei portafogli permette ai gestori di valutare l’investimento sull’azionario in modo più selettivo rispetto a quando, in contesto di tassi negativi, questa asset class rappresentava di fatto l’unica opzione per soddisfare un’attesa di ritorno positivo.

Certamente è bene ricordare come, perlomeno nel breve termine, ogni analisi non possa prescindere dal tema dell’inflazione, che indirettamente rappresenta un detrattore di valore per l’investitore.

D. Come cambiano i vostri suggerimenti se il cliente ha già un’altra parte di patrimonio investita, per esempio in immobili o in altre attività finanziarie?

R. Sono frequenti i casi in cui ci troviamo a fornire consulenza a clienti multi-bancarizzati: in queste situazioni è sempre importante partire da un’analisi aggregata del patrimonio, in modo che le nostre scelte si integrino in modo equilibrato all’interno dell’allocazione complessiva.

Su questi aspetti collaboriamo, ove presente, con il Family office del cliente, che ha un ruolo centrale nella regia degli investimenti e nell’indirizzo di tutti gli intermediari coinvolti. Qualora invece il cliente agisse in autonomia, ci attiviamo per supportarlo direttamente nell’analisi aggregata del suo patrimonio.

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A nostro avviso sono due i punti fondamentali da cui partire: il primo è legato alla liquidità degli investimenti, che non deve mai essere messa a rischio da un’esposizione eccessiva verso asset immobilizzati. Il secondo guarda invece alla diversificazione, che non si ottiene soltanto attraverso la divisione del patrimonio tra una molteplicità di gestori, ma presuppone che le strategie adottate da ognuno si combinino limitando al massimo il livello di sovrapposizione.

D. Che cosa deve aver ben chiaro l’investitore in termine di tempi, di rischio e di rendimenti?

R. È molto importante proporre una pianificazione strategica, valutando per ciascuna tipologia di strumento finanziario il livello di prevedibilità dei ritorni attesi. In questo senso è utile partire dall’analisi dei flussi cedolari della componente obbligazionaria, che può essere facilmente stimata su qualsiasi orizzonte temporale, anche molto breve.

Molto diverso è il discorso per l’investimento azionario, che espone necessariamente l’investitore ad un’ampia variabilità dei rendimenti. In questo caso a nostro avviso l’approccio preponderante deve necessariamente avere un orizzonte temporale più lungo, guidato da una view di ampio respiro. A complemento riteniamo poi ci possa essere spazio per l’attività tattica mirata a cogliere opportunità di breve termine, pur in un perimetro opportunamente circoscritto.

D. Che spazio possono avere investimenti alternativi come private markets, beni da collezione e così via?

In generale riteniamo che questo tipo di investimenti possa rappresentare una valida opzione di diversificazione per clienti con patrimonio elevato, aumentando anche la stabilità del portafoglio complessivo nel lungo termine. Riteniamo comunque che l’investimento in questo genere di attivi debba sempre essere correttamente bilanciato, evitando l’eventualità in cui il cliente possa trovarsi in una situazione di deficit di liquidità.

La linea di Valori Asset Management

Risponde Luca Bonifazi, responsabile Advisory & Multi Family Office

D. Cosa deve avere ben chiaro una persona prima di investire una cifra di questo tipo (in termini di tempo, di rischio che potrà affrontare e di obiettivi di rendimento).

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Luca Bonifazi

R. Prima di allocare una somma significativa del proprio patrimonio è fondamentale che il cliente condivida in maniera precisa con il proprio private banker i suoi obiettivi e bisogni, chiarendo il proprio livello di competenze ed esperienza finanziaria, definendo l’orizzonte temporale di riferimento, eventuali esigenze di liquidità che potrebbero manifestarsi e ovviamente la propria tolleranza al rischio e obiettivo di rendimento.

É quindi fondamentale dedicare il giusto tempo alla fase iniziale di pianificazione finanziaria per essere certi di definire un’asset allocation coerente con i proprio obiettivi.

D. Cosa consigliate in questa fase a un cliente che si trovasse ad avere una disponibilità liquida di un milione di euro?

R. Dopo un inizio d’anno complessivamente positivo, che ha portato tutti i principali indici verso valutazioni più in linea con le medie storiche, suggeriamo di costruire l’asset allocation del portafoglio con gradualità, con riferimento in particolare alla componente azionaria, rispetto alla quale manterremmo un approccio di sottopeso tattico. Ipotizzando di definire il portafoglio per un profilo di rischio medio, propendiamo per un’allocazione di partenza che preveda un’esposizione azionaria pari al 20%, con una quota di strumenti monetari e di breve termine per eventualmente incrementarla in un secondo momento. Con riferimento alla componente obbligazionaria del portafoglio, suggeriamo una strategia che definisca una scadenza media finanziaria intorno a 4 anni, con un rendimento a scadenza di poco superiore al 4%. La quota allocata su obbligazioni High Yield è tendenzialmente contenuta, in considerazione di valutazioni e spread che riteniamo non riflettano correttamente il rischio di un rallentamento economico nella seconda parte dell’anno (nella tabella è riportata l’ipotesi di allocazione con l’utilizzo prevalentemente di Etf e titoli per la componente obbligazionaria, Etf e Sicav per quella azionaria).

Dove investire un milione di euro

D. Come cambiano i vostri suggerimenti a seconda che il cliente abbia già un patrimonio importante, costituito ad esempio da immobili o da altre attività finanziarie?

R. Come società che propone un servizio di consulenza su base indipendente nella logica di un Multi Family Office è chiaro che teniamo in grande considerazione eventuali ulteriori asset patrimoniali, di natura finanziaria e non, che il cliente dovesse già detenere. Prima di procedere quindi con qualsiasi investimento ulteriore di nuova liquidità è opportuno verificare la coerenza complessiva del patrimonio già investito rispetto ai propri obiettivi ed utilizzare conseguentemente la somma a disposizione per sanare eventuali incongruenze.

D. Che spazio possono avere investimenti alternativi come private markets, beni da collezione ecc...?

R. Gli investimenti nei mercati privati, storicamente riferiti a clientela istituzionale o famiglie UHNWI, sono diventati appetibili negli ultimi anni anche per risparmiatori con patrimoni importanti ma più contenuti. Se da un lato la “democratizzazione” di questa tipologia di investimenti ha consentito ad una platea maggiore di risparmiatori di accedere ad un’asset class indubbiamente interessante, dall’altro c’è il rischio che tali soluzioni, contraddistinte tipicamente da scarsa o nulla liquidabilità e da un orizzonte di investimento di lungo/lunghissimo termine, possano venire sottoscritte da clienti che non hanno ben chiaro i punti di forza e gli elementi di criticità che presentano. Suggeriamo quindi al risparmiatore privato di approcciare questa tipologia di investimento con prudenza, verificando con il proprio gestore di aver ben compreso le caratteristiche del prodotto, privilegiando soluzioni di investimento affidate a team di gestione che abbiano alle spalle un solido track record e allocando su quest’asset class una quota del portafoglio complessivo compresa tra il 5% ed il 10%.

Il valore si crea anche con i servizi di investimento programmato

La visione di Alberto Martini, direttore Wealth Management di Banca Mediolanum

Dove investire un milione di euroLuigi CapezzoneCristiana FioriniDove investire un milione di euroMarco BindaDove investire un milione di euroLuca BonifaziAlberto Martini
Alberto Martini

Non esiste un portafoglio per tutte le stagioni; lo stesso deve essere personalizzato sulle specifiche esigenze del cliente, specialmente nell’attuale contesto di mercato che può essere definito di transizione.

Dopo le forti turbolenze del 2022, innescate dal rialzo dei tassi di interesse, ora il focus è sull’impatto che gli interventi di politica monetaria avranno sull’economia reale. Il 2023 deve essere quindi considerato come un anno cerniera rispetto ad un futuro in cui le sfide secolari, legate alla transizione ecologica saranno trainate da evoluzioni tecnologiche, e dei processi, che già oggi si iniziano a intravedere (es. intelligenza artificiale). Queste dinamiche sosteranno il ciclo economico potendo garantire al Pil globale una nuova fase di espansione.

Sui mercati ora ci sono più opportunità rispetto al passato, come quelle offerte dal mercato obbligazionario specialmente nel breve-medio termine, ma su orizzonti temporali più lunghi riteniamo sia da privilegiare un’esposizione rilevante verso il mercato azionario, unica asset class in grado di battere, nel lungo periodo, l’inflazione.

L’approccio di consulenza evoluta che il nostro istituto ha sviluppato, a supporto dei propri Family Banker e della clientela, è declinato attraverso il contratto Wealth Solutions. L’obiettivo di creare valore è perseguito tramite 3 principali driver, ossia:

  1. un’attenta selezione quali-quantitativa delle migliori soluzioni di risparmio gestito (Sicav & Oicr) presenti sul mercato;
  2. il continuo monitoraggio delle aspettative macroeconomiche per predisporre soluzioni d’investimento mirate, oltre a tempestive iniziative di ribilanciamento dei portafogli;
  3. l’utilizzo di servizi di investimento programmato per esporsi al mercato azionario, in un adeguato orizzonte temporale, trasformando il rischio espresso dalla volatilità in una opportunità.

Il nostro servizio Intelligent Investment Strategy, di durata pluriennale, funziona come un piano di accumulo estremamente evoluto perché flessibile; partendo da un conto di servizio prevede investimenti regolari su fondi azionari che, al verificarsi di determinate condizioni di mercato, aumentano automaticamente l’importo della conversione (Automatic Step-In). Qualora si registrasse un incremento rilevante nel valore della quota del fondo azionario oggetto dell’investimento, l’automatismo attiverà una presa di profitto (Automatic Step-Out) e tale importo sarà trasferito al conto di partenza.

Giuseppe Carle, responsabile Wealth Management Solutions, aggiunge: “In un contesto di mercato volatile, come l’attuale, acquista importanza fondamentale non solo dove effettuare l’investimento, ma le modalità di ingresso sui mercati. Ad esempio le mutate condizioni di mercato hanno reso velocemente alcune asset class meno interessanti, come i private markets o le polizze assicurative di ramo I, per i rendimenti offerti inferiori a quelli di mercato, per cui l’esperienza dei gestori sarà determinante per creare valore in questo contesto di mercato”.

Articolo tratto dal numero di maggio di Patrimoni



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