Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.
Il tema che ho scelto di affrontare con voi oggi vi sta particolarmente a cuore, e quindi mi sembrava opportuno ritornarci su: i dividendi.
Sì, perché come scrivo in questo articolo di Milano Finanza ci sono ben cinque società di Piazza Affari - due delle quali appartenenti all'indice Ftse Mib - che staccheranno una parte della loro cedola (tecnicamente si chiama l'acconto) oppure il dividendo ordinario/straordinario nel mese di settembre.
Queste cinque società sono De' Longhi, Eni, Piaggio, Sesa e Stm.
Cosa possiamo fare noi investitori? Se interessati, possiamo posizionarci su queste società (quindi comprare le azioni) per beneficiare del dividendo che verrà staccato il 22 di questo mese. E questo vale in generale tutte le volte che ci vuole ricevere un dividendo.
Oggi però non voglio entrare tanto nel merito delle cinque cedole di settembre, perché l'ho fatto nell'articolo che vi invito a recuperare. Ma voglio analizzare con voi la regola generale: come scegliere una società ANCHE in base ai dividendi che stacca (ma non solo!).
Stavolta vi risparmio lo spiegone su come funzionano i dividendi, ma se volete ripassare un po' vi invito a rileggere questo episodio della newsletter in cui metto a confronto dividendi, buyback e utili reinvestiti.
In generale, la prima cosa che ci colpisce quando scegliamo una società per le cedole è il suo dividend yield, ossia il rapporto tra dividendo (in genere si considera quello atteso a valere sugli utili dell'anno in corso) e prezzo dell'azione a un dato giorno. Esempio: se la Viti&Bulloni spa ha un dividendo atteso di 1 euro per azione e le sue azioni valgono 50 euro l'una, il dividend yield sarà del 2%.
Ovviamente, più è alto il dividend yield più l'aspettativa che quella società sia generosa con gli azionisti è alta. Ma qui arrivano le complessità: non è detto che una società con un dividend yield elevato sia necessariamente una società in buona salute o ben gestita.
Vi faccio un esempio estremo ma (spero) efficace:
Avere un dividend yield alto non basta! Anzi, chi è troppo generoso potrebbe addirittura (anche se ovviamente non è detto) nascondere qualche scheletro dentro l'armadio.
Ecco perché, anche quando si sceglie una società ad alto dividendo, bisogna fare bene i compiti a casa, e andare ad analizzare tutte le caratteristiche principali di quel titolo. Eccone alcune:
E poi ci sono tutti gli aspetti qualitativi. Per chi vuole investire in un titolo quotato seguendo delle regole di analisi fondamentale, la società in questione non può essere ridotta a un grafico e una serie di numeri (come invece fa chi segue le regole dell'analisi tecnica, ma questa è un'altra storia).
Warren Buffett, il più grande investitore di tutti i tempi, è solito dire che lui investe solo quando capisce quello che la società fa in concreto, e come il suo business possa essere in qualche modo utile al mondo. Non è l'approccio necessariamente corretto, tanto che lo stesso Buffett ha ammesso con rimpianto di non aver mai investito in Google perché non capiva come si potesse fare soldi con un motore di ricerca.
Semplicemente può essere un elemento in più da considerare: cosa fa la società in cui voglio investire? Realizza prodotti o eroga servizi? Ha un business esposto al mercato delle materie prime (es: un produttore di dolciumi), oppure ai dazi di Trump (un'azienda che fa tubi in acciaio), o alle condizioni del mercato del credito dettate dalle decisioni sui tassi di interesse della Bce (una finanziaria o una banca)?
Come avrete visto, le cose da considerare sono tante e variegate. Ecco perché quando si investe in singole azioni il rigore, la disciplina e lo studio sono fondamentali. Ed ecco perché noi di Milano Finanza proviamo sempre a raccontarvi il quadro più completo e dettagliato possibile: cosa ne pensano gli analisti sui titoli (vi consiglio a tal proposito la newsletter della collega Francesca Gerosa), quali sono le prospettive di crescita, cosa può frenare le società e il loro modello di business.
E voi? Quali riflessioni fate quando scegliete un titolo? Fatemelo sapere nei commenti e alla mail mcapponi@class.it.
Ci sentiamo la prossima settimana!