Con 60 startup partecipate a fine 2016, tra cui Talent Garden, Digital Magics si conferma l’hub più importante in Italia per l’innovazione.
«Grazie a Talent Garden, ai nostri soci, a Tamburi Investment Partners, (socio al 18%, ndr), a Innogest e al partner Pegaso siamo il più importante hub italiano per l’innovazione,» ha spiegato Marco Gay, viceopresidente esecutivo di Digital Magics, in un'intervista a Mf.
«Questa nostra idea di condividere e lavorare insieme in maniera allargata anche con gli altri attori del mercato, oltre che con le start-up, ci fa capire innanzitutto che qualcosa è cambiato, sapendo comunque che siamo all’inizio di un percorso».
Talent Garden, fondata nel 2011 a Brescia da Davide Dattoli è diventata in pochi anni il leader italiano degli spazi digitali di co-working.
«Da una parte stiamo lavorando per continuare a dare concretezza a quello fatto fino a oggi, dall’altra ci stiamo dirigendo verso l’implementazione di un programma di accelerazione. Credo che da ottobre potremo iniziare a muoverci con un primo programma per agevolare la velocità con cui una start-up nasce e entra tra le nostre partecipazioni».
Digital Magics è quotata all'Aim da luglio 2013, quando ha esordito a 7, 1 euro, contro i 5,5 euro che ha toccato oggi, in crescita dekl 41% da inizio anno.
«Il titolo sta crescendo a ritmi strutturalmente sani. Mi piace pensare che tale rialzo sia dovuto alla comprensione da parte del mercato della nostra attività» ha detto Gay.
Fondata da Alberto Fioravanti e dallo scomparso Enrico Gasperini, Digital Magics, che nel 2016 ha fatturato 2,9 milioni di euro con un margine (ebitda) dell'11%, punta a creare sinergie tra imprese e start-up, favorendo l’innovazione delle stesse aziende e la crescita del business delle giovani imprese.
«Siamo molto soddisfatti del recente Open Innovation Summit, l’incontro più importante del Gioin (Gasperini Italian Open Innovation Network, ndr). La consapevolezza che è emersa dal dibattito, dagli interlocutori e dai relatori è che muovendoci insieme nel trovare una via italiana all’innovazione, che passa anche attraverso le start-up, si possono avere dei primi risultati», ha spiegato Gay.
Per oggi a Rovereto è in programma un nuovo evento sempre nell’ambito del progetto Gioin, nel corso del quale «parleremo di smart cities e quindi dell’innovazione, partendo dalla città», aggiunge Gay. «Nel territorio italiano, dove ci sono 8 mila comuni, parlare di smart cities e capire come applicare questo concetto è sicuramente una bella sfida e una parte centrale del tema della open innovation».