Debutto tranquillo per Monnalisa, abbigliamento di fascia alta per bambini, questa mattina sul listino Aim. Il titolo ha segnato un apprezzamento del 2,2% a 14 euro, pur registrando scambi vivaci per oltre 122 mila pezzi.
Monnalisa è arrivata a piazza Affari dopo il collocamento di 1.290.800 azioni ordinarie, di cui 1.236.300 azioni di nuova emissione in seguito a un aumento di capitale a pagamento e 54.500 azioni in vendita da parte dell'azionista di controllo, Jafin Due Spa, che fa capo a Piero Iacomoni e alla moglie Barbara Bertocci, i fondatori dell'azienda nel 1968, rispettivamente presidente e direttore creativo. Il prezzo di collocamento delle azioni ordinarie era stato fissato a 13,75 euro.
«Il primo obiettivo è continuare a investire nello sviluppo con l'apertura di nuovi negozi», ha dichiarato Christian Simoni, ceo dal 2013, evidenziando che «siamo andati avanti anche quest'anno».
Simoni ha specificato l'interesse per nuove apertura in Cina, dove stanno aprendo proprio in questi giorni, Corea del Sud, Russia e Brasile, dove la società sta aspettando la licenza, e in futuro in Giappone, oltre a qualche altra apertura in Italia. A oggi l'azienda ha una rete di 38 negozi propri e punta entro quest'anno ad arrivare a 42. «Vorremo arrivare oltre 70 in 3/4 anni», ha rivelato Simoni.
Il Ceo ha poi sottolineato anche gli «importanti investimenti lato online con l'integrazione tra la parte di vendite offline e il canale online e alcuni investimenti in Paesi specifici sul fronte sempre dell'online, quali Giappone, Corea e Cina».".
Circa l'andamento del collocamento, il manager ha sottolineato che «è stato fatto un roadshow abbastanza intenso e impegnativo sia in Italia e sia all'estero, riscontrando interesse verso l'azienda anche da diversi investitori stranieri».
L'offerta globale, conclusa il 6 luglio, ha registrato, infatti, richieste di sottoscrizione da parte di circa 30 investitori istituzionali italiani ed esteri. Nell'azionariato di Monnalisa saranno presenti pressochè tutte le principali Sgr italiane per patrimonio gestito.
«Abbiamo deciso di fare un'operazione quasi esclusivamente in aumento di capitale per poter accelerare la crescita, anche attraverso un importante piano di apertura di nuovi punti vendita nei prossimi anni», ha spiegato Simoni.
La società nel 2017 ha registrato risultati di forte crescita su tutti i principali fondamentali: fatturato consolidato pari a 47,7 milioni di euro (+ 18% rispetto al 2016), Ebitda pari a 6,57 milioni (+56,6% sul 2016) e un export pari al 67% dei ricavi.
Monnalisa e' stata assistita nell'operazione da Cfo Sim come Nomad e Global Coordinator, da KT &Partners in qualita' di advisor finanziario, Ernest & Young per la revisione contabile, Simmons & Simmons per la parte legale, Epyon per la Due Diligence finanziaria e Spriano Communication & Partner advisor per la comunicazione.
La filosofia di Monnalisa è basata sulla combinazione di attività imprenditoriale, innovazione, ricerca di nuovi mercati, styling originale e particolare attenzione allo sviluppo delle risorse e competenze aziendali. Monnalisa è presente in oltre 60 Paesi grazie a una qualificata distribuzione tramite flagship store, corner e shop in shop nei più esclusivi Department Store e boutique del mondo. La ripartizione del fatturato è 63% Domestic e 37%
Overseas.
La società aretina opera in un mercato in espansione dove, secondo il rapporto annuale Databank sul childrenswear, la quota di mercato detenuta da Monnalisa nella fascia alta del mercato domestico è aumentata di oltre il 15% tra il 2014 e il 2016, grazie a un CAGR dell’8,2%, che è corrisposto a una performance di crescita del 7% superiore rispetto al mercato. Sempre nel 2016, l’azienda era la terza più grande del suo segmento ad operare sui mercati internazionali.
La forte quota di esportazioni (63%) assieme alla produzione e distribuzione esclusivamente di linee a marchio proprio rappresenta un altro plus del modello di business della società.
Le controllate in Cina, Stati Uniti, Brasile, Corea e Russia sono perlo più concentrate sul canale retail e perciò sull’apertura di punti vendita diretti nel mondo. Nel solo 2017, in aggiunta ai negozi già in essere, sono stati aperti sette punti vendita in Cina, uno a Hong Kong, uno a Miami, uno a San Paolo (Brasile) e uno a Mosca; a questi si sono aggiunti alle due nuove aperture italiane (Firenze e Napoli aeroporto) e a quelle spagnole (Madrid e Barcellona).