Sospinto al rialzo da scambi vivaci per oltre 340 mila azioni, il prezzo del titolo Neodecortech èin rialzo del 3,4%, rispetto ai 4 euro del valore di quotazione.
L'azienda bergamasca attiva nella produzione di carte decorative per pannelli nobilitati e per l'interior design, che rappresenta la 17a ammissione al listino AIM nel corso del 2017, punta a passare su Mta entro il 2019 e utilizzerà i proventi della Ipo anche per possibili acquisizioni.
Neodecortech ha raccolto nel collocamento di nuove azioni che ha preceduto la quotazione 14,25 milioni di euro per un flottante al momento dell'ammissione del 23,7%. (27,2% considerando l'esercizio integrale dell'opzione greenshoe).
I proventi della Ipo serviranno al rinnovamento tecnologico in cartiera, all'introduzione della tecnologia digitale e alla "espansione all'estero, anche attraverso acquisizioni", ha spiegato Luigi Cologni, il ceo, a margine della cerimonia di quotazione, citando gli Stati Uniti come Paese di interesse per un'eventuale operazione.
«Internamente ci siamo dati l'obiettivo di entrare su Mta entro il 2019,» ha precisato Cologni, sulla tempistica dell'eventuale passaggio al listino principale.
Nel processo di quotazione Neodecortech e' stata assistita da Advance Sim (Nomad), Banca Profilo (Global Coordinator e Specialist), Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners (Legal Advisor), Boldrini, Marchese, Pesarese & Associati (consulenza fiscale), BDO (Societa' di Revisione), Studio Lombardini, Matteoni, Berti & Associati (advisor riassetto societario).
Neodecortech da marzo scorso è il nuovo brand della Confalonieri, azienda storica milanse, fondata nel 1947, attiva nella produzione di inchiostri, carte decorative e pannelli nobilitanti, ben nota nel settore dei mobili,
Si presenta al mercato con due controllate le Cartiere di Guarcino e la Bio Energia Guarcino e un conto economico che ha chiuso al 31 dicembre scorso con un fatturato di 120 milioni di euro e un ebitda di 15,6 milioni pari a un margine del 13,4%.
Rispetto al 2015 il fatturato aveva registrato una leggera diminuzione (-3%) ma in compenso la marginalità (ebitda) era cresciuta del 32%. Al 30 giugno scorso le cifre preliminari di conto economico segnavano un fatturato di 62 milioni con un ebitda di 6,7 milioni. Per i dieci anni dal 2006 il cagr è stato del 3,4%.
Il salto di marginalità tra il 2015 e il 2016 si è avvertito soprattuto a livello di Ebit che a fine dicembre scorso era quasi raddoppiato a 9 milioni, mentre l'utile netto triplicava a 4,6 milioni.
Attualmente il 75% del valore della produzione viene venduto all'estero, in gran parte in Europa, per un 10% negli SU e u 6% in Asia.
Di una certa rilevanza la Pfn con debiti che al giugno scorso erano saliti a 61 milioni, dai 56 di fine dicembre, di cui circa la metà a media e lunga scadenza.
L'azienda è controllata dalla famiglia riminese Valentini, rappresentata da Luca, presidente del consiglio di amministrazione, mentre Luigi Cologni, ex Confalonieri, è il ceo.