Studi legali come aziende. In un contesto internazionale e geopolitico che cambia alla velocità della luce anche le law firm, la cui struttura e modus operandi è ormai molto più assimilabile a quello di un'impresa, sentono la necessità di definire una linea strategica d'azione che tenga conto di ogni tipo di analisi di mercato per continuare a crescere sia nel panorama nazionale che in quello internazionale.
Per studi della taglia di BonelliErede, ad esempio, lo sviluppo in Italia non esclude quello all'estero, anzi. Nonostante il nutrito numero di realtà professionali che popolano il mercato nazionale, lo studio milanese di via Barozzi ritiene che ci siano ancora ampi margini di crescita. «Se guardiamo le quote di mercato legale, non esiste un solo studio in Italia che ne abbia una superiore al 5%, incluso BonelliErede che con i numeri che ha rappresenta il 2,5-3%. È un mercato molto frazionato dove quindi ci sono ancora margini per crescere e farlo in modo efficiente», spiega a Mf-Milano Finanza Alessandro De Nicola, il partner approdato nella law firm da soli tre mesi con il suo team di circa 15 professionisti, alla guida del dipartimento ribattezzato legal risk, compliance and investigation.
Precedentemente managing partner in EY Law e successivamente per più di vent'anni prima managing partner e poi senior partner di Orrick, il neo socio di BonelliErede è convinto che per giocare in prima linea nel mondo legal anche all'estero «possa rivelarsi una strategia vincente basarsi su una solida rete di studi primari internazionali, tra i quali poter anche scegliere a seconda delle esigenze e caratteristiche del cliente, oppure mettere in campo una strategia one stop shop internazionale».
Inoltre BonelliErede (circa 550 avvocati nell'area Emea) punta a crescere ulteriormente nel Regno Unito, consolidando l'ufficio di Londra. «Abbiamo da poco nominato un nuovo partner nello studio di Londra, Richard Samuel, che si occupa di arbitrato internazionale», aggiunge De Nicola, «la strategia è proprio quella di puntare su servizi transazionali su cui possiamo esser forti, non avrebbe senso competere con gli studi legali full service inglesi. Allo stesso tempo, invece, se si è il primo europeo o dell'area Ocse in posti come il Cairo, piuttosto che a Addis Abeba, questo può portare grandi vantaggi». Infatti parallelamente alla linea del rafforzamento in Gran Bretagna, BonelliErede punta anche a coltivare tutta l'area africana e mediorientale (dove è presente a Dubai), non necessariamente aprendo nuovi uffici ma rafforzando la propria conoscenza del tessuto economico e istituzionale africano.
«In questo momento bisogna tenere in considerazione anche la situazione geopolitica, il che la dice lunga sull'evoluzione della professione legale», spiega ancora il partner, «presteremo anche attenzione all'Asia, ma dobbiamo stare attenti in un momento in cui gran parte degli studi internazionali stanno ripensando alla loro esposizione in Cina». In questo contesto la law firm giocherà molto di più sul territorio statunitense. Negli Stati Uniti, paese troppo grande per avere un unico punto di riferimento e caratterizzato da grandi disparità regionali dal punto di vista della preminenza, secondo De Nicola è necessario un approccio che tenga conto delle specializzazioni degli studi partner e che miri non solo ad alimentare un flusso di operazioni o incarichi ma anche a far divenire una consuetudine il secondment (servizio che consiste nel distacco più o meno temporaneo di una risorsa al dipartimento legale di una azienda cliente o presso uno studio estero) dei professionisti. Quanto all'apertura di una vera e propria sede a New York, in linea con il piano strategico quinquennale avviato a gennaio 2024, è stato deciso per ora di valutare più approfonditamente costi, benefici e opportunità. (riproduzione riservata)