Secondo i dati della Review annuale degli scambi di Borsa Italiana del 2019, appena pubblicati, l’unico segmento a crescere in termini di volumi e trade giornalieri è quello dedicato alle piccole e medie imprese. A fronte di scambi e trade sostanzialmente stabili per l’insieme del mercato, sull’Aim c’è stato un aumento rispetto all’anno precedente del volume medio giornaliero degli scambi del 19,7% (passati da 9,7 a 11,6 milioni di euro), e delle operazioni effettuate di ben il 56,3%, con oltre 3.100 contratti passati di mano rispetto ai 2.032 del 2018.
Saranno forse state le 31 nuove quotazioni registrate, il fatto che questi titoli non siano soggetti alla Tobin Tax o semplicemente l’aumento dell’interesse verso il comparto da parte degli operatori italiani (malgrado la questione BIo-on), sta di fatto che il trading e i volumi in questo segmento sono aumentati andando, si spera stabilmente, a invertire il trend di scambi limitati che ha caratterizzato questi primi dieci anni di Aim. Tiene bene anche il trading sui derivati, con il mercato Idem che ha scambiato circa 30,6 milioni di contratti standard nel 2019 con più di 120 mila contratti standard al giorno, equivalenti a 4 miliardi di euro di controvalore nozionale.
Particolarmente significativa la crescita annuale degli stock dividend future (+108,2% per controvalore nozionale), e delle opzioni weekly su indice Ftse Mib (+24,7% dei contratti standard medi giornalieri). Interessante notare come agli investitori che operano sul mercato italiano piaccia cambiare ogni anno, visto che la turnover velocity domestica (l’indicatore che, rapportando il controvalore degli scambi alla capitalizzazione, segnala il tasso di rotazione annuale delle azioni), è pari al 91,7%. (riproduzione riservata)