skin track

World Economic Forum a Davos
World Economic Forum a Davos
WSJ Leggi dopo

Così Davos si prepara ad accogliere l'uragano Trump

di Suzanne Vranica e Chip Cutter (The Wall Street Journal)
19 gennaio 2026, 12:40 Ultimo aggiornamento: 12:52

La politica estera e interna degli Stati Uniti, insieme alla più ampia delegazione americana degli ultimi anni, sono destinate a dominare il World Economic Forum

Un anno fa il presidente Trump intervenne in videoconferenza al World Economic Forum, chiedendo alle élite globali riunite a Davos una riduzione dei tassi di interesse e minacciando dazi contro chi producesse beni al di fuori degli Stati Uniti.

Quest’anno si recherà di persona al vertice alpino, accompagnato da un ampio seguito di funzionari statunitensi, sullo sfondo di un mondo in rapido mutamento, in larga parte anche a causa delle sue stesse iniziative sul piano interno e internazionale.

Improvvisamente, un evento un tempo liquidato come un semplice luogo di confronto per dirigenti convinti di poter risolvere i problemi del mondo è diventato un appuntamento irrinunciabile, al quale molti vogliono essere presenti.

L’agenda di Davos dominata dalla presenza di Trump

Trump dovrebbe intervenire di persona per la prima volta dopo sei anni. Il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent, il segretario al Commercio Howard Lutnick e l’inviato speciale Steve Witkoff contribuiscono a comporre quella che, secondo l’amministratore delegato del World Economic Forum, Børge Brende, sarà probabilmente la più grande delegazione statunitense degli ultimi anni.

Il meeting di quest’anno «si svolge nel contesto geopolitico più complesso dal 1945», ha affermato Brende durante una call con i media alla vigilia dell’evento.

L’agenda ufficiale prevede temi come l’innovazione, la crescita economica e la «costruzione della prosperità entro i limiti del pianeta», espressione che rimanda al dibattito su come conciliare sviluppo e tutela del clima.

Tuttavia, ci si attende che le discussioni siano dominate dalle mosse dell’amministrazione Trump, dalle dichiarazioni sulla possibile presa di controllo della Groenlandia ai dazi, fino alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro.

«A Davos c’è sempre stato un grande elefante nella stanza, attorno al quale tutti dovevano muoversi con cautela, e ora gli Stati Uniti sono il grande elefante nella stanza», ha osservato David Kenny, consigliere indipendente ed ex amministratore delegato di Nielsen, presente quest’anno al suo ventiquattresimo vertice di Davos. Anche i conflitti in corso in Ucraina e a Gaza restano in cima alle preoccupazioni dei leader mondiali.

Trump intende utilizzare il forum anche per affrontare almeno una delle sue priorità di politica interna. In un post su Truth Social ha dichiarato che nel suo intervento a Davos parlerà di nuove proposte in materia di edilizia abitativa e accessibilità economica. Di recente ha inoltre affermato di voler vietare ai grandi investitori istituzionali l’acquisto di ulteriori abitazioni unifamiliari.

Si prevede che la delegazione statunitense occupi una chiesa di fine Ottocento, riconvertita in spazio per eventi, situata al centro di una gelida passeggiata montana. La cosiddetta Usa House, le cui pareti sono decorate con insegne che celebrano il 250° anniversario degli Stati Uniti, dovrebbe diventare uno dei principali poli di incontri e iniziative collaterali.

Inizialmente, secondo una fonte a conoscenza dei piani, Usa House avrebbe dovuto ospitare esponenti dell’amministrazione tra mercoledì e giovedì. Tuttavia, con un numero così elevato di funzionari statunitensi attesi sul posto, il programma è stato esteso a un’intera settimana di sessioni con la delegazione americana.

La febbre per Davos nelle richieste dei pass per gli alberghi

Nel frattempo, alcuni truffatori hanno tentato di vendere presunti pass vip per accedere alla struttura. Nel fine settimana gli organizzatori hanno pubblicato un avviso sul sito di Usa House, sottolineando come l’elevato numero di richieste ricevute quest’anno «lasci intendere che questi pass vip fasulli potrebbero essere la fiction andata a ruba più rapidamente a Davos dai tempi de La montagna incantata di Thomas Mann».

La visita programmata di Trump al World Economic Forum ha avuto ripercussioni su tutta la settimana di eventi, influenzando i programmi, le misure di sicurezza e persino i badge di accesso.

Thomas Crampton, presenza abituale a Davos da molti anni, racconta di aver ricevuto offerte per badge alberghieri al prezzo di 1.200 franchi svizzeri, pari a circa 1.500 dollari, rispetto a un costo effettivo di 165 franchi.

Con hotel e appartamenti ormai introvabili, alcuni partecipanti - riferisce - si stanno preparando a sistemare materassi nei retrobottega dei negozi o nelle palestre degli alberghi.

L’interesse fuori dalla norma per Davos quest’anno, osserva Crampton, riflette lo stato di confusione che caratterizza lo scenario globale. «Nei momenti di incertezza le persone cercano canali per ottenere informazioni, ma anche occasioni di contatto e di comprensione», afferma Crampton, fondatore e amministratore delegato di Narrative Alpha, società che assiste venture capitalist e imprenditori nella raccolta di capitali. «C’è una fame enorme di capire in quale direzione stia andando il mondo».

I temi e i partecipanti a Davos

Jonas Prising, amministratore delegato della società di staffing ManpowerGroup, presente a Davos da circa 17 anni, ha affermato di aspettarsi che il commercio e lo stato delle alleanze globali siano tra i temi centrali delle discussioni nel corso della settimana.

«Nonostante il dibattito che in passato ha messo in discussione la rilevanza del forum e il ruolo delle élite globali, alla luce di tutto ciò che sta accadendo credo che l’interesse per l’incontro sia molto elevato», ha dichiarato. «La grande domanda è: come possiamo orientarci in questo contesto, sia come Paesi, sia come regioni, sia come organizzazioni?».

In passato, il meeting annuale del World Economic Forum ha svolto un ruolo rilevante nel lanciare e orientare iniziative globali, comprese alcune dalle quali gli Stati Uniti hanno preso le distanze sotto la leadership di Trump. Tra queste figura Gavi, l’alleanza internazionale che sostiene la vaccinazione dei bambini nei Paesi più poveri. Lo scorso anno il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero interrotto il finanziamento del programma.

Il villaggio alpino di Davos, isolato e di dimensioni contenute, ospita il World Economic Forum dal 1971, attirando capi di Stato, miliardari e celebrità in quello che è diventato un costoso e intenso rituale di relazioni e incontri informali.

A causa della carenza di spazi per riunioni, le aziende occupano negozi, ristoranti e perfino studi medici lungo la passeggiata principale, trasformandoli in uffici improvvisati.

Un Hilton Garden Inn rappresenta un inusuale centro di potere, apprezzato per la sua posizione: negli anni passati vi sono stati avvistati il cofondatore di Microsoft Bill Gates e l’amministratore delegato di Apple Tim Cook.

I marciapiedi ghiacciano facilmente, i servizi igienici sono difficili da trovare e i numerosi controlli di sicurezza fanno sì che i partecipanti sembrino costantemente - ma con cautela - di corsa o in fila.

Tra i 3.000 partecipanti attesi quest’anno figurano 850 amministratori delegati e presidenti dei consigli di amministrazione delle principali aziende mondiali, secondo gli organizzatori. Oltre 60 capi di Stato e di governo, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, si uniranno a leader d’impresa come Satya Nadella di Microsoft, Jamie Dimon di JPMorgan e Jensen Huang, CEO di Nvidia.

Diversità, equità e inclusione escono dall’agenda

Trump «sta ridefinendo l’agenda globale e Davos deve seguirlo», ha affermato Mark Penn, ex consigliere di Bill Clinton diventato dirigente pubblicitario.

Nel corso del meeting di questa settimana, le discussioni su cambiamento climatico e diversità, equità e inclusione (Dei) - due temi storicamente centrali a Davos - dovrebbero essere più attenuate rispetto al passato, secondo frequentatori di lunga data.

L’amministrazione Trump ha infatti posto l’accento sullo smantellamento delle iniziative Dei e sull’eliminazione della cosiddetta ideologia woke, avviando misure per disfare i programmi Dei all’interno del governo federale e del mondo corporate americano.

Trump ha duramente criticato le iniziative Dei nel discorso tenuto in collegamento virtuale con Davos lo scorso anno, definendo tali politiche discriminatorie e rivendicando il proprio impegno per abolirle. «Erano politiche assolutamente prive di senso, diffuse in tutto il governo e nel settore privato», aveva affermato.

Il tema ufficiale della 56ª edizione del World Economic Forum è «A Spirit of Dialogue», con un’agenda che mette in evidenza la crescente polarizzazione e il modo in cui l’intensificarsi della competizione tra le grandi potenze sta ridefinendo gli equilibri e l’influenza globale.

Sebbene il programma di quest’anno includa più di una dozzina di sessioni dedicate alle questioni climatiche, alcune parti dell’agenda riconoscono apertamente la polarizzazione del tema. Lo scorso anno, le sessioni dedicate alla tutela del pianeta - riunite sotto il filone Safeguarding the Planet - erano circa 27.

Il nuovo corso del World Economic Forum. La governance

Questa edizione segna anche il primo anno del Forum sotto una nuova leadership. Il Wef, con sede a Ginevra, è alle prese con questioni di governance e con un cambio al vertice dopo l’uscita del fondatore Klaus Schwab, avvenuta in aprile.

Schwab si è dimesso dalla carica di presidente esecutivo lo scorso anno dopo che il consiglio di amministrazione aveva aperto un’indagine in seguito alle accuse, avanzate da un informatore, di comportamenti impropri da parte sua e della moglie, tra cui spese non autorizzate e un trattamento inappropriato del personale femminile. Schwab ha sempre respinto ogni addebito; il consiglio ha riscontrato irregolarità di lieve entità nelle spese, ma nessuna violazione sostanziale.

All’indomani dell’inchiesta, l’organizzatore della conferenza ha rimescolato la leadership del proprio consiglio di amministrazione, nominando l’amministratore delegato di BlackRock, Larry Fink, e André Hoffmann, vicepresidente di Roche Holding, il gruppo farmaceutico svizzero, come co-presidenti ad interim.

Lavoro, crescita e AI

La corsa allo sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale di frontiera è destinata a essere un altro tema centrale delle discussioni di quest’anno. «Le implicazioni per il lavoro, i lavoratori e le competenze saranno, credo, al centro del dibattito», ha affermato Maria Flynn, amministratrice delegata dell’organizzazione non profit Jobs for the Future.

Dopo un anno dominato da riflessioni su dazi, catene di approvvigionamento e volatilità del commercio, molti amministratori delegati affermano di voler tornare a concentrarsi sulla crescita.

Christoph Schweizer, CEO di Boston Consulting Group, ha raccontato che un cliente gli avrebbe confidato di «non poter più spremere il limone» sul fronte dei tagli ai costi e di voler invece puntare su operazioni straordinarie e nuovi investimenti per aumentare i ricavi, iniziative che con tutta probabilità verranno esplorate anche a Davos.

«Il 2026 è un imperativo di crescita», ha concluso Schweizer. (riproduzione riservata)


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza