Negli ultimi tre mesi, gli economisti hanno rivisto al ribasso le previsioni sull’economia statunitense, stimando una crescita più lenta, un’inflazione più alta e un aumento del rischio recessione.
È quanto emerge dal sondaggio trimestrale del Wall Street Journal, che riflette le incertezze generate dalla politica commerciale dell’amministrazione Trump. Le frequenti modifiche ai dazi, secondo molti analisti, stanno rendendo le previsioni economiche particolarmente instabili.
La probabilità di una recessione entro i prossimi 12 mesi è salita al 45%, ancora inferiore rispetto ai picchi del 2022 e 2023, quando la Federal Reserve contrastava l’inflazione con aumenti aggressivi dei tassi di interesse. In quel periodo, le previsioni di recessione avevano superato il 60%, ma la recessione non si è mai materializzata.
Alla base del maggiore pessimismo attuale c’è un netto calo nelle stime di crescita. Gli economisti ora prevedono che il pil reale degli Stati Uniti cresca solo dello 0,4% su base annua nel primo trimestre, rimanendo sotto l’1% fino al terzo trimestre, con un recupero previsto solo successivamente. Per il 2025 stimano un aumento dello 0,8% nel quarto trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’inflazione, nel frattempo, è destinata a salire. L’indice core delle spese per consumi personali - il parametro preferito dalla Fed- è aumentato del 2,8% nei 12 mesi fino a febbraio. Gli analisti prevedono un incremento fino al 3,5% entro dicembre, con una discesa graduale fino al 2,6% entro la fine del 2026. Trend simile anche per l’indice dei prezzi al consumo, atteso al 3,6% a fine 2025 e in calo al 2,6% nel 2026.
Anche il mercato del lavoro mostra segnali di rallentamento: la crescita mensile dell’occupazione dovrebbe scendere a una media di 55 mila nuovi posti nei prossimi dodici mesi, contro i 134 mila previsti a gennaio. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire al 4,7% entro dicembre e restare stabile nei due anni successivi.
A inizio 2024, molti analisti si aspettavano un’economia in recessione tecnica, ma si sono rivelati troppo pessimisti. Il pil reale è cresciuto del 2,5% nel quarto trimestre rispetto all’anno precedente, ben oltre l’1% previsto. Il tasso di disoccupazione ha chiuso il 2024 al 4,1%, meno del 4,3% atteso, mentre l’inflazione core è salita del 2,8%, superando il 2,3% stimato.
Unica previsione quasi centrata: il tasso dei federal funds, chiuso al 4,375%, poco distante dal valore stimato.
Sung Won Sohn (SS Economics), Joel Naroff (Naroff Economics), Bernard Baumohl (Economic Outlook Group), Lawrence Yun (National Association of Realtors) ed Ellen Zentner (Morgan Stanley) sono stati alcuni tra gli analisti che hanno fornito le previsioni più accurate del 2024. (riproduzione riservata)
