In Italia il rischio di instabilità politica è basso, con il governo che ha guadagnato popolarità nei 30 mesi successivi al suo insediamento: questo uno dei motivi, secondo Goldman Sachs, per mantenere un approccio costruttivo sul debito pubblico italiano. Sul fronte corporate, il presidente di Confindustria chiede al governo un intervento per sbloccare la situazione di Pirelli, legata alla necessità di abbassare la quota dei soci cinesi per adeguarsi alle normative Usa. Nel settore auto Volkswagen annuncia che circa 20 mila dipendenti hanno accettato l'uscita volontaria, mentre Toyota lancia un'opa da 33 mld sulla controllata Toyota Industries. Negli Usa, Meta punta sul nucleare e sigla un accordo ventennale con Constellation Energy per l'acquisto di energia nucelare.
"Pirelli è oggi in stallo. Serve una risposta forte del Paese". È questo l'appello del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a proposito della situazione di impasse legata al confronto con il socio Sinochem e alle nuove leggi Usa che vietano l'accesso al mercato, su tecnologie sensibili, a società con soci pubblici cinesi. "Senza una riduzione stabile della quota di Sinochem sotto il 25%, Pirelli non potrà crescere negli Usa, con gravi ricadute anche in Italia", ha spiegato. Non si è fatta attendere la risposta del ministro delle Imprese, Adolfo Urso. "Il governo è attivo e vigile nell'ambito di una procedura della golden power che è stata già realizzata".
Tutti gli episodi che hanno portato a un allargamento degli spread negli ultimi 10 anni, con un'unica eccezione, sono stati causati da instabilità politica. Attualmente, tale rischio sembra basso in Italia. E' quanto emerge dall'ultimo report di Goldman Sachs a firma di Filippo Taddei. Secondo i sondaggi, l'attuale governo è l'unico esecutivo italiano degli ultimi 20 anni ad aver guadagnato in popolarità nei 30 mesi successivi al suo insediamento. "Prevediamo che questa condizione si manterrà almeno fino al prossimo anno, data l'assenza di catalizzatori politici rilevanti".
Circa 20 mila dipendenti Volkswagen hanno firmato un accordo per la risoluzione volontaria del proprio contratto di lavoro. L'iniziativa rientra nel piano di trasformazione e riduzione dei costi lanciato a dicembre che punta a un taglio complessivo di 35 mila posti entro il 2030. L'obiettivo è rendere la più grande casa automobilistica europea di nuovo competitiva e pronta per il futuro entro il 2029. Le uscite prevedono incentivi fino a 400 mila euro per i dipendenti più anziani.
Toyota dà il via un’operazione straordinaria destinata a ridefinire la propria struttura industriale e a rafforzare il controllo sulle attività chiave della catena di fornitura. Il colosso automobilistico giapponese, insieme alla sua società immobiliare Toyoda Fudosan, ha lanciato un’opa per rilevare la totalità del capitale di Toyota Industries Corporation in un'operazione del valore complessivo di circa 33 miliardi di dollari. Il piano, già approvato dal cda di Toyota Industries, punta a delistare la società dalla borsa di Tokyo.
Anche Meta guarda al nucleare. La Big Tech guidata da Mark Zuckerberg ha siglato un accordo della durata ventennale con Constellation Energy per l'acquisto di energia nucleare per sostenere le proprie ambizioni di raggiungere un consumo di energia 100% rinnovabile e pulita per tutte le sue operazioni globali. A partire dal giugno 2027, la società acquisirà circa 1,1 gigawatt di energia nucleare prodotta dall'unico reattore del Clinton Clean Energy Center di Constellation Energy in Illinois, una somma che equivale all'intera produzione nucleare del sito.