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Cos'è successo oggi sui mercati: dalla scomparsa di Giorgio Armani al trionfo di Mfe in Germania
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Cos'è successo oggi sui mercati: dalla scomparsa di Giorgio Armani al trionfo di Mfe in Germania

di Filippo Buraschi
04 settembre 2025, 17:53 Ultimo aggiornamento: 18:00

Le principali notizie che hanno caratterizzato la giornata finanziaria di giovedì 4 settembre, dalla newsletter quotidiana "Le 5 cose da sapere sui mercati oggi" | Ci si iscrive qui

E' morto a 91 anni l'icona dello stile e dell'eleganza italiana Giorgio Armani. Nel settore corporate, l'ad di Unicredit Andrea Orcel lascia aperta la porta all'acquisizione della tedesca Commerzbank, anche contro la volontà del governo tedesco, mentre Mfe chiude l'opas su Prosiebensat aggiudicandosi il 75,61% della società media tedesca. Nel settore auto rallenta la crescita di Byd, che taglia il target di vendite annuali a 4,6 mln veicoli. Negli Usa il Nasdaq è pronto ad adottare regole più stringenti per la quotazione delle aziende cinesi.

1. Muore a 91 anni Giorgio Armani, icona dell'eleganza italiana

Il grande stilista Giorgio Armani è scomparso all'età di 91 anni. Ad annunciarlo, "con infinito cordoglio", è il gruppo Armani che piange la "scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore". La Giorgio Armani è una azienda con cinquant'anni di storia, cresciuta con emozione e con pazienza e il suo fondatore ha sempre fatto dell'indipendenza, di pensiero e azione, il proprio segno distintivo. La famiglia e i dipendenti porteranno avanti il gruppo nel rispetto e nella continuitá di questi valori. La camera ardente sarà allestita sabato e sarà visitabile fino a domenica presso l'Armani/Teatro di Milano. I funerali si svolgeranno in forma privata.

2. Orcel (Unicredit), avanti su Commerz anche se Berlino contraria

Obiettivo Germania: Unicredit lascia la porta aperta alla possibilità di "presentare un'offerta di acquisizione" su Commerzbank anche contro la volontà dell'esecutivo tedesco, ma precisa che "saranno gli azionisti a decidere". Intanto, entro la fine dell'anno la banca di piazza Gae Aulenti conta di arrivare al 30% dell'istituto tedesco, esercitando i diritti sul 3% che già possiede in derivati. A dirlo è il ceo, Andrea Orcel, durante un evento organizzato da Handelsblatt a Francoforte.

3. Mfe sale al 75,61% di Prosiebensat

Arriva la comunicazione Bafin e si chiude ufficialmente il cerchio sulla conquista di Prosiebensat, la media company tedesca su cui Mfe-MediaForEurope ha lanciato un'opas da 4,48 euro cash e 1,3 azioni Mfe A di nuova emissione. Il gruppo guidato dal ceo Pier Silvio Berlusconi ha raggiunto il 75,61% della quota azionaria, diventando così azionista di riferimento assoluto del gruppo tedesco e consolidando il proprio ruolo di leader nel panorama televisivo europeo.

4. Byd rallenta e taglia il target del vendite annuali a 4,6 mln di veicoli

Byd ha tagliato il proprio target per le vendite annuali del 16% a 4,6 milioni di veicoli. L'obiettivo di 5,5 milioni di unità annunciato a marzo è stato infatti ridimensionato più volte internamente negli ultimi mesi. L'ultimo target a 4,6 milioni di veicoli è stato comunicato all'interno dell'azienda e a un gruppo di fornitori selezionato al fine di aiutarli a orientare la pianificazione e resta comunque soggetto a modifiche a seconda della condizioni di mercato. Il nuovo obiettivo rappresenterebbe un aumento del 7% rispetto all'anno scorso e sarebbe la crescita annuale più lenta di Byd dal 2020.

5. Nasdaq alza le difese contro le Ipo delle società cinesi

Sul Nasdaq potrebbero essere in arrivo regole più stringenti sulle quotazioni, soprattutto per le società di piccole dimensioni molto attive in Cina. L'obiettivo è di rafforzare l'impegno nella formazione di capitale, garantendo al contempo la tutela degli investitori e l'integrità del mercato. La nuova normativa è una reazione diretta ai casi di Ipo pump and dump che si sono verificate negli Stati Uniti, dovute al basso flottante. Le Ipo pump and dump sono offerte pubbliche iniziali che vengono utilizzate in modo fraudolento o manipolativo per gonfiare artificialmente il prezzo delle azioni e poi scaricarle sugli investitori ignari.



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