Tiene banco la 20* edizione del Btp Italia, il cui collocamento scatterà domani con cedola minima all'1,85%. Sul fronte bancario, il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha sottolineato durante il Consiglio nazionale della Fabi, quanto il risiko bancario più complesso dai pericoli di sicurezza nazionale. All'estero da segnalare la condanna di 4 ex dirigenti Volkswagen per il dieselgate e i tagli programmati da Volvo.
Il ministero dell'Economia e delle Finanze ha fissato la cedola (reale) annua minima della 20* emissione del Btp Italia, al via da domani, all'1,85%. La cedola definitiva sarà invece stabilita con successiva comunicazione nella mattinata di venerdì, all'apertura della quarta giornata di emissione, e potrà essere confermata o rivista al rialzo. Il titolo, con godimento 4 giugno 2025 e scadenza 4 giugno 2032, è indicizzato al tasso di inflazione italiana, con cedole corrisposte ogni 6 mesi insieme alla rivalutazione del capitale per effetto dell'inflazione dello stesso semestre. Il sette anni (scadenza mai testata nelle precedenti 19 emissioni di Btp) prevede un premio fedeltà dell'1% per chi lo compra in emissione e lo tiene fino alla scadenza.
Il risiko bancario in corso è un procedimento complesso, non solo per il numero di protagonisti, ma anche per tutto quello che avviene dietro le quinte, tra autorizzazioni e valutazioni delle autorità. A detta di Carlo Messina, ceo del gruppo Intesa Sanpaolo, a questo scenario già complicato si è aggiunto un ulteriore elemento di disturbo che, data l'attuale situazione geopolitica, non è possibile ignorare: la sicurezza nazional
Volvo risponde alle sfide del mercato automobilistico con 3.000 licenziamenti nelle sue operazioni globali, in linea con il piano di riduzione dei costi di 18 miliardi di corone. Con questi esuberi, che comporteranno anche 1,5 miliardi di corone di costi una tantum, Volvo si propone di diventare "ancora più forte e ancora più resiliente".
A quasi dieci anni dallo scoppio del dieselgate, un tribunale tedesco ha condannato quattro ex manager di Volkswagen per frode per il loro ruolo nello scandalo sulla manipolazione dei test sulle emissioni delle auto diesel. La vicenda del dieselgate suscitò una grande indignazione globale ed è costata finora oltre 33 miliardi di euro a Volkswagen, tra risarcimenti e sanzioni previste da un accordo con le autorità americane.
Thyssenkrupp ha registrato un balzo vicino al 9% a Francoforte dopo aver annunciato un piano di ristrutturazione in una vera e propria holding finanziaria con partecipazioni di maggioranza in unità aziendali autonome. Il fulcro dei piani è la graduale separazione di tutti i segmenti aziendali di Thyssenkrupp e la loro apertura agli investimenti di terzi. L'obiettivo di Thyssenkrupp è formare un gruppo industriale "focalizzato, agile e riorganizzato, una holding strategica con attività solide e indipendenti".