La giornata è stata caratterizzata da Unicredit che ha diffuso i dati relativi al 3* trimestre con l'utile netto che aggiorna il record mettendo a segno il 19* trimestre in costante crescita. Da segnalare poi New Princes che a piazza Affari ha chiuso a -19,92% in scia alla fissazione del prezzo di Ipo della controllata Princes Group a Londra. Sempre in tema di conti non convincono quelli di Netflix, al di sotto del consensus. Nel settore automotive Volkswagen annuncia possibili interruzioni della produzione a causa di restrizioni nella fornitura di chip mentre l'economia britannica avrebbe subito un danno da 2,5 mld di usd dal cyberattacco di cui è stata vittima Jaguar nell'agosto scorso.
Unicredit mette a segno il 19* trimestre di costante crescita redditizia, proseguendo il piano di trasformazione dopo un ampliamento del perimetro che, dal 2026 in poi, permetterà al management di aumentare la già generosa remunerazione agli azionisti. L'utile netto del terzo trimestre, di 2,6 miliardi di euro, ha superato le attese del management e del consenso degli analisti e rappresenta un nuovo record per l'istituto di Piazza Gae Aulenti. Il dato per i primi 9 mesi, pari a 8,7 miliardi di euro, fa registrare una crescita a doppia cifra: +13%.
Newprinces ha chiuso in forte calo a Piazza Affari, lasciando sul terreno il 19,92%, in scia ai multipli previsti per la Ipo della controllata Princes Group a Londra. L'azienda, in dettaglio, ha fissato la fascia di prezzo per l'offerta pubblica iniziale delle azioni ordinarie di Princes Group, interamente detenuta da Newprinces: il range è compreso 475 e 590 pence per azione, implicando una capitalizzazione stimata tra 1,162 e 1,234 miliardi di sterline.
Netflix ha registrato nel terzo trimestre un utile di 2,5 miliardi di dollari, ben al di sotto del consensus. L'eps ha toccato quota 5,87 usd, in salita dai 5,4 usd di un anno fa, ma più basso rispetto alle attese del mercato. Il fatturato si è attestato a 11,5 mld usd, in linea alle attese. Il titolo cede quasi il 10% a New York
Volkswagen ha lanciato un allarme riguardo a potenziali interruzioni temporanee della produzione, a causa delle restrizioni imposte dalla Cina all'esportazione di semiconduttori prodotti da Nexperia. Un portavoce del gruppo ha dichiarato che, sebbene Nexperia non sia un fornitore diretto di Volkswagen, alcuni chip dell'azienda vengono comunque utilizzati in componenti forniti dai suoi fornitori diretti.
Il cyberattacco che lo scorso agosto ha colpito Jaguar Land Rover, controllata dal gruppo indiano Tata Motors, ha causato perdite per circa 1,9 miliardi di sterline (2,55 miliardi di dollari) all'economia del Regno Unito. È quanto emerge da un rapporto pubblicato dal Cyber Monitoring Centre (Cmc), organismo indipendente britannico sostenuto dal settore assicurativo e composto da esperti di cybersecurity.