A Piazza Affari occhi ancora puntati su Webuild che guadagna oltre il 2%, in scia ai giudizi positivi degli analisti dopo l'ok del Cipess al progetto del Ponte sullo Stretto. In forte calo invece Leonardo, che risente della giornata negativa dell'intero comparto della difesa, dopo i conti deludenti della tedesca Rheinmetall. Sul fronte auto, Toyota stima in 9,5 miliardi di dollari l'impatto dei dazi Usa e taglia le stime per il 2026. Negli Usa, il presidente Donald Trump chiede le dimissioni dell'ad di Intel, accusato di conflitto di interesse a causa dei suoi legami con la Cina.
Fioccano i giudizi positivi su Webuild (+2,01%) dopo che ieri il Cipess ha approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina. Secondo gli analisti di Equita l'ok al progetto rappresenta un catalyst importante per Webuild, con il supporto politico del governo che è oggi molto elevato. A detta degli esperti di Kepler Cheuvreux l'aggiudicazione del contratto dovrebbe comportare un incremento dell'11% (pro-rata) del backlog di Webuild alla fine del primo semestre 2025.
Leonardo in forte calo sul listino milanese, con una flessione del 6,14%. Il ribasso del titolo si inserisce in una giornata negativa per l'intero comparto europeo della difesa in scia a Rheinmetall, che cede quasi l'8% a Francoforte dopo la pubblicazione dei conti. Il gruppo tedesco ha infatti riportato vendite e utili inferiori alle aspettative nel secondo trimestre del 2025, ma ha comunque confermato le sue previsioni per l'intero anno.
Allianz ha chiuso il secondo trimestre del 2025 con utili in crescita, supportati da una solida performance di tutte le divisioni. Il titolo festeggia a Francoforte dove guadagna oltre il 4%. Nel dettaglio, l'utile netto si è attestato a 2,98 miliardi di euro (+17%), mentre l'utile operativo è aumentato del 12% a 4,41 miliardi, trainato dal ramo danni. Guardando al futuro, Allianz ha confermato la guidance per il 2025.
La morsa dei dazi si fa sentire sui risultati di Toyota, che taglia le stime dell'utile per l'anno fiscale 2026. La casa automobilistica giapponese si aspetta adesso un utile operativo di circa 3.200 miliardi di yen per l'esercizio con fine a marzo 2026, a fronte della precedente stima di 3.800 miliardi yen. A pesare sull'outlook è l'impatto derivante dei dazi che la società ha stimato in circa 9,5 miliardi di dollari. Nel solo primo trimestre, i dazi hanno pesato sull'utile operativo per 450 miliardi di yen, portando il risultato in calo dell'11% rispetto allo scorso anno.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha chiesto all'ad di Intel, Lip-Bu Tan, di dimettersi immediatamente a causa di un presunto conflitto di interessi. "L'amministratore delegato di Intel è altamente in conflitto e deve dimettersi immediatamente. Non c'è altra soluzione", ha scritto Trump in un post su Truth. Tan è stato nominato ceo di Intel a marzo. Questa settimana, il senatore repubblicano statunitense Tom Cotton ha messo in dubbio i suoi legami con aziende cinesi, facendo riferimento a un precedente caso penale che coinvolgeva Cadence Design, di cui Tan è stato ceo fino al 2021. Il titolo perde quasi il 3%.