Mentre Stati Uniti e Ue formalizzano l'intesa sui dazi, l'ad di Mediobanca Alberto Nagel perde la partita in assemblea che boccia l'Ops su Banca Generali. Brutte notizie sul fronte della grande distribuzione: la britannica WH Smith cede oltre il 40% dopo un errore contabile in bolancio mentre il colosso Usa Walmart, pur alzando le stime sul 2025, cede il 4% a Wall Street.
I soci di Mediobanca hanno bocciato l'Ops su B.Generali, (42% tra astenuti e contrari), una decisione che non mancherà di riflettersi sugli equilibri del settore bancario, in attesa del termine dell'Ops di Mps sulla stessa Mediobanca il prossimo 8 settembre. Intanto gli effetti si notano sui corsi di Borsa: B.Generali, venuto a mancare l'appeal speculativo, scivola del 2,86%. Non sorprende poi il -1,41% di Mediobanca. In calo anche B.Mps (-1,13%), probabilmente in vista di un rilancio che l'ad del Monte Luigi Lovaglio non ha mai escluso, ora che la strada per Mediobanca è stata sgombrata.
Dopo settimane di negoziati, Unione europea e Stati Uniti hanno raggiunto l'intesa definitiva sui dazi, fissando un tetto massimo al 15% per l'export dall'Ue di automobili, semiconduttori e farmaci. "Abbiamo concordato un'unica aliquota tariffaria del 15% per la stragrande maggioranza delle esportazioni dell'Ue. Questa aliquota si applica alla maggior parte dei settori, tra cui automobili, semiconduttori e prodotti farmaceutici. Questo 15% rappresenta un tetto massimo chiaro", dichaira la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.
Stellantis dà una forte frenata all'elettrico negli Usa. Il gruppo dell'auto guidato da Antonio Filosa ha ridotto la produzione della propria gamma elettrificata negli Stati Uniti, bloccando in molti casi la possibilità per i concessionari di ordinare determinati modelli a batteria e ibridi plug-in. Un portavoce della società ha spiegato alla stampa Usa che Stellantis sta semplicemente adeguando la produzione alle dinamiche del mercato.
Walmart ha alzato le stime per l'intero esercizio, puntando ora a raggiungere un utile per azione compreso tra 2,52 e 2,62 dollari, rispetto alla precedente stima di 2,5-2,6 dollari. Nel secondo trimestre, l'utile rettificato di 68 centesimi per azione non ha soddisfatto le aspettative degli analisti di 73 centesimi per azione, con l'effetto che il titolo scambia in ribasso di circa il 4% alla Borsa di New York.
La catena di negozi britannica WH Smith lascia sul campo il 42,34% alla Borsa di Londra dopo aver ridotto le prospettive di profitto annuali a causa di un errore contabile. Il gruppo britannico, che conta circa 1.300 negozi in tutto il mondo, ha dichiarato che una revisione contabile ha rilevato una sovrastima di circa 30 milioni di sterline dell'utile netto previsto per il Nord America nell'anno terminato il 31 agosto.