Giornata sotto i riflettori per i titoli della galassia Exor: Stellantis diffonde i conti semestrali che confermano il rallentamento del business del gruppo e stima un impatto di 1,5 mld dai dazi Usa. Bene Iveco in Borsa, in scia alla conferma delle trattative per la cessione delle attività difesa e camion, mentre ad Amsterdam vola Philips (partecipata da Exor), che ha alzato la guidance 2025 grazie al minor impatto previsto dai dazi. Sul fronte moda, Temasek annuncia l'acquisto del 10% di Ermenegildo Zegna, mentre nel settore farmaceutico seduta da dimenticare per Novo Nordisk che crolla del 23% a Copenaghen dopo aver tagliato la guidance per l'anno in corso.
I risultati semestrali di Stellantis confermano il forte rallentamento del business della società. Ottimista il ceo Antonio Filosa, determinato a mettere a posto tutto ciò che al momento "non funziona" in Stellantis. La società si aspetta un secondo semestre in miglioramento, anche se il margine sull'utile operativo adjusted (Aoi) è atteso in area low single digit. Nel dettaglio, i ricavi nei sei mesi sono in calo del 13% a 74,3 miliardi di euro e la perdita netta è di 2,3 miliardi. Aggiornate le stime sull'impatto dei dazi: 1,5 miliardi circa, di cui 0,3 miliardi di euro già registrati nel primo semestre.
Seduta positiva per Iveco in Borsa che chiude in rialzo del 4,84%, in scia alla conferma delle trattative in fase avanzata per potenziali operazioni riguardanti il settore della difesa, da un lato, e la restante società dall'altro. "Il cda sta analizzando e valutando attentamente tutti gli aspetti di queste potenziali operazioni. Nel farlo, il consiglio tiene nella dovuta considerazione gli interessi di Iveco e di tutti i suoi stakeholder, compresi azionisti, dipendenti e clienti, e terrà informato il mercato in conformità alla normativa applicabile", spiega l'azienda in una nota.
Philips alza la guidance per il 2025 dopo aver ricalcolato l'impatto dei dazi. Il colosso olandese della tecnologia medica si aspetta adesso un margine operativo adjusted compreso tra l'11,3% e l'11,8% per il 2025, in miglioramento di 50 punti base rispetto al precedente outlook. Nei primi sei mesi il gruppo ha registrato un fatturato di 4,33 miliardi e un utile operativo sceso a 400 milioni. Il miglioramento dell'outlook ha messo le ali al titolo che ha chiuso in rialzo del 9,3% portando la capitalizzazione a circa 23,2 miliardi di euro: un guadagno di circa 200 milioni di euro per l'azionista Exor.
Temasek si prepara a diventare azionista del 10% di Ermenegildo Zegna. Le due società hanno firmato un accordo in base al quale il gruppo italiano venderà 14,1 milioni di azioni proprie al fondo di investimento con sede a Singapore, al prezzo di 8,95 dollari per azione. Al momento del closing, Temasek deterrà complessivamente 26,8 milioni di azioni, pari al 10% delle ordinarie in circolazione, avendo precedentemente acquisito 12,7 milioni di pezzi sul mercato. Al completamento dell’operazione, il gruppo Ermenegildo Zegna riceverà 126,4 milioni di dollari, tutti destinati alla crescita organica dei brand in portafoglio, da Zegna a Thom Browne fino alla licenza Tom Ford fashion.
Novo Nordisk prepara il mercato alla trimestrale presentando alcuni numeri preliminari accompagnati da un taglio della guidance: dopo un primo semestre in netta crescita - principalmente grazie a effetti contabili - il gigante danese si aspetta un secondo semestre nettamente peggiore: le vendite di Wegovy e di Ozempic, farmaci per il trattamento dell'obesità e del diabete, faticano a decollare negli Stati Uniti. Il titolo è crollato a Copenaghen del 23,11%.