Concesso un nuovo brevetto negli Usa a PharmaNutra, un altro passo importante per la conquista del mercato americano. L'azienda specializzata nel settore dei complementi nutrizionali a base di ferro e minerali e dei dispositivi medici per muscoli e articolazioni ha comunicato oggi la concessione negli Stati Uniti del brevetto sull'uso degli acidi grassi cetilati (CFA).
L'attestato di brevetto consolida la proprietà intellettuale di PharmaNutra sull'uso degli acidi grassi cetilati, il principio funzionale alla base dei dispositivi medici a marchio Cetilar per il trattamento e la prevenzione di problematiche muscolari e articolari. In particolare, la nuova concessione tutela alcuni passaggi specifici del processo produttivo e, soprattutto, contempla sia l'uso topico sia l'uso orale dei preparati a base di CFA.
Lo sviluppo di brevetti basati su complessi di acidi grassi cetilati ad alta concentrazione ha permesso alla società di diventare negli ultimi anni uno dei top player emergenti nel settore dei dispositivi medici dedicati al ripristino della capacità muscolo-articolare. In quest'ottica, l'ottenimento del nuovo brevetto è un ulteriore consolidamento delle tecnologie brevettate dal gruppo che già nel 2020 aveva ottenuto, sempre negli Stati Uniti, la concessione per il brevetto di processo per la produzione di CFA, la registrazione del marchio Cetilar e l'attestazione GRAS per le formulazioni orali a base di CFA.
"Ancora un importante step per la conquista del mercato americano. Si tratta di un percorso lungo e complesso, che una volta concluso aprirà a PharmaNutra e in particolare al nostro brand Cetilar nuovi scenari e ampie prospettive di crescita in un paese dall'enorme potenziale", ha commentato Andrea Lacorte, presidente e cofondatore di PharmaNutra il cui titolo in borsa in un anno ha messo a segno un +87,4% (+8,16% negli ultimi tre mesi), oggi storna dell'1,12% a 70,80 euro.
"Stimiamo per PharmaNutra un firepower potenziale per M&A di almeno 70 milioni di euro", ha detto un analista. "Ad oggi il fatturato estero pesa circa il 30% di quello totale ed è prevalentemente generato nella penisola iberica, nei Balcani e nei Paesi del Golfo, e l'obiettivo del management è di arrivare al 50% grazie anche alle recenti partnership distributive annunciate in Germania, Far East e Argentina", ha aggiunto l'esperto. (riproduzione riservata)