Bending Spoons vale quasi quanto Caltagirone. Ma solo in linea teorica e se si sommano le consistenze azionarie attribuite ai sei soci della società tecnologica milanese presenti nella classifica dei Paperoni di borsa di MF-Milano Finanza. Il loro totale arriva a 12 miliardi: appena 433 milioni in meno dei 12,52 miliardi che valgono a Francesco Gaetano Caltagirone il terzo posto assoluto. Ma nella graduatoria non esiste un «Paperone Bending Spoons» da 12 miliardi. Perché? Tutto dipende dalla metodologia usata. La classifica di MF-Milano Finanza viene elaborata includendo persone fisiche e famiglie italiane che detengono partecipazioni importanti in società quotate a Piazza Affari, cui si aggiungono le famiglie italiane titolari di quote d'azienda presenti sui mercati azionari esteri, come gli eredi Del Vecchio con Essilorluxottica a Parigi, e quelle estere con partecipazioni di peso sul mercato italiano, come i Peugeot in Stellantis. Quando più componenti appartengono allo stesso nucleo familiare, le rispettive quote vengono aggregate. I soci di Bending Spoons, invece, non costituiscono una famiglia e vengono quindi conteggiati separatamente. Il confronto con Caltagirone serve dunque a misurare la «potenza di fuoco complessiva» raggiunta dalla nuova galassia tecnologica, ma non ne modifica la posizione formale nella graduatoria. E soprattutto i Paperoni di MF non sono una classifica dei patrimoni personali complessivi: vengono considerate solo le consistenze borsistiche censite secondo questi criteri, mentre restano fuori immobili, liquidità e altri asset non quotati. Ed è per questo, ad esempio, che non appaiono in questa classifica dinastie come i Ferrero o i Barilla - o persone fisiche come il fondatore di Tether, Giancarlo Devasini - che si sono sempre tenute alla larga dalle sirene della borsa. (riproduzione riservata)