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Cnh, l'utile cala del 35% ma le stime 2026 migliorano leggermente

MF - Numero 151 pag. 15 del 04/08/2026

Cnh Industrial chiude il secondo trimestre con un utile in forte calo ma ricavi in crescita e con prospettive leggermente più favorevoli per il resto dell'anno. Il gruppo, di cui la holding Exor degli Agnelli-Elkann è il principale azionista, ha registrato un utile netto di 141 milioni di dollari, in flessione del 35% rispetto ai 217 milioni dello stesso periodo del 2025, mentre i ricavi consolidati sono aumentati del 2% a 4,8 miliardi.

L'utile netto adjusted è sceso da 216 a 161 milioni, mentre l'utile per azione diluito si è attestato a 0,11 dollari contro gli 0,17 di un anno fa. Anche la redditività operativa si è ridotta: l'ebit adjusted delle attività industriali è diminuito del 25% a 167 milioni, con un margine sceso dal 5,6% al 4%.

Il business agricolo continua a risentire della fase più difficile del ciclo. Le vendite del segmento Agriculture sono rimaste stabili a 3,3 miliardi solo grazie agli aumenti di prezzo, che hanno compensato il calo dei volumi, soprattutto in Sud America. L'ebit adjusted della divisione è però crollato del 35% a 170 milioni, penalizzato dal peggior mix geografico, dall'impatto dei dazi, dall'aumento dei costi di ricerca e sviluppo e delle spese amministrative.

La domanda di macchinari agricoli resta debole nella maggior parte delle aree geografiche. In Nord America le vendite di trattori sono diminuite del 16-17%, mentre in Europa, Medio Oriente e Africa il calo è stato dell'11%. Soltanto l'Asia-Pacifico ha mostrato una crescita della domanda di trattori, pari al 15%. Va meglio invece il comparto Construction, che ha visto i ricavi crescere del 12% a 866 milioni di dollari grazie ai maggiori volumi in Nord America. Anche in questo caso però l'ebit adjusted è sceso del 57% fermandosi a 15 milioni.

Pur riconoscendo che gli agricoltori continuano a fare i conti con prezzi delle commodity contenuti, costi elevati e uno scenario commerciale ancora incerto, Cnh ha ristretto le stime verso la parte alta degli intervalli comunicati in precedenza. Il gruppo quotato a Wall Street prevede ora vendite del segmento Agriculture sostanzialmente stabili rispetto al 2025, un margine ebit adjusted compreso tra 5 e 5,5%, mentre il business Construction dovrebbe registrare una crescita dei ricavi tra 5 e i10%, con un margine operativo tra 1,8 e 2,3%. La società conferma un free cash flow industriale tra 200 e 400 milioni e un utile per azione adjusted tra 0,41 e 0,46 dollari. (riproduzione riservata)



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